INTERVISTA TC - Millesi: "Catania, a gennaio servirà rivoluzione"

25.11.2019 15:00 di Raffaella Bon   Vedi letture
© foto di Federico De Luca
INTERVISTA TC - Millesi: "Catania, a gennaio servirà rivoluzione"

Francesco Millesi, ex giocatore del Catania ed etneo doc, ha concesso un'intervista ai microfoni di TuttoC.com, per commentare le vicende in casa rossoazzurra. 

Cosa pensi dell'attuale situazione?
"Quello che pensiamo tutti. Non sta facendo molto bene, per le qualità dei singoli avremmo dovuto vedere una classifica diversa e una situazione diversa. Perché purtroppo quando vengono fuori certi problemi, questo in genere avviene per carenza di risultati. Quando ci sono, c'è entusiasmo, la gente ti spinge. Quando invece non arrivano è dura per una società che ad oggi sta cercando di leccarsi le ferite per precedenti errori. C'è parecchio lavoro dietro le quinte, anche se alle fine sui tifosi e non, poco incide. Quello che si vuole è un Catania che faccia il salto di qualità e di categoria. Quest'anno la società ha costruito una grande squadra, guardando la rosa e le strutture che in Serie A alcuni se le sognano, difficile trovare alibi. Se non appunto problemi pregressi che stanno incidendo ancora oggi". 

E sulla partita a porte chiuse? 
"Quando all'improvviso viene a mancare un'agenzia inerente agli steward si crea una grana piuttosto importante da risolvere. Non entro nel merito delle motivazioni, so che il proprietario dell'agenzia è un grandissimo tifoso del Catania e per prendere una decisione del genere avrà i suoi motivi. Io mi auguro che si possa trovare un punto di incontro tra le parti, per il bene della città, della maglia e di tutti noi tifosi". 

C'è stato un botta e risposta col sindaco.
"A mio avviso, respirando l'aria di Catania, avrei evitato. Il sindaco avrebbe potuto interagire con il club in maniera privata. Chiaramente è un bel gesto, perché il sindaco ha dimostrato di tenere al Catania e ai tifosi. Però ha diviso la città in due parti, chi conosce il mondo del calcio, sa quali sono i sacrifici del club, che ha allestito un organico importante. Ciò che speravano era che arrivassero i risultati, ma non sempre con una grande rosa riesci a vincere, ci vogliono anche i dettagli al posto giusto. E in questa prima parte non sta accadendo, c'è malumore. Ricordiamoci che la società ha tante spese, e ha sempre fatto il suo dovere in questo senso. Bisogna venirsi incontro, operare di concerto per trovare la giusta direzione". 

Potrà arrivare qualche rinforzo a livello societario?
"E' l'auspicio di tutti noi catanesi. Sarebbe un grandissimo aiuto a questa società che ha investito tanto in questi anni. Ci sono stati errori, è vero, ma solo chi opera sbaglia, è lecito che ci siano stati. La società non fallirà, ci tiene, soprattutto il patron che è un tifoso del Catania. Stiamo parlando di una piazza importante, la settima città d'Italia. Sono fiducioso che arriverà qualcuno a dare sostegno al club, che ha voglia di fare bene. Giocare a Catania non è per tutti, è un ambiente particolare. Come in ogni azienda, ci vogliono le componenti giuste. La squadra è stata allestita per vincere ma il campionato sta dimostrando altro. Non vengono meno i sacrifici della società per portare avanti il progetto. A gennaio probabilmente ci sarà una rivoluzione, perché non c'è equilibrio né all'interno dello spogliatoio né all'esterno. Ci vuole un giusto mix, Lo Monaco è bravo in questo quindi non credo che alla chiusura del mercato di gennaio questi problemi ci saranno ancora. Forse ce ne saranno altri ma non dal punto di vista dell'organico. Ci sarà il giusto equilibrio tra giovani che hanno voglia di lavorare e mettersi in mostra e senatori che sono fondamentali per spingere la squadra. La vera medicina del calcio è la vittoria". 

Dove può arrivare questo Catania?
"In queste condizioni purtroppo non molto lontano. Nonostante il campionato non sia così competitivo come qualcuno vuol far credere. Ci sono diverse squadre importanti, è vero, almeno sei. Ma il Catania non può stare al decimo o all'undecisimo posto. Probabilmente non ha un organico al livello di Reggina o Bari, ma sicuramente al pari della Ternana. Il Catania è stato allestito per stare in alto, con giocatori che hanno fatto anche la Serie A, sono maturi, dovrebbero dare moltissimo, questi giocatori così completi forse non ce li ha neanche la Reggina. Certe cose ottime si sono viste, ci sono momenti di gara dove risultano devastanti, poi subentrano amnesie, gol al passivo e difficoltà a reagire. Come collettivo in questo momento non funziona e secondo me non dipende nemmeno dall'allenatore. Non tutti i calciatori probabilmente riescono ad assorbire i problemi della società, qualcuno probabilmente sta aspettando gennaio per andare via e credo che la società manderà via chi non vuole dare tutto per la causa. Mi chiedo però se effettivamente ci sia qualcuno che non vuole affrontare i problemi con questa maglia. Io ho sempre preferito lottare, ad esempio quando sono andato ad Avellino. C'è chi preferisce stare in piazze tranquille e chi invece vivere in piazze calde. E Catania ha bisogno di questo genere di giocatori, elementi che mettono tutte le loro energie per la maglia. Ci sono società che hanno spese ben inferiori al Catania, ma magari stanno davanti perché hanno i giocatori giusti".