INTERVISTA TC - Pres Catanzaro: "C semiprof. unica via possibile"

14.09.2018 07:00 di Dario Lo Cascio Twitter:   articolo letto 4810 volte
INTERVISTA TC - Pres Catanzaro: "C semiprof. unica via possibile"

Il Girone C inizierà in maniera scoppiettante, con un big match tra due delle squadre che, con un'altissima percentuale di probabilità, saranno le protagoniste del campionato. Allo stadio "Nicola Ceravolo" infatti andrà in scena Catanzaro-Potenza. TuttoC.com ha intervistato in esclusiva il presidente dei calabresi, Floriano Noto, che su quest'attesa prima partita, in programma domenica pomeriggio alle 17:30, e sulle prime, insidiose giornate di calendario della squadra giallorossa, ha dichiarato:

"Siamo concentrati per organizzare al meglio questo anticipo del posticipo della prima giornata di campionato. È arrivata anche l'approvazione della Lega per giocare domenica, stiamo quindi accelerando tutta la parte burocratica. Per quanto riguarda il calendario, non è andata proprio benissimo. Abbiamo dopo il Potenza la Casertana, che sarà la squadra da battere, oltre a tre derby. Direi che siamo stati un po' sfortunati".

Iniziare così però potrebbe essere uno stimolo in più.
"Sì, nella speranza che si facciano risultati positivi, s'intende".

Questione ripescaggi, si aspettava questa decisione da parte del Coni?
"Sono rimasto sinceramente stupito. Tutto mi aspettavo meno che si rimanesse a 19 in Serie B, soprattutto con quel tipo di sentenza. Rendere il ricorso inammissibile, credo si potesse fare già in precedenza. Non vedo perché far passare tutto agosto e metà settembre. Era una sentenza semplice, veloce, si sarebbe potuta già emettere in prima battuta. Non c'era bisogno di aspettare così tanto tempo".

Tutto si ripercuote su tutta la C, con questo ritardo si sarà obbligati a ben sette turni infrasettimanali.
"Se si guarda il calendario c'è un inverno pazzesco. Fino a gennaio saremo oberati. Con la Coppa del mese di ottobre fare cinque partite in quindici giorni. La squadra sarà costretta ad un tour de force. D'altronde con l'obbligo della coda che bisogna lasciare per i playoff, non c'era altra via. C'è stato un gigantesco danno al sistema, anche economico. Teniamo conto che nei match infrasettimanali c'è un incasso che è il 30% di quello standard. Se domenica si fanno seimila spettatori, il mercoledì allo stadio vengono massimo duemila persone. Moltiplichiamo questo per le partite suddette, ne viene fuori un danno economico non indifferente".

Cosa pensa della proposta del presidente Gravina, ovvero di trasformare la Lega Pro in un campionato semiprofessionistico? Si potrebbe tradurre nel ritorno della vecchia C2?
"Lo si dice da tempo, la C è un sistema a perdere. È insostenibile, perché l'economia non è più quella di anni fa, dove per visibilità si investiva a perdere perché la propria azienda aveva il vento in poppa. Noi imprenditori soffriamo già per le nostre aziende, è improponibile rimetterci anche per il calcio. Gravina, da buon dirigente, cerca di ridurre i costi, che sono prevalentemente gli oneri sociali e i costi contribuitivi. Mediamente un calciatore che prende 10, all'azienda costa ventidue/ventitrè. Oltre due volte lo stipendio. Costi che, tra parentesi, portano anche a deviazioni, come pagare in nero, aprendo un sistema ingestibile. Se invece si introduce il semiprofessionismo, abbassando e di molto i costi contributivi, si evita il nero, i costi gonfiati e c'è maggiore sostenibilità. A mio avviso è l'unica via, altrimenti salta il sistema".

Il presidente della Viterbese, Camilli, è sul piede di guerra per l'inserimento nel Girone C.
"Facendo parte del Consiglio di Lega, da un punto di vista formale, ha usato dei toni eccessivi. Lo sfogo ci sta, ma non andavano coinvolti Gravina o i consiglieri, bastava una telefonata per chiarire le cose. Tecnicamente però, se si tira una linea, dovendo portare per forza di cose i gironi a venti, anche se il C è a diciannove, togliendo la Viterbese ce ne sarebbe stato uno da ventuno e uno da diciotto. Dal punto di vista imprenditoriale lo capisco, ci sono costi e disagi notevoli. Bisogna riflettere anche su questo. Però spostare Rieti e Viterbese significava creare un girone a ventidue e uno a diciassette, oppure due a ventuno. Creando squilibri, dovendo riproporzionare tutti i playoff e i playout. Questa è la soluzione dal punto di vista numero più giusta. Comprendo il suo sfogo dal punto di vista imprenditoriale come detto. Noi ad esempio dovremo giocare il 26 di dicembre contro il Trapani in trasferta. Significa che i ragazzi il 25, Natale, dovranno passare dodici ore in autobus per arrivare a Trapani. Idem il Catania, che giocherà a Rieti. Purtroppo però non c'erano alternative valide. Se tutte le altre società fossero d'accordo, per me non ci sarebbero problemi, due gironi da 21 e uno da diciassette, ad esempio. Ma le altre società come avrebbero reagito?". 

Più in generale, questa è una ripercussione del minor numero di squadre al Sud, nonostante ci siamo grandi piazze.
"Sono saltate una serie di squadre, sappiamo bene che in Italia c'è un'economia a due velocità. Dalla Toscana in su ce n'è una, mentre ce n'è un'altra da lì in giù. C'è una sofferenza dal punto di vista imprenditoriale nel Meridione, e quindi anche poche persone che investono nel calcio".

Tornando al calcio giocato, questo Girone C è ancora più competitivo della scorsa stagione? Quale sarà la squadra da battere?
"Il C è un girone sempre molto particolare. Al di là della composizione della rosa di una squadra, ci sono piazze dove i tifosi sono davvero come un dodicesimo uomo in campo. È sempre secondo me il raggruppamento più difficile dal punto di vista ambientale. Ad oggi metto sicuramente in pole position Casertana e Catania. Gli etnei avevano già un'ottima squadra e l'hanno migliorata, i campani hanno fatto una signora campagna acquisti. Saranno le squadre da battere. La stessa Viterbese è un'ottima squadra, così come Juve Stabia, Monopoli e Potenza".

Domenica sarà allo stadio per questo esordio in campionato?
"Certamente sì. Ho grande curiosità nel vedere la rosa del Catanzaro al completo. Sarà una bella gara che finalmente vale tre punti. Non potrò mancare".