Lupa Roma, pres. Cerrai a TLP: "Da parte nostra un piccolo miracolo"
La Lupa Roma sta facendo un piccolo miracolo, di ciò è estremamente fiero il patron, Alberto Cerrai: alla prima stagione in Lega Pro la squadra romana, salita dall’Eccellenza ai professionisti in due anni, è arrivata a 33 punti in classifica e conserva un vantaggio di 7 punti sulla zona play-out. Il club ha fatto bene dal punto di vista dei risultati, ma anche la collaborazione di Giuseppe Bifulco è stata importantissima. Sui motivi che hanno portato alla separazione tra Bifulco e la Lupa Roma, Cerrai non ha rilasciato commenti mirati. Ecco cosa ha detto il presidente a TuttoLegaPro.com.
“Sono contento di quanto è stato fatto da Bifulco in questo periodo, e l’ho anche ringraziato, perché non mi ha mai mancato di rispetto – commenta Cerrai – ma sulle motivazioni che hanno portato alla rescissione preferisco non entrare nel merito, chiedo rispetto in questo. È giusto che le motivazioni vengano conosciute tra i diretti interessati. Auguro tutto il meglio a Bifulco e a me, per il futuro mi piacerebbe fare qualcosa in più”.
La Lupa Roma si salverà?
“Tante squadre lottano per la salvezza, qualcun’altra lotta per i play-off, qualcun’altra per la promozione diretta. Ci sono venti compagini, non sappiamo come finiranno queste otto partite, in ogni caso la Lupa Roma è stata inserita in un girone che l'opinione pubblica aveva definito un girone infernale in partenza, e la nostra squadra ha compiuto un piccolo grande miracolo: non è mai accaduto che la Lupa Roma sia stata tra le ultime cinque fino adesso, mai per una giornata di campionato. Se qualcuno me l’avesse detto all’epoca non ci avrei creduto sicuramente. Spero che possa finire al più presto la preoccupazione per questa salvezza che deve ancora arrivare in maniera matematica: domenica arriva il Foggia, poi andiamo a Ischia… Abbiamo 4 partite in casa e 4 fuori”.
Quale sarebbe la quota salvezza?
“Ci siamo dati un target a 42 punti, ma sono pronto a scommettere che la quota sarà inferiore. Probabilmente la quota si abbassa perché l’Aversa Normanna ha perso in casa, ma pensate se domenica prossima l’Aversa andasse a vincere a Lecce, allora il calcolo si stravolgerebbe. Il calcio è talmente strano…”
Quanto influisce il fatto di non giocare le partite interne a Roma?
“Tantissimo. Purtroppo abbiamo uno scarso pubblico perché giochiamo nel deserto: giochiamo da soli, noi non abbiamo ultras, e non voglio dire che giocando al Sud andiamo a giocare contro i delinquenti, ma ci sono realtà che hanno una tifoseria alle spalle, che hanno anche una tifoseria al seguito in trasferta. I nostri sono semplici spettatori, stanno zitti, assistono allo spettacolo… La Lupa Roma non ha preso una multa, solo una sanzione l’ho rimediata io perché mancava la firma del prefetto su un documento, e non so cosa c’entro io. Comunque, chi viene da noi, gioca sempre in un campo tranquillo: andando al Sud il calore lo senti, io amo tantissimo il Sud. E anche i giocatori non hanno pressioni mentali, si vive sull’autodisciplina e non sulle tensioni ambientali, e questo lo considero un aspetto negativo perché il calcio per me è una sfida”.
La Lupa Roma non è finita in zona play-out nemmeno nel periodo in cui faceva tanta fatica a vincere…
“Penso che le scelte siano state giuste, perché nessun altro avrebbe tenuto un allenatore che ha fatto 4 punti in 10 partite, e in questo un merito ce l’ho anche io. La colpa non era di Cucciari quando non si vinceva, così come in caso di salvezza il merito non sarebbe di Cucciari, ma sarebbe del gruppo. Siamo anche in regola con i pagamenti, quindi la squadra è serena”.
Perché è andato via Perrulli?
“Perrulli, che qui era considerato un figlio, è andato via perché ha avuto un’opportunità sportiva ed economica che la Lupa Roma non poteva permettergli. Se no noi saremmo la Salernitana e non la Lupa Roma. Penso che qualunque sportivo accetterebbe una proposta che per lui possa essere migliorativa dal punto di vista sportivo ed economico. La Lupa Roma tra l’altro non ha chiesto un euro per cedere Perrulli, c’è stata una risoluzione consensuale. Ma questo non è successo solo ora, è successo anche in precedenza: vorrei raccontare che quando siamo diventati Lupa Roma e abbiamo lasciato Frascati, abbiamo liberato tutti i tesserati del settore giovanile e gli abbiamo chiesto se erano disponibili a trasferirsi a Roma, ma facendo sacrifici importanti sul piano del viaggio. Io sono per la libertà assoluta”.
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