Pisa, Gigi Simoni a TLP ricorda Romeo Anconetani
Il 3 novembre 1999 veniva a mancare all'affetto dei suoi cari e del calcio in generale, Romeo Anconetani. Difficile dire chi era Anconetani, perchè a Pisa lui è stato tutto: presidentissimo, dirigente, giocatore, magazziniere, tifoso. E se manca qualcosa, ci perdonerete, ma siamo noi che lo abbiam dimenticato, ma lui l'avrà fatto sicuramente.
Pisa l'ha amato, di un amore incondizionato senza spazio e senza tempo, perchè lui amava la città e viveva di quei colori. Il nerazzurro era una seconda pelle, per quella maglia ha fatto follie d'amore, compreso spargere a bordo campo il sale per allontanare il malocchio dalla sua squadra.
TuttoLegaPro.com, nel giorno del tredicesimo anniversario della sua scomparsa, ha deciso di intervistare in esclusiva uno di quegli uomini che hanno vissuto appieno Romeo Anconetani: Luigi "Gigi" Simoni, l'allenatore delle due promozioni del Pisa (1984/85 e 1986/87), colui che ha apprezzato e conosciuto meglio di tanti, l'uomo Anconetani. Si sono scontrati tante volte, si sono lasciati ma si sono sempre ritrovati. Nelle sue parole c'è dell'affetto sincero, per un personaggio che ha dato tantissimo al mondo del calcio.
Salve mister, a tredici anni dalla morte di Anconetani, qual'è il suo ricordo?
"Vivo a Pisa, quindi il mio pensiero torna spesso alla sua persona. Manca molto al Pisa e credo anche al calcio, nonostante lui abbia fatto parte di un'epoca diversa. Era uno capace di riempire l'ambiente con la sua personalità forte e dirompente. Aveva un carattere forte e capace di mettere in riga chiunque, giornalisti compresi".
La voce di Simoni è quella solita di quando in tv con i suoi toni pacati, ti conquistava per il suo aplomb. Anche quando polemizzava, c'era sempre quella sua verve da persona gentile. Ne parla con orgoglio di quella esperienza con Anconetani. Parla di un amico, non di un presidente. Ci spiega in pochi concetti l'uomo Romeo Anconetani, mettendo da parte l'aspetto strettamente professionale che li ha legati.
"Era un carattere difficile, molto, ma faceva parte della sua persona. Passionale, verace, vero. Questo, ma non solo, era Romeo (non lo chiama mai Anconetani durante l'intervista, ndr). Chiedeva il massimo rispetto per il suo Pisa, al punto che quando lavoravo per loro, era un altro mestiere discutere con lui (sorride mentre lo dice). Quella squadra era come una figlia, l'ha sempre vissuta come qualcosa che andava oltre l'aspetto professionale. Ha fatto la storia di questa società, portando anche giocatori molto importanti, vedi Wim Kieft (attaccante olandese), Diego Simeone (centrocampista argentino) e Dunga (centrocampista brasiliano). Con lui c'erano litigi, anche aspri, ma c'era rispetto massimo e quando si arrivava allo scontro, poi veniva il momento che stanchi ci lasciavamo, ma alla fine ci siamo sempre ritrovati".
Le sue parole toccano l'anima.
"Ha fatto miracoli per il Pisa in anni in cui il calcio viveva il suo boom. Un'Anconetani oggi? Credo sarebbe impossibile per uno come lui poter gestire un club come ha fatto in quel periodo. Adesso sono cambiate troppe cose e lui naufragherebbe immediatamente".
Prima di salutarci, Simoni ne approfitta per fare una dedica: "Alla moglie Titina, a cui sono legato ancora oggi in maniera affettuosa. Vorrei tramite questa intervista poterle mandare un abbraccio sincero e mi piacerebbe tanto rivederla. Donna meravigliosa, che ha amato Romeo come solo una della sua tempra poteva fare".
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