INTERVISTA TC - Pagni: "Lega Pro in default, ormai si punta a sopravvivere"
Danilo Pagni, dirigente sportivo e grande conoscitore di calcio nazionale e internazionale, è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com per commentare i temi caldi della Serie C e non solo:
Che idea ti sei fatto dopo le dimissioni di Ghirelli?
"La Lega Pro è un sistema in default, le società sopravvivono grazie ai mecenati che anticipano di tasca loro le spese, legandosi al minutaggio e in parte agli sponsor e agli incassi al botteghino. Si partecipa per sopravvivere e tutto va a discapito della qualità che ormai è venuta meno. Manca il passaggio dalla C2 e giocano ragazzi che servono per la valorizzazione. Vanno riscritte le regole, serve un decreto che dia liquitidà alle società, sia da parte del Governo che dalla Lega di Serie A".
Cosa ne pensavi della proposta di riforma di Ghirelli?
"Aveva alcuni punti lacunosi e andava per forza rivista e corretta. Prendiamo le seconde squadre: quando ero al Milan potevo diventare il direttore dell'Under 23 ma ho capito che non si sarebbe attuato e sono andato alla Ternana. Servono criteri diversi, sui giocatori italiani da schierare e sull'età che non deve superare i 26 anni, altrimenti la seconda squadra è una contraddizione. Se giochi con over 30 e stranieri, non è più l'Under 23".
Passando al campionato, come vedi il girone A?
"La grande sorpresa è la Feralpisalò. Sono contento per Ferretti, che ho visto crescere. A Salò si può lavorare con grande tranquillità e serenità, inoltre la società ha una continuità dal punto di vista tecnico, magari manca un po' la tifoseria. Il Padova, invece, era partito benissimo ma non è una squadra eccellente. A Padova, come a Trieste o a Vicenza, bisogna eccellere nelle scelte e con le idee, non solo con il portafoglio. Un direttore sportivo deve avere delle idee, questa è la sua caratteristica principale. Il Padova sta deludendo e la piazza merita la B, ma non ha speso cifre altissime come negli anni scorsi".
Anche la Triestina è al di sotto delle aspettative, il Vicenza invece ha cambiato passo
"Negli anni scorsi lottava almeno per i play-off. Trieste è una grande piazza e alla fine si salverà, ma ci sono esempi storici di squadre che erano partite per vincere e alla fine sono retrocesse, come la Juve Stabia. A Vicenza, con l'arrivo di Modesto si è visto un atteggiamento tecnico e tattico diverso, però penso che si possa fare ancora di più vista la piazza e le conoscenze relazionali di Balzaretti".
Il girone B è molto equilibrato
"La Reggiana sta dimostrando continuità e solidità, oltre ad avere un'ottima società. Toscano è un buon allenatore ma necessita di due colpi che gli permettano di spostare gli equilibri, se riuscissero nell'intento il Cesena sorpasserebbe la Reggiana, pur senza nulla togliere ai granata. A Chiavari c'è un presidente che rappresenta la lampa di Aladino che qualsiasi direttore vorrebbe avere, lavorare con una proprietà simile è un privilegio. In coda invece c'è piena bagarre".
Nel girone C il Messina è in crisi
"Vedere i giallorossi nei bassifondi è un pugno nello stomaco per una città e una provincia storica. Dispiace vedere lo stato in cui si trovano le strutture, anche se non bisogna negare che la proprietà abbia fatto grandi sacrifici per onorare gli impegni. Il Messina ha bisogno di un fondo o di un industriale alle spalle per fare calcio a certi livelli".
Il Catanzaro è Campione d'Inverno
"Mi piacerebbe che riuscissero a conquistare la B. Noto è un fuoriclasse e Vivarini sta dimostrando una mentalità vincente. Per la promozione è ora o mai più".
Il Taranto si è ripreso, come vedi la situazione in coda?
"Capuano sta dimostrando, ancora una volta, di ottimizzare le risorse tecniche ed umane. L'idea di Galligani mi piace ed Evangelisti, un classe 2003 che è diventato titolare inamovibile con il nuovo tecnico, è un buon profilo. Ne approfitto per fare i complimenti al Picerno perché sta facedo molto bene. Nella zona bassa, vedo in grande difficoltà il Messina mentre la Fidelis Andria ha fatto una scelta coraggiosa con l'allenatore e scelte simili sono sempre un terno al lotto. A Viterbo, da quando siamo andati via Camilli e io hanno cambiato 7/8 direttori. Io ho vinto una Coppa Italia contro il Monza, ho valorizzato tanti giovani come Damiani, Zerbin, Sperandeo e lo stadio era sempre pieno".
Tu hai vinto tanti campionati, come hai gestito presidenti vulcanici come Camilli, Lotito, Barba, Blasi, Longarini
"Con il lavoro la serietà e i risultati sia con i mezzi economici a disposizione che con le idee".
Quali sono i talenti del panorama italiano attuale?
"Ne segnalo tre che non sono stati ancora convocati dall'Under 17: Gelli della Lazio, Pagni e Farcomeni della Reggina. Sono forti tecnicamente e mentalmente e hanno grandi margini di crescita"
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