INTERVISTA TC - Nassi: "Ad oggi la vedo dura per un ritorno in campo"

INTERVISTA TC - Nassi: "Ad oggi la vedo dura per un ritorno in campo"TMW/TuttoC.com
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sabato 11 aprile 2020, 07:30Interviste TC
di Raffaella Bon

Un commento sul presente e un tuffo nel passato con Maurizio Nassi, ex calciatore con centinaia di presenze tra i professionisti, intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoC.com

Il calcio si è fermato e tornano i ricordi. Che ricordi hai di Alessandria e Fermana?
"Sicuramente sono ricordi positivi. Ad Alessandria sono arrivato a fine ottobre, era un squadra non tanti problemi, con Sonzogni allenatore. Abbiamo fatto un grande girone di ritorno e ci siamo salvati con parecchie giornate d'anticipo. E' una grande piazza e sono stato bene, lì il calcio lo sentono in maniera particolare. Alla Fermana ho giocato il primo campionato di C1, arrivato dalla Reggina con mister Dino Pagliari, un allenatore che stimo tantissimo e con il quale ho un grande rapporto. Ci siamo salvati alla terzultima giornata ma avrebbe sicuramente meritato di più. Nel girone d'andata era in zona playoff, poi ci sono stati problemi societari, Pagliari venne allontanato per un diverbio col presidente, poi tornò tre mesi dopo e ci porto alla salvezza. Meritava ben altro campionato". 

Si parla in generale di dimezzare gli stipendi dei giocatori, c'è un dibattito anche sulla Serie C. 
"Non mi trovo d'accordo sul concetto di giocatori privilegiati. Forse lo sono in Serie A e in parte in B, ma quelli di Lega Pro sono lavoratori normali come tanti altri. Si crede che il mondo del calcio abbia stipendi altissimi, ma in Serie C i compensi sono come quelli di un operaio. Sono uomini che hanno famiglie, che rischiano non arrivare a fine mese. Anzi, andrebbero tutelati più di altri, avendo giocato tanto in Serie C so che difficoltà ci sono. Non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, la Lega Pro è un mondo da tutelare. Non credo sia giusti dimezzare gli stipendi dei calciatori di C". 

Pensi che si possa riprendere a giocare?
"Ad oggi la vedo dura. Parlare di calcio oggi è un'utopia per tutto quello che stiamo vivendo in Italia. Le restrizioni sono state prolungate fino a maggio. Non vedo una ripresa del campionato. Sinceramente non saprei neanche come si possa fare a riprendere una stagione calcistica con queste restrizioni che ci porteremo avanti per un po' di tempo. Nel calcio più che in altri sport c'è contatto fisico, assembramento negli spogliatoi. La vedo difficile. Poi c'è il punto interrogativo del nuovo torneo a settembre, ma per questo non vedo spiragli positivi". 

I momenti di Alessandria e Fermana? 
"Il momento dei Grigi, che ha trovato nel torneo una corazzata come il Monza che ha ammazzato il campionato, non ha potuto fare più di quello che ha fatto. La classifica è corta per il secondo posto e sicuramente per i playoff può dire la sua. Per quanto riguarda la Fermana, le ultime partite sono state positive, anche se in questa fase non so se la società abbia ambizioni di puntare al salto di categoria". 

Padova e Reggina invece? 
"Sono società blasonate, con gli amaranto ho avuto anche la fortuna di esordire in Serie A. Sicuramente, anche se sono siciliano, faccio il tifo per la Reggina, ha fatto un grande campionato e ha un grande allenatore. Nonostante qualche battuta d'arresto, merita la prima posizione e la Serie B. Anche il Padova merita altre categorie e può giocarsela fino alla fine".