INTERVISTA TC - Zichella: "Liste a 22 danno meno possibilità di scelta"

05.09.2020 07:30 di Raffaella Bon   Vedi letture
© foto di Uff. Stampa Teramo
INTERVISTA TC - Zichella: "Liste a 22 danno meno possibilità di scelta"

Giovanni Zichella, allenatore italiano reduce da un'esperienza "lampo" sulla panchina del Chiasso, ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva ai microfoni di TuttoC.com: il tecnico di Cerignola, che nell'ultima parentesi italiana ha guidato il Teramo nel 2018, ha espresso la sua opinione sugli argomenti più "caldi" del momento.

Stato di agitazione AIC e possibile sciopero dei giocatori, cosa ne pensa?
"Capisco i calciatori, ma questo sport al momento ha altre priorità come ad esempio l'inizio della stagione nella massima sicurezza possibile a tutti i livelli, senza privilegiare solo quelli più alti"

Da allenatore, qual è il suo pensiero sulla lista a 22?
"La lista ha i suoi pro e i suoi contro: avendo pochi giocatori in rosa, diminuisce il numero di calciatori a cui bisogna comunicare l'iniziale esclusione da una partita o addirittura la tribuna, due cose che a livello personale detesto profondamente. Un contro? C'è meno possibilità di scelta, in particolare a stagione inoltrata quando inevitabilmente ci saranno problemi di infortuni e squalifiche".

Come si fa a far crescere un giovane per spostarlo in prima squadra?
"Bisogna smetterla di dire ai giovani calciatori che il risultato non è importante: a loro bisogna invece comunicare che è fondamentale e che per raggiungere certi obiettivi c'è da fare tutto ciò che serve, sia dentro che fuori dal campo. La cosa che mi dà più fastidio è vedere giocatori che arrivano in prima squadra e a pochi minuti dalla fine di una partita, magari persa, ridono e scherzano come se non fosse successo nulla".

Il suo rapporto col Chiasso si è interrotto in modo prematuro...
"Ho iniziato la stagione lì anche se non avevo ancora firmato un contratto. Quando si capisce che non ci sono condizioni per continuare, è giusto interrompere il rapporto: alleno da ventinove anni, questo lavoro non significa solo "stipendio" ma anche, e soprattutto, "passione".

Tante squadre hanno cambiato proprietà, se lo aspettava?
"Sì, la cosa positiva è che non c'è solo chi vende ma anche chi acquista. Il calcio sta vivendo un momento particolare, so che potrei essere di parte ma la direzione in cui sta andando questo sport è verso allenatori-istruttori che, oltre a gestire media, dirigenti, tifosi e staff, sappiano insegnare calcio con vera passione. Sono pronto più che mai per un progetto con i giovani, mi manca il campo".