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Dg Guidonia: "Girone B il più difficile. Norme indispensabili per rendere C sostenibile"

Dg Guidonia: "Girone B il più difficile. Norme indispensabili per rendere C sostenibile"TMW/TuttoC.com
Fabrizio Lucchesi
Oggi alle 12:30Primo piano
di Valeria Debbia

Fabrizio Lucchesi, direttore generale del Guidonia Montecelio, è stato ospite di 'A Tutta C', tramissione in onda su TMW Radio e iL61, offrendo un'analisi approfondita dell'inizio di stagione della squadra, attualmente quinta in un girone B di Serie C particolarmente competitivo. 

Direttore, grande avvio del Guidonia: sette punti in quattro gare e quinto posto in un girone di ferro, con squadre che hanno molta più pressione rispetto a voi.

«Sì, noi vogliamo provare a fare un campionato migliore dell’anno scorso: la nostra logica aziendale è quella di migliorarsi ogni anno. Siamo partiti bene, sia per risultati che per prestazioni, ma siamo solo all’inizio: c’è una vita davanti. Dobbiamo continuare così, partita dopo partita, cercando di portare a casa più punti possibili in un girone che quest’anno è particolarmente difficile. Tre squadre retrocesse dalla B sono nel Girone B e ci sono tante realtà più attrezzate di noi per fare un campionato importante».

Si può dire che il Girone B sia il più difficile dei tre?

«Credo di sì, per il numero delle squadre e per il livello di chi ambisce a far bene. È un girone livellato verso l’alto: ogni partita ha una storia a sé, ma quando le differenze di valore sono minime il livello di difficoltà si accentua».

Domani vi aspetta una partita particolare contro il Latina, che forse ha raccolto meno di quanto meritasse. La gara si giocherà al Francioni: cosa vi aspettate?

«Sarà una partita difficile e insidiosa. Il Latina è una squadra tosta, ben strutturata. Mi aspetto una gara complicata per noi».

Il mercato com’è stato? È stato il primo anno di Salary Cup e dall’esterno è sembrato un mercato diverso rispetto al passato.

«L’inserimento delle nuove norme volute dal presidente Marani - e parliamo di più norme, non solo del Salary Cup . ha l’obiettivo di rendere più sostenibile la Serie C. Complimenti al presidente e ai suoi collaboratori: si va nella direzione giusta. Hanno portato qualche complicazione, nel senso che bisogna fare più attenzione nella costruzione delle rose. Ma se vogliamo dare sostenibilità al sistema, queste norme sono indispensabili. Qualche effetto sul mercato c’è stato: c’è stato movimento, e anche scambio di denaro più rilevante del solito, perché in Serie C raramente si acquistano i diritti alle prestazioni sportive. Quest’anno invece è successo».

Si inizia a capire che è importante avere giocatori di proprietà, crescere talenti in casa?

«Pensare che il club debba essere un costo per l’imprenditore è una follia. Qualunque attività d’impresa deve almeno avvicinarsi all’equilibrio di bilancio. Il modello di 20‑30 anni fa, con famiglie che rimettevano capitali enormi, non esiste più. Oggi i volumi sono tali che mantenere una squadra significa mettere in conto perdite di qualche milione prima di iniziare. Tutto ciò che va nella logica della sostenibilità e dei vivai – che producono giocatori, plusvalenze e costi di gestione contenuti – è indispensabile per una Serie C che vuole guardare al futuro».