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Foggia, la fine dell'apnea: ora si può costruire il futuro

Foggia, la fine dell'apnea: ora si può costruire il futuroTMW/TuttoC.com
© foto di Nicola Ianuale/tuttoSALERNITANA.com
Oggi alle 10:40Primo piano
di Laerte Salvini

Un decreto, e si respira. Il Tribunale di Bari ha tolto al Foggia il tutore che da quattordici mesi gli teneva la mano sul portafoglio: amministrazione giudiziaria revocata, "esito positivo del programma di sostegno e bonifica aziendale", scrivono i giudici, che è un modo elegante per dire che i conti tornano e nessuno deve più controllare i compiti. Ma per capire cosa significhi davvero questa parola, "revoca", bisogna tornare al 19 maggio 2025, quando il tribunale mise il club sotto sorveglianza su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Presunte infiltrazioni. Quattro arresti, dopo le intimidenzioni subite dall'allora vicepresidente Emanuele Canonico e da un capo-tifoso. Era la società di Canonico, appunto. Un pezzo di storia che il Foggia si è portato dietro per un anno intero come un peso sullo stomaco, mentre fuori dallo stadio la vita di tutti i giorni:  biglietti, sponsor, campagna abbonamenti, proseguiva sotto lo sguardo di un commissario nominato dallo Stato.

Il patron oggi è Casillo, il legale è l'avvocato De Rossi, e sono loro due, insieme, la foto simbolo di questa settimana: uno al telefono, l'altro con lo sguardo fisso, davanti al logo del diavolo rossonero. De Rossi lo dice chiaro, come raccontato dal Corriere dello Sport (ed.Puglia): "Siamo molto soddisfatti del provvedimento. Sono stati accolti tutti i rilievi da noi analiticamente illustrati". Il club si era opposto al rinnovo della proroga già all'udienza del 24 giugno, sostenendo che non ci fossero più le ragioni per il commissariamento. Il tribunale, alla fine, gli ha dato ragione: non sussistono più le situazioni di fatto e di diritto che avevano giustificato la misura.

Nel frattempo la gente aveva già votato con il portafoglio. Tremila abbonamenti sottoscritti mentre la categoria era ancora un punto interrogativo, lo stadio poteva ospitare la Serie D tanto quanto la C, e il club era tecnicamente sotto tutela giudiziaria. A Foggia si abbonano prima di sapere dove giocheranno, prima ancora di sapere se il presidente sarà davvero libero di firmare un contratto senza il visto di un commissario. Fede cieca, o solo l'abitudine di una città che il pallone lo tratta come un parente stretto di quelli a cui non chiedi troppe garanzie prima di volergli bene.

E la C, quella vera, è arrivata a un passo, anzi ha una data precisa: il 28 luglio. Il club è stato tempestivo, come promesso dallo stesso De Rossi dalle colonne del giornale barese: "Saremo tempestivi, ben prima della scadenza del 20 luglio". Detto, fatto: il 17 luglio, con largo anticipo, la documentazione propedeutica alla riammissione è già depositata in Lega Pro. Il Foggia ha fatto i compiti in tripla fila,  prima liberarsi dal tutore, poi completare l'iscrizione in D, infine bussare alla porta della categoria che gli spetta,  e ora aspetta la risposta, come chi ha già preparato le valigie e controlla il telefono ogni cinque minuti. Il 30 luglio chiude ufficialmente il capitolo dell'amministrazione giudiziaria. Il 28, forse, se ne apre uno nuovo, tutto rossonero.