INTERVISTA TC - Zeman: "Le prime in B. Playoff? Non c'è una favorita"

06.06.2020 17:00 di Antonino Sergi   Vedi letture
© foto di Federico Gaetano/Tuttolegapro.com
INTERVISTA TC -  Zeman: "Le prime in B. Playoff? Non c'è una favorita"

Era tornato in panchina lo scorso novembre in Serie D al Messina prima di lasciare a febbraio, Karel Zeman però non ha smesso di osservare la terza serie nella quale ha guidato in passato società come Reggina e Santarcangelo. Intervenuto ai microfoni di TuttoC.com ha analizzato il momento attuale in attesa del Consiglio Federale di lunedì.

Manca ormai poco al giorno delle scelte, come vede il futuro della Serie C? Scelta giusta giocare soltanto playoff e playout?
"Il futuro della Serie C non è tanto roseo, diverse società fanno il passo più lungo della gamba e solitamente già non sono in grado di onorare gli impegni e adesso con la pandemia la situazione è peggiorata. Se è impossibile giocare normalmente allora la soluzione più logica è quella dei playoff e playout, aspettare ancor di più vorrebbe dire rovinare la stagione successiva. Questa è la scelta meno peggiore".

Per quanto riguarda i playoff, alcuni club hanno esplicitamente dichiarato che anche le prime devono partecipare. E' corretto?
"Chi lo dice non ha letto il regolamento iniziale: la prima in classifica deve andare in B. Nel Girone B ci sarebbe stata qualche opportunità in più per le inseguitrici, mentre nei Gironi A e C se le squadre sono state così tanto distanziate non possono certo rimproverare la pandemia per non essere arrivate prime".

Per quanto riguarda i playout invece si va verso l'inclusione delle ultime.
"Anche in questo caso il regolamento parla chiaro, l'ultima in classifica deve essere retrocessa anche se dispiace".

Da allenatore, ci sono squadre favorite per i playoff? Può esserci qualche sorpresa?
"Non ci sono favorite, la sorpresa può esserci ad ogni scontro. Sono solitamente una roulette, dopo tanta inattività sulla partita secca può succedere di tutto. Squadre impensabili possono arrivare in B, adesso una squadra vale l'altra".

C'è una riforma che potrebbe rendere "diversa" questa Serie C?
"Essendo calcio professionistico deve ricevere quello che gli spetta, non può essere soltanto un esborso da parte dei presidenti. Sia in A che in B ci sono degli introiti che permettono di sostenere i costi della stagione mentre in C sono soldi buttati. Resto comunque ancora dell'idea che scegliendo le persone giuste anche in Serie C possano esserci degli utili".

Chiudiamo con la sua ex squadra, la Reggina. Si aspettava questo campionato da parte degli amaranto?
"La Reggina per la rosa che aveva partiva nettamente favorita, c'è stato anche un Bari che ha sbagliato molte scelte perché era l'unica squadra che poteva giocarsela alla pari. Quando c'è stato bisogno di una mano il pubblico ha fatto la differenza, alcune partite a Reggio Calabria non sono nemmeno iniziate per il grande trasporto dei tifosi del Granillo".