Real Vicenza, pres Diquigiovanni a TLP: "Ecco come sarà il mercato: ancor più competitivi. Troppi diesse portano conti pesanti. Non ho riconfermato Zauli perché...
Anche la Lega Pro avrà il suo Real, anche per la prossima stagione. Il Real Vicenza, infatti, dopo il ripescaggio di agosto, che aveva regalato il professionismo a una realtà giovanissima nata nel 2010, ha legittimato la sua presenza tra i Pro conquistando una promozione inaspettata da molti ma non dal presidente del club veneto, Lino Diquigiovanni. TuttoLegaPro.com lo ha intervistato in esclusiva.
Siete partiti in quarta, poi siete calati vistosamente nel ritorno. Avete avuto paura?
"Cauti si ma paura no. I momenti brutti prima o poi arrivano per tutti. La stessa Torres che sembrava a un passo dalle prime otto ha avuto un periodo negativo proprio alla fine, mentre Mantova e Monza all'inizio hanno perso tanti punti.
Noi dopo il girone d'andata avevamo preparato tra dirigenti una tabella con i nostri pronostici sulle gare mancanti. Pensavo di finire secondo, non è andata così. Da novembre abbiamo avuto troppi infortuni, abbiamo dovuto affrontare gare importanti con la difesa reinventata diverse volte. Poi il calcio è fatto da episodi: alcuni ci hanno fatto crescere, altri non ci hanno fatto arrivare a traguardi ancora più importanti.
Ma sono contento lo stesso, ci mancherebbe. Non dimentico che ci siamo presentati al ritiro con una squadra pronta per la Serie D. Il 5 agosto siamo diventati professionisti, dopo un paio di settimane c'era già il campionato. Il segreto? Una società molto attenta: seguo la squadra tutto il giorno, da me inciuci non ce ne sono. Non è vero che bastano i soldi per vincere: quest'anno abbiamo speso poco, anche meno rispetto alla stagione precedente nei dilettanti, e abbiamo ottenuto la promozione in Lega Pro unica".
Chi vincerà i play-out?
"E' impossibile fare previsioni. Gli spareggi sono gare particolari: servono fortuna e testa per fare la differenza. Non c'è una favorita, in queste gare così tirate non sempre i veri valori vengono fuori".
Adesso è già tempo di mercato. Chi rimarrà? Chi andrà via?
"Devo ancora parlare con tutti i giocatori. Quelli sotto contratto rimangono, con gli altri ci incontreremo a breve. Di sicuro non faccio nessuna pazzia. Riguardo i nomi nuovi ancora è prestissimo per farne qualcuno: in società abbiamo stilato una lista con i giocatori che ci piacciono e solo con quella si potrebbero fare ben tre squadre. Piuttosto è importante scegliere il tecnico: mi sarebbe piaciuto già averlo ma ci stiamo guardando intorno. Favaretto e Dal Canto? Ho visto che sono usciti tanti nomi ma è normale in periodo di calciomercato fare sempre accostamenti".
A proposito di mister. Come mai non è stato riconfermato Zauli?
"Con lui avevamo un impegno per quest'anno. Eravamo rimasti che ci saremmo aggiornati al termine della stagione. Ho preso una decisione, purtroppo ci sono momenti in cui non bisogna guardare in faccia nessuno. Lo ringrazio comunque per quanto fatto".
Il prossimo anno incontrerete squadre dal grande blasone, compreso il Vicenza. Sensazioni?
"Ci saranno team che hanno fatto la storia del calcio italiano e questo ci inorgoglisce. Dispiace solo che spesso, all'interno di varie società, ci siano problematiche che vengono fuori troppo tardi. Bisognerebbe gareggiare alla pari anche fuori dal campo.
Tanti direttori sportivi portano solo il conto che a lungo andare diventa pesante e i presidenti poi devono pagarlo. Il calcio ognuno lo interpreta a suo modo: io seguo tutto, per non farmi trovare impreparato. Da noi c'è una grande collaborazione tra dirigenti.
Noi comunque ci struttureremo con un segretario d'esperienza, migliorando anche il settore giovanile. Poi è normale che il vivaio non si riesce a portarlo subito ad alti livelli, ci vuol tempo. Se voglio un giovane di sicuro valore vado a pescarlo nelle Primavere di Milan, Inter e Verona. Anche perché nel prossimo campionato non sarà possibile sperimentare molto: ci aspetta, più che una Lega Pro unica, una B2.
Riguardo il derby dico che sarà molto bello ma allo stesso tempo non è molto sensato avere due squadre in Lega Pro a Vicenza. Però l'alternativa era stare fermo e non mi piaceva. Per questo ho deciso di partire con questa squadra: c'è dentro una parte della mia vita, continuerò in questo percorso. Obiettivo salvezza? Dico solo che il prossimo anno la squadra sarà ancora più competitiva".
Qual è il giocatore migliore visto in questo campionato?
"Mi è piaciuto tantissimo Emanuele Berrettoni del Bassano: sempre al servizio della squadra, grande esperienza e una tecnica di categoria superiore. Non è un caso che i giallorossi siano arrivati così in alto".
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