Pres Cavese a 360°: "Quest’anno zero ci ha resi più forti. Prosperi? Giusto si prenda del tempo"

Pres Cavese a 360°: "Quest’anno zero ci ha resi più forti. Prosperi? Giusto si prenda del tempo"
Alessandro Lamberti
© foto di Nando Armenante
Oggi alle 20:40Primo piano
di Valeria Debbia

Una grande soddisfazione per la Cavese aver chiuso la regular season con 90 minuti di anticipo e aver confermato la permanenza in Serie C, tra le altre cose, da imbattuti in casa (1-1 ieri contro il Cosenza). In sala stampa a tracciare un bilancio ci ha pensato il presidente Alessandro Lamberti: "Innanzitutto questa conferenza è anche l’occasione per ringraziare tutti voi giornalisti che avete seguito la Cavese per tutto l’anno. È stato un anno molto interessante, secondo me il più difficile rispetto alla scorsa stagione quando siamo saliti in Serie C. Ci siamo trovati di fronte a una situazione nuova: dover capire chi nella rosa precedente non rientrava più nelle idee dell’allenatore ed essere molto attenti all’equilibrio economico-finanziario, che sapete essere una base e che da settembre diventerà obbligatorio con il Salary Cup. La partita di stasera è la dimostrazione del valore di questo gruppo di ragazzi, straordinario e molto ben guidato da mister Prosperi e dal suo staff. Ci sono stati momenti difficili all’inizio e anche dopo Trapani, dove c’è stato un bel confronto con la tifoseria. Io sono sempre stato molto tranquillo sul fatto che avremmo raggiunto la salvezza, perché conosco la dedizione al lavoro dell’allenatore, dello staff e dei ragazzi. De Liguori ha fatto veramente un ottimo lavoro quest’anno. Qualcuno mi aveva detto che rischiavo a scegliere un direttore sportivo alle prime armi, ma in realtà non lo è: lo conoscevo già da due anni. Affidarsi a una squadra di giovani per la Cavese è stato un anno molto difficile ma molto importante, perché abbiamo puntato tutto sui calciatori di proprietà. Dobbiamo sempre fare un passo in più, se riusciamo. Al momento godiamoci questa salvezza. Sono molto contento del pareggio di stasera perché dimostra la professionalità di questi ragazzi e di questo gruppo straordinario. Li ringrazio dal primo all’ultimo: anche nei momenti difficili sono stati sempre professionali, applicati e positivi. La piazza giustamente borbottava all’inizio, perché il tifoso vuole sempre vincere (e il presidente ancora di più), ma tutti sono stati bravissimi. L’unione di intenti, come vi ho sempre detto dal primo giorno che ho messo piede a Cava dei Tirreni, deve essere il nostro obiettivo principale. Se non saremo uniti, non riusciremo a fare nulla. Quest’anno ce l’abbiamo fatta, grazie a tutti. Abbiamo sofferto in alcuni momenti, ma era un campionato in cui non potevi non soffrire: il livello delle squadre era altissimo. Ieri l’allenatore ha detto che ci siamo salvati anche senza le penalizzazioni altrui. Non c’è bisogno che lo sottolinei io, ma è importante perché i ragazzi e l’allenatore devono avere le soddisfazioni che meritano. Penalizzazioni o no, ci siamo salvati sul campo e abbiamo una buona base per l’anno prossimo".

Qualunque altro presidente probabilmente avrebbe cambiato allenatore nel momento di difficoltà, invece Lamberti non l’ha fatto. "Non sono stato “bravo” nel senso che non ho rischiato: durante le prime partite abbiamo fatto del buon calcio. La partita con il Latina è stata problematica per vari motivi (secondo me non meritavamo nemmeno di perdere), ma c’erano segnali di stanchezza che portano a fare riflessioni. Però non sull’allenatore: le riflessioni erano sul lavoro fatto. Il calcio ogni domenica ti pone di fronte a degli esami. Io ho visto il lavoro che Prosperi e lo staff hanno fatto fin dal ritiro. Sapete che sono un amante del ritiro, quindi lì vado a osservare tante cose. Quest’anno il ritiro è stato un po’ “edulcorato” da movimenti, entrate e uscite di giocatori. Speriamo di fare meglio il prossimo anno.
L’anno scorso non poteva essere l’anno zero perché tornavamo nei professionisti dopo 18 anni. Siamo andati sui giovani, ma anche su calciatori di esperienza, perché era un campionato nuovo sia per la squadra che per una società giovane come la nostra (questo è solo il quarto anno). Quest’anno invece, dopo la scelta di De Liguori e Prosperi, ho detto al direttore che dovevamo creare una base solida per costruire il futuro. I giovani under sono stati bravissimi, ma lo sono stati anche gli over che li hanno accompagnati. L’esempio di Amerighi è stato un’operazione buona sia in entrata sia in uscita, ma non si può essere sempre così bravi: cercheremo di migliorare. Prosperi non è mai stato in discussione. Ci siamo confrontati, come deve essere. Ho fatto una chiacchierata con lui sul futuro: è legittimo che dopo un’annata così dispendiosa voglia un po’ di tempo. Gli ho ribadito la mia stima e apprezzamento. Gli ho detto di prendersi qualche giorno per riflettere. A me e a tutta la società farebbe piacere che restasse. Voglio rimarcare che io sono solo la punta dell’iceberg: con me ci sono l’avvocato Corea, l’avvocato Piscitelli e il dottor De Flammineis, persone ben più importanti di me. Siamo un team molto ben assortito. Speriamo di riparlarci presto con Prosperi. Le persone devono essere convinte di rimanere: meglio una persona meno pubblicizzata ma con voglia di restare, piuttosto che una più esperta ma con qualche tentennamento (non è il caso di Prosperi). Mi sono trovato benissimo nel colloquio di ieri. Credo sia legittimo che chi ha fatto bene abbia ambizioni. Anch’io ho ambizione di fare sempre meglio. Gli ho detto che può prendersi un po’ di tempo per riposarsi: è stata un’annata molto dispendiosa anche dal punto di vista emotivo
".

