INTERVISTA TC - Mingazzini: "A Lucca qualcosa difficilmente ripetibile"

22.06.2019 07:30 di Marco Pieracci   Vedi letture
Nicola Mingazzini
Nicola Mingazzini

Ai microfoni di TuttoC.com Nicola Mingazzini, ex centrocampista tra le altre di Atalanta Bologna, Pisa e Lucchese che ha appeso le scarpette al chiodo un anno fa per intraprendere la carriera di allenatore ha parlato della stagione di Serie C appena conclusa e di quella prossima a iniziare.

Cosa pensi delle promozioni di Pisa e Trapani?
"Il Pisa ha sistemato la squadra col mercato di gennaio e da lì in avanti ha avuto un ruolino di marcia impressionante. I playoff sono stati diretta conseguenza di quanto è stato fatto prima: dopo un girone d'andata con qualche difficoltà c'è stata una incredibile escalation di risultati e la promozione è arrivata grazie al grande lavoro di società, tecnico e giocatori. Il Trapani è stata una sorpresa perchè ha avuto grossi problemi societari però era una squadra che aveva nomi importanti, penso a Nzola, Tulli e Ferretti in avanti e un allenatore emergente molto bravo come Italiano che ha permesso di far concatenare il tutto".

La vera impresa l'ha fatta la Lucchese salvandosi...
"Sul campo è stato fatto qualcosa di straordinario e difficilmente ripetibile perchè rimanere 6 mesi a giocare senza stipendio è qualcosa che si spera non accada più. Sarebbe ora che le società riuscissero a mantenere gli impegni che promettono. L'attaccamento alla maglia che hanno dimostrato è qualcosa che merita di essere raccontato e questo ha contribuito ad avvicinare molto la tifoseria e la città alla squadra. Dal punto di vista societario è stato un vero disastro, ma del resto c'erano già molti problemi quando c'ero io e se quest'anno è stata una disfatta le cause sono da ricercare anche negli anni scorsi".

Come giudichi le riforme promosse dalla Lega Pro?
"Penso sia giusto abbassare il numero delle squadre e portare le squadre virtuose a fare un campionato importante. Quest'anno, soprattutto durante i playoff, c'è stato un grosso richiamo di pubblico. E' giusto cercare di valorizzare il prodotto togliendo quelle società o quei soggetti che girano ancora nel mondo del calcio non per far bene ma per fare il suo male. Si cercherà di valorizzare di più i settori giovanili perchè le squadre avranno un numero limitato di giocatori da altre squadre e questo porterà a una maggior attenzione ai ragazzi del proprio vivaio portando in prima squadra i più bravi. Ci sarà più richiesta di over e questo migliorerà sicuramente la qualità. Tutte le norme che si stanno introducendo sono giuste per dare maggior risalto a questo campionato che negli ultimi anni si è lasciato un po' andare. Arriveranno anche piazze importanti dalla D, ci sono tutti i presupposti per intraprendere una nuova strada, che è quella della valorizzazione del prodotto e non come quest'anno dove sui giornali andavano soprattutto le società che non pagavano".

E le seconde squadre?
"Sono un po' dubbioso, ci vorrebbe un'etica diversa come accade magari in Spagna. In Italia la Juventus è anni luce avanti a tutte le altre società e sta portando avanti questo progetto però se rimarrà l'unica non avrà avuto molto senso mentre se nel giro di 2/3 anni altri club la seguiranno allora sarà qualcosa di innovativo che potrà far bene al calcio italiano. Se invece la Juve resterà la sola dubito che possa continuare a farlo a lungo".