INTERVISTA TC - Zichella: "Playoff entusiasmanti, playout non veritieri"

12.06.2019 07:30 di Claudia Marrone Twitter:    Vedi letture
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INTERVISTA TC - Zichella: "Playoff entusiasmanti, playout non veritieri"

Un campionato di Serie C ormai prossimo alla conclusione, e una prossima stagione che già fa capolino, con lo step iscrizioni sempre più imminente: le situazioni che già ora iniziano a presentarsi sono tante.
E i microfoni di TuttoC.com, per un commento globale al tutto, hanno contattato mister Giovanni Zichella.

Un solo verdetto manca all'appello: che finale sarà quella tra Trapani e Piacenza?
"Esattamente come è stato per Triestina-Pisa, che ho seguito, mi aspetto una partita molo entusiasmante, anche perché alla finalissima arriva quelle squadre che si rivelano poi le migliori. Credo che non mancherà lo spettacolo".

Il Pisa ha invece meritato la promozione, a suo parere?
"Certo. Mister D'Angelo, nel match contro la Triestina, ha sbagliato poco, se non niente, a dimostrazione che quando dicono che gli allenatori non sono determinanti sbagliano: lui è stato fondamentale. E il match di domenica è stato da categoria superiore, anche Pavanel ha fatto disputare una grande gara ai suoi, entrambi hanno mosso ottimamente le pedine: ho registrato il match per poterlo rivedere senza concentrarmi sul risultato, voglio di nuovo analizzare tutte le situazioni tecnico-tattiche perché è stata una gara che insegna".

Strani e anomali playout, invece, quelli che si sono conclusi sabato.
"Non sono stati playout veritieri, hanno sommato molte cose anche extra calcio: ormai si vedono sempre due classifiche, come dico io, una è quella dei punta e un'altra quella economica, che ha spesso molta più rilevanza. Il Cuneo, che ho visto spesso giocare, non c'entrava, a livello tattico, con i playout, così come la Lucchese".

Vedendo i primi indizi, diciamo così, che Serie C si aspetta per il prossimo anno?
"Credo che il prossimo anno aumenterà il livello tecnico, senza limiti di over cambia tutto. Sarà una Serie C più esperta e importante, anche se chiaramente molto dipenderà anche dalle situazioni societarie: mi auguro non si vedano più club in difficoltà, ci deve essere una serenità che dia maggiore risalto al campo, troppo spesso in secondo piano".

Per quanto invece concerne il suo personale, che progetto cerca per ripartire?
"Ormai sono 29 anni che faccio il professionista, mi porto dietro un importante bagaglio avuto nei 19 anni con il Torino, e per questo credo di essere specializzato, diciamo così, nella crescita del singolo. Se ci sono squadre pronte e investire sui giovani, sul concetto che il migliorare uno migliora tutti e attraverso questo si ottengono i risultati, io sono pronto. Credo di essere adatto alla costruzione del giocatore".