Intervista TC

Dg AlbinoLeffe: "Convocazioni in azzurro dei nostri ex coronamento di un percorso"

Dg AlbinoLeffe: "Convocazioni in azzurro dei nostri ex coronamento di un percorso"TMW/TuttoC.com
Simone Farina
Oggi alle 10:00Primo piano
di Francesco Moscatelli
Zoma e Doumbia, emblemi della filosofia dell'AlbinoLeffe, in Nazionale insieme al portiere Pessina: quanto bluceleste a Coverciano! Il Dg bluceleste Simone Farina commenta questo riconoscimento. Tra ricordi, valori e nuovi approcci.

Che giorni a Zanica! 

Una bella vittoria ad Alessandria contro la Juventus Next Gen per scacciare un paio di passaggi un po' così, con la nuova sfida di Zaffaroni che riprende dunque quota; l'impresa di Alvini, indimenticato tecnico del recente passato seriano, con un Frosinone a trazione italiana; il ritorno al gol, in serie B, per il "gallo" Belotti, ultimo grande nome sfornato dalla cantera prima dell'avvento di Momo e Issa: tante belle news per chi ama il blu e il celeste.

Weekend che mostra tutti e 32 i denti dunque, ma un weekend che si inserisce in una settimana in cui il nome AlbinoLeffe è stato stampato un bel po' di volte sui giornali nazionali. Merito di "Momo" Zoma e Issa Doumbia, due veri "manifesti" di cosa sia l'AlbinoLeffe, ma merito anche di Massimo Pessina, portierino ora al Bologna. Tre ragazzi partiti da Zanica, tre ragazzi che hanno vestito il bluceleste in passato (recente passato) e che ora provano l'emozione dell'azzurro. Zoma, Doumbia e Pessina dunque da Zanica a Coverciano. Evento sì, festa indubbiamente ma insieme di coincidenze forse solo in parte. 

Tocca dunque al DG Simone Farina, davanti al taccuino di TuttoC, fare ordine in questo tourbillon di emozioni che stanno caratterizzando queste giornate seriane. Tocca a questo giovane ma già esperto dirigente misurare i battiti di questo cuore che sta battendo forte perché, insieme al Presidente Andreoletti, è la persona che più di tutte ha il polso di tutto il mondo seriano: prima squadra e settore giovanile, due ambiti che a queste latitudini non conoscono recinti ma solo tante vie di scambio.

E' un AlbinoLeffe che sta vivendo giorni non comuni, con date -tra convocazione ed esordio effettivo- che rimarranno impresse nella storia di questa società. 

"E' una chiamata, quella del tecnico Mancini, che ci inorgoglisce particolarmente" esordisce il direttore generale Farina. "Una soddisfazione che fa seguito alla prima chiamata di Doumbia in U21 che è stato in qualche modo l'inizio di questo percorso in azzurro. Era già da qualche settimana che se ne parlava ma chiaramente l'ufficializzazione è una grande gioia per noi. Ufficializzazione in Nazionale di Momo e Issa, forse nomine più "chiaccherate" alla vigilia, passo che per noi è emozionante perché parliamo di due ragazzi che sono cresciuti con noi fin da bambini e che poi hanno segnato la storia recente della squadra, basti pensare ai playout vinti a Mantova nella primavera del 2023 (Zoma in quell'occasione confezionò l'assist per la rete, poi rivelatasi decisiva, di Doumbia, ndr). Ma ufficializzazione in Nazionale anche di Pessina che ricordiamo con tanto affetto: rispetto ai primi due ha sviluppato un percorso differente (il diciottenne nativo di Alzano Lombardo ha completato il proprio percorso giovanile nel centro rossoblu di Casteldebole, ndr) ma è anche questa "chiamata" è motivo di grande soddisfazione per tutta la famiglia AlbinoLeffe". 

La storia di Momo e Issa è stata ripresa anche dai quotidiani nazionali per essere prima di tutto una storia di grande amicizia.

"Sono due ragazzi che si sono dimostrati molto affiatati tra loro fin dai primi passi nel nostro settore giovanile, parliamo proprio di quando erano bambini. E' una storia di passione e entusiasmo ma anche di tanti sacrifici, culminata non solo con l'esordio in prima squadra ma anche caratterizzata da un grande valore aggiunto apportato da entrambi in seno all'AlbinoLeffe in serie C. Sono andati via dall'AlbinoLeffe a livello di campo, ma non sono andati mai via dall'AlbinoLeffe nel rapporto reciproco di stima e di affetto. Spesso vengono a trovarci, vengono a trovare il nostro Presidente, insomma è ancora un legame molto forte quello che ci lega. Entrambi ci hanno regalato le proprie maglie, quella del Norimberga per Zoma e quelle del Venezia e dell'Italia U21 per Doumbia. E' bello che proprio la Nazionale li abbia riuniti nello stesso spogliatoio a coronamento di tutto questo percorso". 

