Lanciano, la presidentessa Maio a TLP: "Non mi dimetto. Esonerare Camplone? Ridicolo. Squadra senza un briciolo di personalità"

Lanciano, la presidentessa Maio a TLP: "Non mi dimetto. Esonerare Camplone? Ridicolo. Squadra senza un briciolo di personalità"TMW/TuttoC.com
Valentina Maio, presidentessa della Virtus Lanciano
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
lunedì 11 aprile 2011, 00:30Interviste TC
di Claudio Gallaro

Al termine di Virtus Lanciano-Cosenza era iniziata a circolare un'indiscrezione secondo cui la presidentessa Valentina Maio avrebbe manifestato la volontà di lasciare il timone del club frentano. Per fare chiarezza sulla vicenda l'abbiamo contattata in esclusiva per TuttoLegaPro.com.

Presidentessa, conferma queste voci?

"Non ho fatto questo tipo di dichiarazioni. E' un momento di riflessione, c'è molto rammarico per la sconfitta, ma soprattutto perchè sono accadute cose non piacevoli: una squadra senza entusiasmo e voglia di fare, e un comportamento discutibile da parte di alcuni tifosi".

Di chi le colpe di questa inattesa battuta d'arresto?

"In campo sono scesi 11 giocatori senza palle e che hanno mostrato una totale mancanza di personalità. Era una partita da vincere assolutamente, fondamentale per tutti: per la società, per le ambizioni dei giocatori e per le speranze dei tifosi. E invece il Lanciano perde tutte le partite in cui deve dimostrare di saper vincere. Nello spogliatoio non c'è un uomo che abbia il carattere e il carisma del leader. Ognuno si prenda le proprie responsabilità".

L'esonero di mister Andrea Camplone servirebbe a qualcosa?

"Sarebbe ridicolo cambiare le carte in tavola a cinque giornate dalla fine del campionato. Sono i giocatori che vanno in campo. Non ci va Camplone, non ci vado io, non ci vanno i tifosi".

I playoff sono un obiettivo irraggiungibile?

"Al 90% i giochi sono ormai fatti. Aspettiamo comunque l'esito della prossima partita col Taranto per tracciare un bilancio definitivo e dire se questa è stata una stagione fallimentare. Da domani la squadra sarà in ritiro, una punizione per dare una scossa all'ambiente".