C'è poi la questione stadio, centro sportivo e reti: "Per garbo istituzionale aspetto le elezioni. Su queste cose sono abbastanza “liturgico”: mi piace che le cose vengano fatte nel modo corretto. Aspettiamo di capire chi sarà il nuovo primo cittadino, poi ci siederemo con lui. Lo stadio è una priorità per la crescita sostenibile della squadra: senza infrastrutture la crescita vera della Cavese sarà sempre complicata. Non dico che senza stadio ce ne andremo, ma affronteremo il discorso al momento opportuno. Le infrastrutture sono la base per costruire qualcosa, per avere i nostri ragazzi del settore giovanile qui e non sparpagliati in vari campi o con il campo allagato. Speriamo che il prossimo sindaco abbia a cuore questa tematica. Il progetto di base ce l’abbiamo già (lo sanno pure le pietre). Aspettiamo le elezioni, non voglio tirare la giacchetta a chi non si è ancora insediato. Ci aspettiamo che la Cavese abbia un ruolo importante per il primo cittadino, perché è un aggregatore sociale. Sul tema delle reti abbiamo già fatto un comunicato. I nostri lavori sono di poco conto e richiedono pochissimi giorni. Spetta al Comune fare i lavori sostanziosi. Se il Comune non li realizza, le reti non si tolgono. Noi il nostro impegno l’abbiamo già fatto: ci vogliono 4-5 giorni per finire. In questo momento la palla non è nel nostro campo".

Tutti questi calciatori di proprietà sono giovani bravi e possono avere richieste, ma un progetto parte anche dal non smantellare la squadra. Nelle annate precedenti abbiamo visto quasi delle rifondazioni: "Momenti di dubbi o perplessità li chiamerei “momenti di confronto”, anche interno alla società. Non sono mai stato preoccupato di non centrare la salvezza, devo essere sincero. Ho visto come lavoravano le persone, i ragazzi e lo staff tecnico. Il calcio è fatto di episodi: pensiamo a Bergamo (12 occasioni e 1-1) o a Benevento (parata decisiva di Boffelli). Quest’anno secondo me siamo in debito con la fortuna: avremmo dovuto avere almeno 5-6 punti in più tra decisioni arbitrali sfortunate, episodi sfavorevoli e qualche nostra responsabilità. Non c’è mai stata paura di non farcela. Essere presidente (e tifoso) di un club ti assorbe una quantità enorme di energie mentali, di tempo e di risorse. Fortunatamente sono abbastanza resistente, ma è un’impresa particolarmente ardua ogni anno. Sul tema dello smantellamento: no, non smantelleremo la squadra perché non avrebbe senso. Guarderemo il mercato in entrata e impareremo anche da cose che potevamo fare meglio. Il lavoro di De Liguori e di tutto lo staff è stato eccellente. Da settembre il Salary Cup sarà obbligatorio: si potrà spendere solo quanto si incassa. I nostri ricavi vengono dal botteghino e dagli sponsor. Se la città ci segue e saremo in grado di fare cose un po’ più grandi, potremo fare un passettino in più. I tifosi sono stati encomiabili e abbiamo vissuto giornate bellissime, ma ci sono regole numeriche. Se faccio 1 milione di ricavi, posso spendere massimo 1 milione. Abbiamo delle idee. De Liguori rimarrà con noi: lo rinnoverò per un altro anno, quindi sarà il nostro DS per i prossimi due anni. Aspettiamo che il mister si riposi, poi ripartiremo. Non c’è voglia di smantellare: c’è voglia di investire sulla squadra esistente, migliorare dove serve, spendere meglio. Quest’anno ci siamo portati dietro alcuni contratti pesanti dell’anno scorso che ci hanno limitato all’inizio del mercato".

