Zito: "Pronto a sposare un nuovo progetto. Salerno? Va riconosciuto il lavoro di Faggiano"
Una carriera lunga oltre quattrocento partite tra Serie A, B e C, vissuta nelle piazze più calde del Sud e non solo: Siena, Crotone, Benevento, Juve Stabia, Ternana, Avellino e quella Salernitana a cui resta legato. Oggi Antonio Zito, napoletano classe 1986, ha appeso gli scarpini al chiodo e si è seduto in panchina, scegliendo una sfida tutta nuova nell'ultima stagione: guidare la Zeta Napoli, la squadra-social di Terza Categoria fondata dallo youtuber Zw Jackson, con cui ha già conquistato campionato e Supercoppa. Ora mister Zito è pronto a tornare in panchina, senza precludersi la possibilità di lavorare con i giovani o in qualche prima squadra: "La voglia di tornare ad allenare è tanta, sono pronto a sposare un nuovo progetto". L'esperienza e la competenza, di certo non mancano.
Mister, partiamo facendoti i complimenti per il progetto Zeta Napoli: la vittoria del campionato e la Supercoppa. Quanto vale questa soddisfazione?
"È stata una bella esperienza, perché si è dovuto costruire tutto molto in fretta. Nonostante questo siamo riusciti a mettere alla base dei sani principi e dei sani valori, e così abbiamo costruito la vittoria del campionato e quella della Supercoppa."
Di tutta la sua esperienza nel professionismo ad alti livelli, cosa ha portato nella base del calcio? Cosa è cambiato giocando in Terza Categoria?
"Sono andato a toccare le cose più sensibili del calcio, perché in questa categoria la disciplina non regnava sovrana. È sembrato tornare indietro nel tempo, a quando avevo quasi iniziato a giocare."
Spostando lo sguardo sulla Serie C, una sua ex squadra come la Casertana l'anno scorso ha fatto benissimo. Si è sorpreso del cammino dei rossoblù?
"Sorpreso direi di no, perché ho sempre visto la Casertana ambiziosa, capace di fare bella figura. Conoscendo la proprietà e il direttore, persone che ho incontrato nella mia carriera, so che hanno sempre difeso la loro progettualità: mai lasciata al caso, ma sempre curata, sempre presenti su ogni cosa. È stato bellissimo vedere la Casertana brillare in questo campionato, entusiasmando con un gioco molto frizzante, molto bello."
Al contrario la Salernitana, pur arrivando ai Playoff, ha patito la retrocessione e la contestazione alla proprietà. Da ex giocatore, quanto sentono i calciatori in campo questa frattura?
"Parte tutto dall'inizio del campionato, quando si è dovuto costruire una squadra in un mese, e non è facile. Non dimentichiamo che è stato fatto un campionato da vertice: la Salernitana è stata prima, poi sempre seconda, ma da lì non si è mai mossa. Creare una squadra di professionisti in un mese è un merito che va riconosciuto al direttore Faggiano, perché non è facile portare tanti giocatori a Salerno e fare un campionato di vertice. C'è credibilità nella parte professionale della società, e quando chiama Salerno non è facile nemmeno rifiutare. Sulla frattura tra società e tifoseria, spero sia una questione passata: a mio avviso non è un addio, ma il segnale che entrambe volevano di più. La società magari voleva un po' più di pazienza, ma sappiamo che Salerno è esigente e molto passionale. Non credo abbiano contestato per far andare male la squadra: amano troppo questa maglia e questi colori, volevano solo dare una scossa al gruppo."
Faggiano e Cosmi sono stati confermati. Non crede che la continuità sia il primo passo per fare qualcosa in più?
"Per quanto riguarda il direttore, credo che abbia la continuità e la possibilità di costruire, con il tempo giusto davanti a sé, una squadra da vertice a tutti gli effetti. Sull'allenatore, invece, è sempre una scelta che va condivisa con il presidente: se vorranno costruire qualcosa di diverso, non lo so."
Guardando al prossimo Girone C, sarà come sempre molto tosto a livello di piazze. C'è una squadra che vede già favorita oggi, a bocce ferme?
"È una domanda che sarebbe più equilibrata dopo il mercato, altrimenti si ragiona solo in base alle piazze blasonate. Non possiamo negare che Salerno e la stessa Casertana, dopo il campionato che ha fatto, siano molto seguite. Possono essere le squadre che ci faranno divertire."
Un ultimo commento sulla Ternana, dopo un epilogo molto triste. Che ricordi ha di Terni e su quali basi potrà ripartire?
"Ho bei ricordi di Terni. È una piazza all'altezza di quelle campane, dove fanno sentire tutto il loro valore e il loro affetto alla squadra e alle società che investono. È una cosa bella, perché sono piazze che non hanno mai fatto mancare il calore dei propri sostenitori."
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