INTERVISTA TC - Lumezzane, Pesce: "Un altro anno in C? Ci ragionerò"
Simone Pesce, capitano del Lumezzane, è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com dopo la promozione in Serie C dei rossoblù: "Ho accettato il Lumezzane tre anni fa, dopo l'esperienza alla Feralpisalò in cui avevo perso due playoff. Accettare di giocare in Eccellenza poteva essere presa come una pazzia, ma da parte del patron Camozzi c'era un progetto serio. Infatti finalmente siamo riusciti a tornare in Lega Pro, obiettivo che premeva alla società".
Tre parole per descrivere questa emozione.
"Determinazione, passione e sacrificio: sono le tre cose che ho sempre fatto mie in tutta la mia carriera".
Quale è stata la ricetta vincente per uno come te, un veterano del calcio?
"Non c'è stata una ricetta, ma c'è stata fortuna: arrivare a più di 40 anni a giocare ancora è anche dipeso appunto dalla sorte e dal fatto che non ho mai avuto grandissimi infortuni. In più sono sempre stato spinto dalla passione. Ho sempre visto questo lavoro come una cosa bellissima e una mia fortuna da tenere stretto il più possibile".
Cosa vuol dire essere il capitano del Lumezzane?
"Essere il capitano di questa squadra mi ha reso orgoglioso. A 40 anni ho provato emozioni differenti rispetto ad altri anni: sono il più anziano, ho responsabilità verso i giovani. E' stato emozionante: i ragazzi mi hanno fatto emozionare a fine partita. Sono orgoglioso di essere stato il loro capitano in un campionato incredibile".
Con mister Franzini?
"Ho sempre avuto un rapporto di massima trasparenza e fiducia. E' una persona bravissima che ha un modo di allenare e di gestire il gruppo ineccepibile. Mi sono trovato benissimo con lui".
Cosa vuol dire vivere questa emozione con il presidente Andrea Caracciolo, precedentemente tuo compagno di squadra?
"Avere Andrea presidente potrebbe apparire strano: abbiamo condiviso l'esperienza in Serie A a Novara e poi due anni a Salò ed ora siamo qui insieme, prima come calciatori e poi con lui come presidente. C'è sempre stata stima reciproca, lui è presidente, io sono ancora giocatore anche se non so cosa mi riserverà il futuro. Sono contento per lui che al primo anno in questo nuovo ruolo ha centrato un obiettivo: sono contento di far parte di questa sua emozione".
Giocherai un altro anno in C?
"Non lo so. Ho avuto tanti pensieri in testa, ora mi prenderò un po' di tempo per ragionare: giocare è la cosa più bella, ma sul piatto bisogna mettere tante cose, bisogna riflettere. Parlerò col patron Camozzi, a lui mi lega stima e rispetto: vedremo quale sarà la migliore soluzione".
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