Pagni a TLP: "Fa piacere essere accostato alla Salernitana, ma..."

Pagni a TLP: "Fa piacere essere accostato alla Salernitana, ma..."
© foto di Ninni Cannella
sabato 11 gennaio 2014, 20:20Interviste TC
di Luca ESPOSITO

Uno degli operatori di mercato che hanno fatto benissimo nella Lega Pro è Danilo Pagni, i cui successi più importanti sono quelli di aver portato il Gallipoli dalla D alla C1 e il Vittoria dalla D alla C1, prima delle successive esperienze a Taranto e a Sorrento, e di quella al Salerno Calcio in Serie D quando già c’era il duo Lotito-Mezzaroma ai vertici. Pagni ha collaborato proficuamente anche con il ChievoVerona e, intervenuto a TuttoLegaPro.com, ammette di essere stato contattato da alcune società, ma sceglierà solo un progetto serio; non commenta l’indiscrezione che lo vorrebbe nuovamente a Salerno con la nuova Salernitana, ma gli fa solo piacere essere accostato di nuovo a questa realtà. Nel descrivere i campionati di Prima Divisione e quelli di Seconda Divisione, Pagni utilizza queste parole per spiegare quanto sia più competitiva la Seconda Divisione rispetto alla Prima:

Personalmente sono di un’opinione: la Prima Divisione è un ‘torneo’, perché non essendoci retrocessioni non penso possa essere definito un ‘campionato’ -  spiega Pagni - Ho fatto calcio in società importanti come Taranto e Gallipoli, a Sorrento, e penso che un campionato in cui si qualificano ai play-off la nona e l’ottava non sia un ‘campionato’, ma un ‘torneo’. Per quanto riguarda i giovani, purtroppo nel calcio italiano noi abbiamo l’età media più alta, e questo è sbagliato, perché io sono per i giovani, ma sono per i giovani di qualità. Sono per quei giovani che giocano per criteri meritocratici. Ben vengano le squadre giovani, ma ben vengano i giovani che meritano di giocare. Invece, la Seconda Divisione è un campionato che vive sul principio del ‘mors tua, vita mea’: metà squadre salgono e l’altra metà retrocedono. Le delusioni del girone meridionale potrebbero essere considerate l’Ischia e il Messina, mi aspettavo qualcosa di più dal Lamezia, visti anche gli investimenti che ha fatto, anche se i giovani giocano spesso e in questo è stato bravo il direttore Maglia. Però, nell’altro girone, la sorpresa è la Real Vicenza, anche perché hanno saputo solo in extremis che avrebbero fatto la Lega Pro (anche se al presidente lo avevo preannunciato); è in ripresa il Mantova che ha preso un dirigente serio come Pasquale Sensibile; poi per quanto riguarda il Cuneo, ha preso un allenatore che stimo molto ed è tra i più completi che ci sono, che è Ezio Rossi”.

Questo Melfi del direttore Gioacchino Novelli, che attualmente sarebbe ammesso alla Divisione Unica, come lo sta vedendo?

Novelli è uno di quei direttori che sono uomini di campo. È molto competente. Io ricordo che in C2 quando ero il direttore generale del Gallipoli le nostre avversarie si chiamavano Cisco Roma, il direttore era Leonardi e c’era Morleo; c’era il Taranto delle meraviglie che aveva Mancini e Deflorio in particolare; e c’era il Melfi dei miracoli, e mi sa che Novelli è proprio preparato perché all’epoca mi impensieriva più il Melfi (c’era anche l’allenatore Raffaele Novelli). È astuto e quando va a vedere le partite… si conserva i nomi dei giovani in segreto”.

Questa indiscrezione che vede Salernitana di nuovo interessata ai suoi servizi?

“Nonostante abbia avuto la fortuna di vincere in regioni diverse, con Salerno c’è un legame particolare. Diciamo che questa è una candidatura popolare e mediatica: mi sono lasciato bene con Lotito, ma non ho sentito nessuno. Fa piacere essere accostato, ma mi sono chiuso nell’assoluto riserbo”.

È una Salernitana che può fare molto meglio di quello che sta facendo?

E’ un caso che io abbia avuto giocatori come Mancini, Ginestra, Molinari e Mounard… Diciamo che in questa Salernitana c’è un po’ della squadra della Serie D, e un po’ del mio Gallipoli, quindi li conosco un po’ tutti… Al di là di questo, alla Salernitana auguro ogni bene. Ma mi fa piacere che ci sia una sorta di preferenza mediatica e popolare”.

Se dovessero chiamarla concretamente club di Lega Pro, tra Prima o Seconda Divisione fa differenza?

La mia esperienza come collaboratore dell’area tecnica del Chievo si è conclusa brillantemente poche settimane fa, nel mentre sono stato contattato da alcune società, soprattutto di Prima Divisione, ma mi piacciono i progetti a fatti e non a parole. Ho motivazioni estreme, ma solo per un progetto serio”.