INTERVISTA TC - Orlandi: “Calcio abbandonato al proprio destino”

INTERVISTA TC - Orlandi: “Calcio abbandonato al proprio destino”TMW/TuttoC.com
© foto di Andrea Rosito
martedì 28 aprile 2020, 20:30Interviste TC
di Sebastian Donzella

Il nostro paese si sta preparando a entrare nella cosiddetta Fase 2 dell'emergenza coronavirus, ma ancora non sono chiari tempi e modi di ripresa del calcio italiano. L'intero movimento è in attesa di sapere date e modi del ritorno all'attività, ma dal Governo, per ora, non sono ancora arrivate risposte chiare creando non poche difficoltà alle società e alle varie professionalità che ruotano intorno a esse. Di tutto questo abbiamo parlato con Alessandro Orlandi, fondatore di Studio Assist & Partners.

Che idea si è fatto della situazione? 
“L’attuale scenario è ibrido, ho l’impressione che sia tutelata parzialmente la salute pubblica e ancor meno il futuro lavorativo di imprenditori, aziende e dipendenti. In questo pensiero è compreso chiaramente il mondo dello sport, in una concezione non puramente ludica ma come settore altamente produttivo per la nostra nazione”.

Al centro di ogni discussione ci sono sempre i calciatori di Serie A, ma attorno al mondo del calcio ruotano migliaia di persone che svolgono altre mansioni e con stipendi assolutamente normali.
“Nell’immaginario comune il mondo del calcio rappresenta popolarità e lusso sfrenato, ma la realtà è ben diversa. Dalla B in giù le ripercussioni di questo periodo sono pesanti e potrebbero essere addirittura letali per parecchie società. Calciatori, staff, dirigenti e addetti ai lavori vivono di calcio, che per i più è considerato solamente un 'gioco', ma nella realtà dei fatti è un settore produttivo importante per il sistema Italia”.

Altro buco assoluto a livello normativo riguarda gli agenti. Anche in questo caso, nell'immaginario comune ci sono solo i grandi nomi, ma la realtà è molto diversa.
“Come dicevo prima, chiaramente agli occhi del grande pubblico, ci sono solo nomi e situazioni altisonanti; come i club anche gli agenti in Italia sono numerosi e un buon numero di questi non lo fa come secondo lavoro. Se il mondo del calcio è fermo e senza prospettive reali, chiaramente la nostra attività è bloccata, improduttiva e difficilmente programmabile per il futuro. È un grido di allarme quello del mondo del calcio e nello specifico anche quello degli agenti: siamo abbandonati al nostro destino, come tanti altri settori in questo momento...”.

Fino a quando il sistema può resistere in caso di blocco? 
“A parte i top club, organizzati al pari delle grandi aziende, che riusciranno a gestire e minimizzare i danni, tutte le altre realtà vivranno settimane e mesi di difficoltà. L’industria dello sport e del calcio è seriamente a rischio, occorrono delle misure davvero importanti a sostegno, se non vogliamo fare estinguere le categorie minori e la maggior parte degli addetti ai lavori dello sport business”.