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Atalanta U23, playoff per la 3ª volta di fila: i numeri di una squadra che non si ferma mai

Atalanta U23, playoff per la 3ª volta di fila: i numeri di una squadra che non si ferma maiTMW/TuttoC.com
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
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di Valeria Debbia

La regular season 2025/26 si è chiusa ieri con un pareggio 1-1 sul campo del Catania che ha regalato all’Atalanta U23 l’11° posto in classifica e la qualificazione ai playoff di Serie C. È la terza volta consecutiva che la formazione nerazzurra accede alla fase post-season: un risultato che, nel contesto di un campionato durissimo come la Serie C, conferma la solidità del progetto giovanile bergamasco.

Ma quest’anno il valore è ancora più alto. Nelle due stagioni precedenti la Dea U23 aveva disputato il Girone A, più semplice dal punto di vista tecnico: nel 2023/24 aveva chiuso al 5° posto qualificandosi ai playoff nazionali (eliminata al primo turno dal Catania), mentre nel 2024/25 aveva centrato l’8° posto e i playoff nazionali (eliminata al secondo turno). Stavolta, inserita nel Girone C – notoriamente più ostico per il calore delle piazze, l’intensità delle sfide e il tasso tecnico complessivo – l’11° posto assume un peso specifico diverso. Non è un “ripiegamento”: è la dimostrazione di una squadra capace di competere ad alto livello anche contro un contesto molto più complicato.

E non è solo un numero. È la fotografia di una squadra costruita con una precisa filosofia: 27 giocatori totali, di cui 21 cresciuti nell’Academy atalantina. Sei innesti mirati di giovani di prospettiva (Plaia classe 2006, Navarro 2007, Pounga 2006, Levaj 2006, Misitano 2005, Zanaboni 2005) e un gruppo di “over” formatisi interamente nel settore giovanile nerazzurro. Quattro di loro, in particolare, incarnano la storia recente dell’Atalanta: Bergonzi ha iniziato il percorso 18 anni fa, Panada, Ghislandi e Cortinovis 17 anni fa. A questi si aggiungono Vismara (15 anni di Atalanta), Guerini (14) e Idele (10). Numeri che non sono solo anagrafici: sono la dimostrazione di una continuità rara nel calcio moderno. La Dea Under 23 è, dati alla mano, la formazione più giovane del campionato. In rosa c’è un classe 2008 (Steffanoni) e due classe 2007 (Navarro e Idele). Una squadra che mescola esperienza di Academy con talento fresco arrivato da fuori, senza mai perdere di vista l’identità atalantina.

Al centro di questo successo c’è anche l’uomo in panchina: Salvatore Bocchetti. L’ex difensore napoletano (39 anni) ha accettato in estate un passo indietro che in pochi avrebbero osato: dalla Serie A alla Serie C, dopo la breve ma intensa esperienza sulla panchina del Monza. Chiamato a dicembre 2024 per sostituire Alessandro Nesta in una situazione di classifica delicata, Bocchetti ha guidato i brianzoli fino a febbraio 2025. Un interregno complicato, condizionato da una squadra in difficoltà. L’unico vero lampo di luce è arrivato il 13 gennaio 2025: Monza-Fiorentina 2-1, una vittoria sofferta ma preziosa contro la squadra dell’ex biancorosso Raffaele Palladino (ironia della sorte, ora tecnico della Prima Squadra atalantina). Pochi risultati, tante critiche, e l’esonero dopo la sconfitta di Roma. Una parentesi breve, ma formativa.In estate la scelta coraggiosa: accettare la guida dell’Atalanta U23. Molti avrebbero visto quel salto come un declassamento. Bocchetti lo ha interpretato come un’opportunità. E i fatti gli hanno dato ragione. Ha preso una squadra giovane, l’ha plasmata con il suo piglio deciso, ha lavorato sulla mentalità e sul gioco, e alla fine l’ha portata per la terza volta consecutiva ai playoff – stavolta in un girone ben più insidioso. Non un caso, ma il frutto di un lavoro quotidiano, lontano dai riflettori della A ma con la stessa intensità. «Continueremo a spingere fino alla fine», ha detto Bocchetti dopo uno degli ultimi impegni di regular season. Parole che riassumono il suo approccio: concretezza, fame, fiducia nei giovani.

L’Atalanta U23 non è solo una squadra di Serie C. È il ponte tra l’Academy e la prima squadra del già citato Palladino. È il laboratorio dove i talenti vengono temprati, dove si impara a vincere (o a perdere) con la mentalità nerazzurra. E i numeri di quest’anno – età media bassissima, playoff centrati nonostante il salto di difficoltà nel Girone C – parlano chiaro. Ora inizia la fase più affascinante: i playoff. Un terreno dove tutto può succedere, dove l’esperienza di Bocchetti e la freschezza dei ragazzi possono fare la differenza. Non sarà facile, ma la Dea U23 ha già dimostrato di saper scrivere belle pagine anche contro contesti più ostici.

Perché il futuro dell’Atalanta non nasce solo a Zingonia: nasce anche in Serie C, con un allenatore che ha scelto di credere nei giovani e una società che continua a investire sul proprio vivaio. La terza volta ai playoff non è un punto di arrivo. È la conferma che la strada intrapresa è quella giusta – e che funziona anche quando la strada si fa più ripida.