E alla fine non sembrano così slegate queste convocazioni alle parole del Presidente Andreoletti che sempre ha puntato sulla formazione dei giovani come conditio sine qua non per dare vero senso al mondo AlbinoLeffe.

"Assolutamente sì e aggiungo un altro tassello: se rileggiamo interviste di Andrioletti anche risalenti ad anni fa circa il ruolo che deve avere il calcio professionistico anche "minore" in ottica movimento calcistico italiano (e dunque anche in tema di Nazionale "maggiore") vediamo che queste convocazioni entrano perfettamente dentro quelle parole di allora. Ed è da anni che il nostro Presidente insiste sulla necessità di individuare percorsi credibili per i giovani che vogliono fare calcio. Stare sul territorio, "fare rete" per trovare il talento. Ma il talento non basta, occorre coltivarlo attraverso una metodologia e un'organizzazione qualificata: questo è il grande tema ma anche la grande opportunità che hanno quelle società che non hanno i capitali delle grandi realtà ma che possono ugualmente essere centrali nel movimento calcistico garantendo una presenza capillare sul territorio. Queste tre convocazioni sono dunque sì una festa per tutto il mondo AlbinoLeffe, ma mi piace pensare che possano essere una spinta in più per tutte le società che da anni operano in quest'ottica con grande costanza in un contesto economico oggi non semplice".

La storia di Momo e Issa è anche la storia di chi, ragazzi in primis e l'ambiente circostante a ruota, ha saputo fare i passi giusti nei tempi giusti, senza affrettare gli eventi.

"Individuare il percorso giusto per ogni ragazzo è la vera sfida di società come la nostra. Noi, insieme al ragazzo e alla sua famiglia, impostiamo un percorso. Dov'è la difficoltà? E' che i risultati, nel calcio e non solo nel calcio ma in ogni ambito di crescita, non si vedono subito, non si toccano con mano. E' un discorso di misurabilità degli obiettivi che si può fare in qualche misura sulla prima squadra, non però in un percorso di formazione. Con Momo e Issa l'AlbinoLeffe ha disegnato indubbiamente il percorso giusto, ma devo dire che anche i ragazzi sono stati bravissimi nel capire di non avere fretta, nel capire quando fare un salto di qualità e nel capire anche in quale realtà fare questo salto. Quest'ultimo passaggio, che non riguarda tanto l'AlbinoLeffe quanto la vita agonistica del ragazzo, è importante tanto quanto gli step precedenti: conta dunque anche dove si prosegue la carriera e, in questo senso, ricordo bene quanto il Venezia abbia dimostrato lungo tutta la trattativa di credere nelle potenzialità e nelle qualità di Issa Doumbia. E così è stato anche per il Norimberga nel passaggio di Momo". 

E chi sta "intorno" al ragazzo che ruolo può avere nella crescita di un ragazzo di talento? Quanto incidono al giorno d'oggi le famiglie e i procuratori nelle scelte?

"Compito di una società è creare tutti i presupposti affinché le famiglie si fidino del progetto di crescita che la società mette in campo. Questo significa soprattutto avere il dovere da parte nostra di essere credibili, consapevoli della forza del progetto educativo, aperti al confronto costruttivo. Riconoscere valori che muovono il lavoro di tutti i giorni permette anche di avere ruoli ben definiti: le società fanno le società, i procuratori fanno i procuratori. Un tema di miglioramento è, a mio avviso, la formazione anche dello staff organizzativo, ossia delle figure che lavorano all'interno della società. Come in ogni ambito anche nel calcio professionistico emergono nuove esigenze e nuove aree di studio che richiedono un presidio sempre al passo con i tempi: in questo realtà di altri paesi registrano tempi di "lettura" più brevi e questo crea per loro un vantaggio competitivo che noi siamo chiamati a rincorrere. Serve uno sforzo in questo senso da parte delle società che devono operare in ambito professionistico, ma serve al contempo anche un sistema-calcio che permetta, in termini di risorse e di sostenibilità finanziaria, a queste realtà di poter essere davvero "società professionistiche" a tutto tondo e in ogni aspetto".