INTERVISTA TC - Pres Pro Vc: "Stop? Non voglio far correre rischi ai miei"

INTERVISTA TC - Pres Pro Vc: "Stop? Non voglio far correre rischi ai miei"TMW/TuttoC.com
Massimo Secondo
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
lunedì 9 marzo 2020, 21:30Interviste TC
di Raffaella Bon

Dopo la decisione della Pro Vercelli di non giocare fino al termine dell'emergenza legata alla diffusione del Coronavirus, il presidente Massimo Secondo, è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com: "Ci ho riflettuto a lungo nel fine settimana. Oggettivamente giocare le partite ufficiali ma anche le partitelle negli allenamenti è pericoloso per i calciatori. Francamente non me la sento di continuare a farli allenare in una situazione di questo genere. Non c'è neanche lo spirito giusto per far calcio in questo momento. Spero che domani il Consiglio Federale segua quanto deciso dal CONI e prenda la decisione di sospendere i campionati. Ma indipendentemente da quella decisione e senza alcuna polemica, personalmente non me la sento di far correre rischi a questi ragazzi. Quindi noi, a prescindere da quanto verrà fuori domani, non ci alleneremo e non giocheremo. Solo allenamenti individuali in piccoli turni se vorranno farlo, in accordo col mister. Tra l'altro i nostri non sono professionisti da milioni di euro, ma ragazzi che guadagnano stipendi normali".

Grazie al suo lavoro lei è a diretto contatto con questa situazione: può spiegarci meglio cosa significa questa emergenza Coronavirus?
"A differenza di quanto sostenuto da molti per troppo tempo non è una semplice influenza, ma qualcosa di più grave che, nel 10% dei casi, evolve in polmonite virale e spesso bilaterale. Questo provoca problemi gravi negli anziani, che sono coloro i quali noi assistiamo. E se non viene presa in tempo può risultare fatale. Si diffonde molto rapidamente, tante persone lo stanno contraendo. Oggi è emerso in maniera chiara che c'è una carenza di posti letto: è un fenomeno oggettivamente imprevedibile, visto che in 50 anni non è mai successo. Solo la Spagnola può essere paragonata ed è una cosa estremamente complicata. Anche noi nel calcio dobbiamo fare il massimo perché non si diffonda e per me è fare la scelta che ho fatto, senza alcuna polemica. L'impatto economico è devastante, ma si sapeva già con le porte chiuse: ci sono una serie di conseguenze importanti e le società dovranno avere dei supporti, ma ci dovrà pensare la FIGC con le varie Leghe e io ora non voglio entrare in queste vicende. Ci vorranno interventi da parte del Governo".



Come si pone nei confronti della notizia secondo la quale in Serie C i presidenti vogliono congelare gli stipendi.
"E' chiaro che tutto dipenderà da quanto durerà questa sospensione. Noi quest'anno abbiamo molti giovani e ingaggi contenuti. Il nostro obiettivo è continuare a pagare gli stipendi. Intanto capiremo domani le decisioni del Consiglio Federale e subito dopo che cosa decideranno le Leghe riguardo i contributi. Noi abbiamo contato molto su questa cosa. Comunque ci sono piani diversi, quello della salute e quello economico. Lavoreremo anche su questo piano affinché si possa garantire gli stipendi ai ragazzi".

Si parla di non entrare in contatto, ma come ci si può allenare a un metro di distanza uno dall'altro?
"Penso che gli allenamenti devono essere modificati, personalizzati e svolti individualmente, come ho già avuto modo di dire. Al massimo tra 3-4 giocatori, distanti l'uno dall'altro e poi ciascuno a fare la doccia a casa propria. Questo può non rivestire dei problemi. Il trasferimento sul luogo di lavoro è comunque consentito. Ovviamente non possono allenarsi con la mascherina, quindi è giusto mantenere la distanza".

Secondo lei pensa che si potrà prima o poi riprendere il campionato?
"Dire come si evolverà la vicenda dal punto di vista epidemiologico è difficile. Non mi lancio a fare previsioni, c'è già troppa gente che parla a vanvera. Io spero si possa riprendere presto. Ma bisognerà farlo solo in condizioni di sicurezza".