INTERVISTA TC - Ungaro: "Tornerei volentieri in C, non chiudo porte"

06.12.2018 07:30 di Claudia Marrone Twitter:   articolo letto 2283 volte
© foto di Giovanni Evangelista/TuttoLegaPro.com
INTERVISTA TC - Ungaro: "Tornerei volentieri in C, non chiudo porte"

E' stato recentemente accostato a Matera e Bisceglie (QUI), per quello che potrebbe essere il suo ritorno tra i pro. Il difensore Gaetano Ungaro, svincolatosi dal Castrovillari in Serie D, è adesso in attesa di capire quello che gli riserverà il futuro.
Ma intanto il classe '87 si racconta ai microfoni di TuttoC.com.

Torna alla ribalta il tuo nome nei campionati professionistici: pronto al ritorno in C?
"Per il momento sono solamente voci, ma più in la vedremo i vari sviluppi delle possibili situazioni. Io però mi sento pronto ad affrontare, dopo due anni, un campionato di Serie C, non chiudo nessuna porta, nemmeno alla Serie D: chiaro però che in D preferirei un progetto a vincere. Di sicuro c'è che mi prenderò del tempo per riflettere bene e valutare quello che potrà succedere".

Una Serie C che nel tempo è cambiata molto.
"Alle fine l'ho vissuta recentemente, posso dire che il livello non è più quello di tanti anni fa ma alla fine lo spettacolo la categoria lo regala sempre. Basta osservare il Girone C: piazze come Catania e Trapani non hanno niente da invidiare alla Serie B. C'è poi la Juve Stabia che sta facendo benissimo, e lo stesso il Rende, con una squadra giovane che è forse la vera sorpresa, ma anche il Potenza è li a giocarsela con le altre".

Non pensi però che il caos dell'estate abbia in qualche modo rovinato l'appeal della categoria?
"Purtroppo si, ha rovinato tanto il caos di ripescaggi e riammissioni, e io trovo assurdo che si permetta che succedano certe cose nei campionati professionisti. Guardate la Viterbese: ha iniziato il suo campionato 4 settimane fa, era già novembre. Non c'è niente di normale".

Ma è stata una situazione che ha inciso proprio anche sui singoli calciatori?
"Per certi versi si, perché alla fine ha rallentato molte trattative, l'incertezza non aiuta mai. Così come il non sapere neppure in categoria si giocherà. E' quasi impossibile programmare".

Tornando però all'attualità, accennavi prima al Girone C: negli altri due raggruppamenti, invece, chi ti ha sorpreso di più?
"Indubbiamente la Carrarese. Ha ottimi giocatori e un bravissimo allenatore, ma non mi sarei mai aspettato di vederla così in alto. A 30 anni nel calcio moderno ti fanno sentire vecchio, ma la squadra apuana è la dimostrazione che in Serie C l'esperienza può fare la differenza, non conta la carta di identità".