INTERVISTA TC - Pesoli: “Viterbese in D? Me l’aspettavo, chi sbaglia paga”

INTERVISTA TC - Pesoli: “Viterbese in D? Me l’aspettavo, chi sbaglia paga”TMW/TuttoC.com
mercoledì 10 maggio 2023, 21:00Interviste TC
di Raffaella Bon

Emanuele Pesoli, ex tecnico della Viterbese, ai microfoni di TuttoC.com ha commentato la retrocessione definitiva dei laziali in Serie D.

È arrivata la sentenza del CONI: è finita, è retrocessione.

“Ho appreso adesso la notizia, purtroppo me lo aspettavo. Vedendo come si era espressa la giustizia sportiva su situazioni analoghe, non potevano aprire un precedente. La legge è uguale per tutti, nel calcio come nella vita non è ammessa l’ignoranza. Un errore fatto non in malafede ma il calcio è calcio: quando si sbaglia si deve pagare anche se spiace tantissimo”.

Quest’anno hai allenato la Viterbese nella prima parte di stagione.

“Sono salito in prima squadra a novembre dopo un bellissimo percorso con la vittoria l’anno prima del campionato. Quest anno ci siamo affermati, poi è arrivata la chance che ho preso al volo perché ho ritenuto valida. Sono salito tra i grandi per dare una mano alla società e alla piazza. Poi dinamiche negative, infortuni,squalifiche, prese di posizione della società come il giocare con gli under.

Uno spogliatoio che non ha mai avvertito il pericolo di retrocedere ed effettivamente non c’è stata la compattezza che serve per salvarti e che ti trascina fuori.

Alle porte del mercato di gennaio non sono arrivati i profili richiesti ed è andata come è andata, con l’esonero. Resta una bella palestra di calcio che mi servirà in futuro”.

Che anni sono stati per te questi in gialloblù?

“Bellissimi, di passione pura e di grande coinvolgimento con la città, con la piazza e con tutte le persone che hanno lavorato in questa società, dal magazziniere al dirigente. Un’esperienza che porterò nel cuore e che sotto tanti punti di vista reputo il punto di partenza per la mia carriera”.

Si poteva fare qualcosa in più?

“Serviva remare tutti dalla stessa parte. Invece ognuno ha voluto dire la sua, un continuo demolire quello che si faceva dentro il campo, 

non capendo che devi rispettare i ruoli. Questo è il triste epilogo di una squadra che aveva qualità per salvarsi”.