Vista l’esperienza dell’anno scorso, a Lamberti viene chiesto se è in grado di promettere che quest’anno la squadra partirà per il ritiro non dico completa, ma senza bisogno di rivoluzioni o manovre pesanti come quest’anno: "Sicuramente partiremo da una base solida. A meno di fughe di giocatori con contratto, avremo già una base. È chiaro che il mercato dura tre mesi d’estate (e uno a gennaio) e su questo sono sempre un po’ critico. Con la base che abbiamo cercheremo di anticipare alcune cose e di essere vigili. Venire alla Cavese adesso è più attrattivo: è il secondo anno che ci salviamo, il secondo anno che siamo in regola (può sembrare una banalità, ma vi assicuro che non lo è, soprattutto vedendo le problematiche di società grandi come Crotone e Ternana). In questi quattro anni abbiamo vinto due campionati e ci siamo salvati con anticipo negli altri due. Qualcosa abbiamo dimostrato. Non abbiamo credito illimitato, ma quando dico di mantenere la calma e di essere lucidi è perché come proprietà abbiamo una visione e speriamo di portarla piano piano a compimento".

Sono due anni che molte società saltano o stanno per saltare, mentre la Cavese è sempre stata precisa e puntuale: "Quanto è stato fatto in termini di sacrifici e quanti se ne dovranno fare in futuro? Sono stati fatti sacrifici enormi, in dispregio di ogni logica di business. Se ho 100 lire, ne spendo 100. Noi ne guadagniamo 100 e ne spendiamo 400. I sacrifici futuri saranno ancora più importanti. L’iscrizione al campionato il 16 giugno prevede il pagamento di tre stipendi (l’anno scorso erano due), più F24 e tutto il resto: una cosa enorme. Non lo dico per ricevere complimenti, ma per far capire i sacrifici mentali, fisici ed economici che facciamo per mantenere la categoria. Quest’anno siamo andati più in equilibrio grazie alle cessioni, ma questa è l’unica strada. Dal prossimo anno con il Salary Cup obbligatorio ci sarà un livello più equilibrato: farà meglio chi sarà più bravo nella scelta dei calciatori. Guardate il Crotone: una società di persone che sono nel calcio da 15 anni, con esperienze in Serie A, partirà da 6 punti di penalizzazione. Facciamo un bagno di realismo, altrimenti rischiamo di perdere di vista la luna guardando solo il dito".

In questi quattro anni, in contemporanea con il suo ingresso alla Cavese, sono arrivate la riforma Zola, il Salary Cup e le squadre B. In questo mondo magmatico la Cavese deve muoversi con le risorse che ha: "Se dovessi dare un consiglio (anche più di uno) a chi governa la Serie C, quale sarebbe? La Serie C sotto la guida del presidente Marani è più illuminata, soprattutto sui giovani: il minutaggio per noi è una buona entrata e la riforma Zola ha elementi meritori. I diritti TV sono in crisi un po’ ovunque, quindi la voce è molto bassa. Se potessi dare un consiglio, sulle trasferte: abbiamo avuto 19-20 trasferte vietate. Sembra una cosa che fa sorridere, ma è di grande amarezza. Economicamente ci porta un danno pazzesco: avere 1000-2000 tifosi ospiti significa incassi per entrambe le società. La repressione senza risolvere il problema è troppo facile. I problemi vanno affrontati, non aggirati. Ci dovrebbero essere risorse aggiuntive per i club di Serie C. In altri paesi ci sono gli introiti da scommesse che l’Italia non percepisce, nonostante sia un mercato enorme. Ogni anno c’è un deficit di almeno 1,5 milioni che la proprietà deve coprire (tra sponsorizzazioni e risorse proprie). Nonostante plusvalenze e minutaggio, senza quell’apporto la Cavese non starebbe in piedi. Questa è la verità".

In chiusura Lamberti ha spiegato qual è stata l’emozione più bella: "Come presidente e come uomo, l’abbraccio a Siracusa in albergo con la squadra, felici per la salvezza raggiunta. Dopo Benevento avevamo fatto un passo importante, ma il diavolo è sempre nei dettagli. Mi ha fatto piacere anche la felicità dei ragazzi questa settimana: si sono festeggiati, ma si sono allenati alla grande. Il risultato di oggi è il frutto di questo. Non era scontato che una squadra già salva giocasse così contro una squadra forte come il Cosenza. Il merito è tutto dell’allenatore e della squadra. Come presidente mi hanno fatto piacere i derby con la Salernitana (entrambe belle partite). Al ritorno è stata una grande emozione. Però la cosa che più mi piace sarà la prossima stagione… e quella dopo ancora, se avremo la fortuna e il merito di rimanere qui".