Neapolis, Moxedano a TLP: "Ricorrerò contro la squalifica"
Perché un presidente di una “matricola terribile” classificata al quinto posto in Seconda Divisione dovrebbe dare le dimissioni? Lo abbiamo chiesto proprio a Mario Moxedano, il presidente del Neapolis Mugnano. L’ex numero uno del Savoia ha pagato con una maxisqualifica di circa nove mesi, fino al 31 dicembre, le sue proteste in particolare per la concessione al Trapani di un rigore trasformato poi da Filippi. Intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoLegaPro.com, Moxedano è apparso comunque sereno e convinto delle proprie ragioni, tanto che ricorrerà contro l'inibizione fino a fine anno.
“Ho dato le dimissioni per tanti motivi – ammette Moxedano – Ho visto il comportamento degli assistenti arbitrali nella partita di domenica scorsa, che abbiamo pareggiato 1-1, e ci andavamo a giocare le eventuali possibilità di raggiungere il terzo o il secondo posto. Poi sullo stadio, è vero che giochiamo ancora a porte chiuse dall’inizio, ma il mio è un segno di protesta perché non vogliamo essere penalizzati. Noi vogliamo essere rispettati per ciò che possiamo esprimere sul campo e non per i disagi che noi stessi affrontiamo per portare avanti questo campionato”.
C’è anche dell’altro?
“Certamente, questo girone comprendente una società che si sapeva dall’inizio che avrebbe avuto difficoltà economiche, fa in modo che a giocarsi le posizioni più alte di classifica siano solo cinque o sei squadre: le altre che stanno a metà possono permettersi di giocare con molti giovani e percepiscono più contributi della Lega. Per questo motivo ritengo che il campionato sia falsato, e dissento anche su questo punto, per questo ho dato le dimissioni”.
Tornando alla partita, lei ha protestato per l’assegnazione del calcio di rigore al Trapani, ma poi il Neapolis ha pareggiato senza perdere la testa.
“Infatti, non è successo niente perché la mia squadra si facesse condizionare. I giocatori hanno reagito e avrebbero dovuto vincere 2-1 col Trapani: è questa la forza del Neapolis, è una squadra che dà l'anima in campo. E nessun giocatore è stato espulso".
Farà ricorso contro la squalifica?
"Sì. Andrò direttamente dai giudici perché hanno detto un sacco di bugie nei referti: non ho mai dato uno spintone, ma ho detto soltanto il mio pensiero verso gli organi federali. Siamo in democrazia. Per questo credo sia un po’ eccessiva la squalifica. Farò ricorso, perché devo ribadire il concetto: io ho parlato di dissenso mio verso le istituzioni che rappresentano oggi questa Lega Pro”.
Anche se già prima delle sue dimissioni c’è stato chi ha parlato di altre piazze a cui lei si sarebbe interessato per fare calcio, non adesso ma nel futuro. In primis, Salerno.
“A me attribuiscono tante società, ma non andrò a fare calcio in altre società. Abbiamo portato il Neapolis dall’Interregionale, abbiamo vinto due campionati, ci divertiamo con i giovani, ma non penso di fare calcio in grosse realtà: il calcio per me è questo, con i giovani. Quello che è stato scritto per me è falso”.
Ad ogni modo il Neapolis è lì, in piena zona playoff, e lei è dimissionario: se dovesse arrivare a giocarli, e li vincesse, Moxedano tornerebbe anche sui suoi passi?
“Beh, si sa che nel calcio l’adrenalina fa prendere delle decisioni negative e positive. Non si sa mai quello che potrebbe succedere, ma per ora me ne sto tranquillo”.
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