L'Aperitivo di TLP: Marco Bernacci (Bellaria) - Matteo Nolè (Borgo a Buggiano)
Le storie di sport hanno quel fascino particolare che le rende indelebili anche a distanza di tanti anni. Perché ciò avvenga c'è bisogno di un certo pathos che rende magico e coinvolgente agli occhi di chi legge o ascolta il contenuto di questa storia.
TuttoLegaPro.com con l'iniziativa de "L'aperitivo" non intende entrare in questa ristretta cerchia, ma cercare di differenziarsi, questo sì, dalle tante voci che trattano di calcio. Così ogni venerdì alle ore 17:30, classico orario da "aperitivo" immaginando di slacciarsi la cravatta, dinanzi ad un cocktail o una bevanda dissetante, si pensa già al fine settimana che sta arrivando. E i temi che vengono toccati, tra il serio e il faceto sono spesso fuori dall'ordinario.
Questo il nostro intento e per far sì che ciò avvenga, ogni settimana invitiamo due ospiti a rispondere alle nostre domande "fuori dagli schemi".
Per questo nuovo appuntamento, abbiamo scelto esponenti di due squadre in gran forma. Uno è Marco Bernacci, attaccante classe 1983 del Bellaria, che nella sua carriera ha indossato, tra le altre, le maglie di Torino, Ascoli, Mantova e Bologna (quest'ultima in A con 13 presenze). Bernacci è divenuto famoso alle cronache per il gol che decise la sfida tra il Mantova e la Juventus nel campionato 2006/07, quando i bianconeri furono retrocessi in B per il caso "calciopoli".
L'altro protagonista è Matteo Nolè, giocatore in forza al Borgo a Buggiano, squadra che si sta mettendo in mostra per una solidità difensiva che ad inizio stagione era solo un miraggio. I pistoiesi nelle ultime nove domeniche, hanno incassato una sola rete. Per una squadra che si deve salvare (come lo stesso Bellaria) non è sicuramente male come dato statistico.
Presentati i due ospiti, siamo qui pronti a rendervi edotti di domande e relative risposte in questo nuovo appuntamento con "L'aperitivo di TLP".
1) Pratichi uno sport in cui si è sempre sotto gli occhi dei riflettori. La popolarità è più un vantaggio o un problema?
Marco Bernacci (Bellaria): "A livello personale io mi trovo meglio senza tanta popolarità. Sono uno che ama vivere nell'ombra, mentre c'è molta gente che farebbe di tutto per avere le luci della ribalta su di sé".
Matteo Nolè (Borgo a Buggiano): "Insomma, io credo che un po' di popolarità non faccia male. Fa piacere ed è una cosa positiva. Certo, a questi livelli non siamo come in Serie A, ma comunque è una bella soddisfazione".
2) Meglio giocare con la tensione alta o con la giusta dose di tranquillità?
Marco Bernacci: "La tensione prima delle partite c'è sempre, ed è un bene che ci sia, ma dopo il fischio dell'arbitro tende a scomparire. Comunque sempre meglio averne una dose giusta per vivere al meglio i novanta minuti".
Matteo Nolè: "Meglio la tensione. Ma quella al punto giusto. Giocare in tranquillità non mi riesce e non so come facciano gli altri a farlo. La carica di adrenalina serve, ma come detto: meglio saperla bilanciare perché poi si corre il rischio di arrivare scarichi all'appuntamento con la partita".
3) In uno sport professionistico com'è il calcio, si può rinunciare ad un ingaggio per i sentimenti che ti legano alla piazza?
Marco Bernacci: "Nel calcio di adesso è molto raro che avvenga, comunque sì, io credo che possa capitare eccome".
Matteo Nolè: "A me l'idea di essere una bandiera in una piazza non dispiace e rinuncerei volentieri ad un ingaggio se poi mi trovo bene dove lavoro. Penso che alla fine il sentimento prevalga sul materiale".
4) Cosa ne pensi delle sortite di Beppe Grillo?
Marco Bernacci: "In politica c'è molta confusione e questo complica le condizioni per un accordo. Sicuramente Grillo è una voce fuori dal coro ed ha gioco facile approfittando dell'impasse generale".
Matteo Nolè: "Il fenomeno Grillo non è da prendere sottogamba, perché nasce dal malcontento dell'opinione pubblica sui temi importanti di cui si dovrebbe occupare la politica italiana. E' un tipo rivoluzionario, ma tolti i toni da barricadero, bisogna vedere cosa sarà capace di fare".
5) I tre sportivi più forti di tutti i tempi.
Marco Bernacci: "Maradona per il calcio, Jordan per il basket e Ivan Lendl per il tennis".
Matteo Nolè: "Per quanto riguarda il calcio, sicuramente Maradona. Su di lui ho visto dei video e quello che ho ammirato mi basta per dire che è sicuramente il più forte. Valentino Rossi per la MotoGp e Rafa Nadal per il tennis".
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