INTERVISTA TC - Teramo, Maurizi: "Andiamoci a salvare a Trieste"

24.04.2019 19:50 di Sebastian Donzella Twitter:    Vedi letture
INTERVISTA TC - Teramo, Maurizi: "Andiamoci a salvare a Trieste"

Quarantadue punti. Una sola lunghezza alla salvezza. Il Teramo, dopo un inizio di campionato pessimo, ha cambiato rotta con l'arrivo di mister Agenore Maurizi prima e con il calciomercato di gennaio poi. TuttoC.com ha intervistato il tecnico rossoblù a 180 minuti dal termine della stagione.

Ultimo posto matematicamente evitato. E un solo punto per mantenere la C.
"È stato sicuramente un successo evitare l'ultima posizione vista la partenza non proprio positiva: sono arrivato con la squadra penultima e, addirittura, potenzialmente ultima a causa dei recuperi di chi occupava il fondo. Inoltre, guardando la classifica, si capisce come il livello in zona retrocessione sia molto alto, con 35 punti altrove sarebbe salvezza tranquilla, nel Girone B significa retrocessione. Però ancora la possibilità di finire ai playout è ben presente, pur essendo a quota 42: questo significa che c'è ancora da pedalare, la vita mi ha insegnato di non cantare mai vittoria prima di averla ottenuta. Certo, fa strano parlare di salvezza ancora da raggiungere con 42 punti nel carniere. Ma il girone è duro e le squadre sono strutturatissime".

Domenica potreste essere i giudici della lotta alla promozione in B, vista la trasferta a Trieste.
"Non ci interessano i calcoli per il primo posto altrui. Io voglio che i miei disputino una grande partita in un palcoscenico importante. Da giorni abbiamo focalizzato l’attenzione sulla Triestina, vogliamo fare una grande partita sul loro campo. Dovremo giocare da squadra per ottenere quel punticino che ci regalerebbe la salvezza”.

Nell'ultimo weekend siete stati bravi a rialzarvi dopo la scoppola col Pordenone.
"Abbiam disputato tante belle partite eccetto quelle con Ternana e, appunto, Pordenone. Quella con i ramarri è stata la più brutta sotto la mia gestione, inspiegabilmente non siamo scesi in campo e già dopo pochi minuti la partita era finita. Ma il grande pregio di questo team è reagire nei momenti di difficoltà e anche questa volta siamo stati bravi a rialzarci: questi giocatori, nel DNA, hanno una grande dignità. E devo ringraziarli, perché 38 punti in 30 partite, sotto la mia gestione, sono arrivati grazie a loro".

E grazie a un Saveriano Infantino inarrestabile.
"Se segni nove gol in tredici partite vuol dire semplicemente che hai una media pazzesca. I numeri dicono questo e dicono anche che la squadra lo supporta al meglio, permettendogli di andare in gol così frequentemente. Di Saveriano, purtroppo, si parla poco, forse perché non ha trascorsi importanti o un nome famoso come qualche suo collega nel girone. Ma ripeto: senza il lavoro della squadra, non avrebbe fatto tutti questi gol”. 

 

Anche perché, a un certo punto della stagione, son mancate due colonne come Gomis e Speranza.
"Devo dire grazie a giocatori esperti come Caidi, Spighi e Proietti che si sono calati nel ruolo, trascinando il gruppo quando le difficoltà erano immense”.

Pulce nell'orecchio: se il Monza vince la Coppa Italia, la vostra attuale posizione varrebbe i playoff.
"A oggi è così. Poi bisognerà vedere cosa faremo noi, quali risultati arriveranno dagli altri campi e, soprattutto, se il Monza vincerà la Coppa. Sarebbe un evento storico arrivare agli spareggi promozione dopo una stagione del genere. Ma ora stiamo pensando solo alla salvezza e a Trieste: dobbiamo andare a prenderci un punto per la salvezza aritmetica”. 

E il prossimo anno Maurizi che farà?
“Sono grato a questa società e al presidente Campitelli dell’opportunità che mi è stata concessa. Dopo Reggio Calabria cercavo un progetto più ambizioso e l’ho trovato a Teramo: per questo ho una gran voglia di restare, rispettando il contratto”.

Chiusura con i giovani: niente più liste over.
”Da anni come filosofia di vita utilizzo molto gli under. Se li hai bravi devi farli giocare, il problema è che tante volte gli stranieri prendono più spazio nei settori giovanili e quindi gli italiani faticano un po’ a emergere. Ma dipende anche dal processo di formazione: i giovani dovrebbero arrivare più pronti in prima squadra come accade nei migliori campionati all’estero. Il salto dalle Primavere al mondo dei grandi non è affatto semplice".