INTERVISTA TC - Tacchinardi: "U23 danno appeal e forza economica in C"

07.12.2018 07:30 di Claudia Marrone Twitter:   articolo letto 1050 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
INTERVISTA TC - Tacchinardi: "U23 danno appeal e forza economica in C"

Tra i conoscitori "sul campo" della Juventus c'è sicuramente l'ex centrocampista bianconero Alessio Tacchinardi, che ha militato nella Vecchia Signora dal lontano 1994 al 2005. Vedendo crescere il club. Che a oggi è quello che tra gli italiani si è maggiormente europeizzato, accettando anche la sfida delle cosiddette Squadre B.
Di questo, con una panoramica poi sul campionato, ai microfoni di TuttoC.com parla proprio Tacchinardi.

Con il caos che ha vissuto quest'anno il calcio italiano, era davvero necessario l'inserimento delle Squadre U23?
"Le problematiche non hanno certo aiutato, ma era l'ora di provare: solo chi non fa non sbaglia. Ma io credo che alla fine sia invece questa una soluzione che dà, a livello economico, nuova forza a una lega un po' traballante, oltre che nuovo fascino alla stessa, perché alla fine credo sia interessante vedere anche in C squadra come Juve, Milan, Inter, Roma: anzi, mi spiace che solo la Juve abbia aderito. E ripeto, ogni anno c'è del caos, servirebbero regole precise e chiaro, ci sono troppe società in bilico, ben vengano quindi club solidi".

Non si rischia di snaturare la categoria, dove il senso di appartenenza alla squadra cittadina è più forte?
"No, perché non credo si vadano a sciupare le realtà locali, anzi, viene dato anche a loro maggior appeal. Alla fine anche in C ci sono molti club che lavorano bene, che hanno idee a prescindere e che con meno prestiti potrebbero anche valorizzare di più i giovani. Se davvero si vogliono formare figure competenti, la Serie C serva: la Juve U23 ora becca tanti schiaffi, ma si sta formando. Occorre svecchiare il movimento".

Ha giustamente detto che al momento la Juve U23 non sta brillando. Perché?
"La squadra è completa, hanno anche giocatori esperti come Del Prete e un tecnico bravo che stimo molto, la sensazione è che siano ancora nella fase dove devono capire bene il tasso di difficoltà della Serie C: probabilmente necessitano di un attaccante, ma sul mercato Cherubini e Paratici sono il top. E conoscendo la Juventus, ho la certezza che non è a far la comparsa neppure in Serie C. Poi ci sono anche le gare crocevia della stagione, probabilmente quella sofferta vittoria di Pistoia lo è stata".

Al di la del lato tecnico, solo la Juve, nell'arco di un'estate, ha potuto portare CR7 in Italia e inserire la U23 in C.
"Si, la Juve è dieci anni avanti agli altri, basta vedere i centri sportivi: Vinovo è il top per il settore giovanile, la Continassa è a livelli europei. E a me fa strano vedere come ci si sorprende dei progressi della Juve: ricordo che quando ero al Villarreal, nel 2005, ogni giovedì giocavamo contro la Formazione B, dove l'anno prima militava Santi Cazorla. 13 anni fa. In Italia la Juve, con Agnelli, ha programmato tanto, quando fai una casa devi partire da solide fondamenta, poi la arredi: vuoi un bel quadro? Prendi CR7. Vuoi una tenda? Fai la Juve B. E anche la squadra femminile è su standard altissimi".

Allarghiamo l'orizzonte al campionato. Un primo giro di boa è ormai vicino: quali sono le sorprese?
"Ci sono molte squadra che stanno facendo bene, come a esempio, il Catania, che ho avuto modo di vedere ieri contro il Sassuolo constatando che è veramente forte, il Catanzaro o la Carrarese, ma credo che le sorprese siano Rende, Juve Stabia, Triestina, Arezzo, Imolese e Piacenza. Anzi, spero possa essere l'anno del Piacenza, anche se ha formazioni molto forti nel girone, come Entella, Pro Vercelli e anche il Novara che alla lunga verrà fuori, ma anche i biancorossi hanno allestito un'ottima squadra, conosco il presidente e so i sacrifici che ha fatto. Spero poi nella ripresa del Rieti, il DS è un mio amico e non posso far altro che augurargli il meglio, e sono curioso di vedere come Diana risolleverà il Renate".

Da chi invece si aspettava di più?
"Mi dispiace dirlo, ma il Monza è al momento una delusione. Zaffaroni ha pagato per tutti e non meritava l'esonero, ma vuoi per le situazioni, vuoi per il sistema, non gli è stato consentito di portare avanti il lavoro".