Ginestra saluta il Guidonia: “Anno e mezzo straordinario, ora attendo nuovo progetto serio”
Ciro Ginestra e il Guidonia Montecelio si sono detti addio due giorni fa. Un anno e mezzo di numerosi traguardi raggiunti: la finale della Coppa Italia di Serie D, la vittoria del campionato di Serie D e la salvezza con tre giornate di anticipo nella Serie C Sky WiFi.
Che anno è stato?
"È stato un anno bello, complicato, difficile, perché era il primo anno di Lega Pro dopo che l’avevamo conquistata l’anno scorso. Quindi si è chiuso un po’ tutto il cerchio dopo la promozione dell’anno scorso e la salvezza ottenuta con tre giornate d’anticipo quest’anno. È stato fatto un grande lavoro. Devo ringraziare la società che mi ha fatto lavorare in condizioni giuste, i miei giocatori, tutto il mio staff e tutto lo staff che ha lavorato dietro. È stato un anno fondamentalmente positivo: un anno e mezzo di lavoro in questa società con straordinari successi, una vittoria del campionato, una finale di Coppa Italia persa ai rigori ce una salvezza ottenuta con tre giornate d’anticipo".
È in linea con le aspettative?
"È in linea con le aspettative, sì. Il nostro primo obiettivo era la salvezza. È naturale che avevamo fatto un girone di andata con grandi aspettative, avevamo fatto benissimo, poi abbiamo avuto un calo nel girone di ritorno dovuto ai tantissimi infortuni e a qualche problemino. Però alla fine abbiamo raggiunto il primo obiettivo stagionale che era quello della salvezza e quindi siamo contenti".
Le strade si dividono, te lo saresti aspettato?
"Non me lo sarei aspettato. Ma io credo che sia giusto anche per il Guidonia cambiare, nel senso di comunque trovare altre strade. Si è chiuso un percorso di un anno e mezzo straordinario. Restano ottimi rapporti con la proprietà: ringrazio il presidente Fusano, l’avvocato Aliano, il socio del presidente Amato e il grandissimo direttore Lucchesi che mi hanno dato l’opportunità di lavorare in maniera giusta per un anno e mezzo. Devo solo ringraziare il Guidonia ed è giusto che dopo un anno e mezzo il ciclo sia chiuso. Io credo di aver fatto il massimo e quindi sono contento così".
A questo punto, dopo un anno e mezzo, cosa ti porti dietro?
"A livello umano mi porto dietro tantissime cose, tantissime persone a cui voglio bene, tanti amici, tutte le persone che hanno lavorato con me. Porto dietro le vittorie, tantissime vittorie. Porto dietro ancora le emozioni di aver vinto su campi difficili tipo Arezzo, Livorno, San Benedetto, Gubbio e tante altre situazioni. Sono veramente strafelice di questo anno e mezzo di lavoro straordinario, insieme al successo dello scorso anno del campionato (sono arrivato a gennaio che a fine primo tempo con l’Olbia eravamo a 9 punti dalla prima e abbiamo vinto con due giornate d’anticipo più 5 sulla Gelbison). Tutto in un anno e mezzo di emozioni straordinarie. Ringrazio tutti i tifosi del Guidonia, tutta la gente di Guidonia perché per me è stato veramente come stare a casa".
Da che progetto vuoi ripartire?
"Vorrei partire sicuramente da un progetto dove si lavora bene, dove ci sia la volontà di far bene le cose. È naturale che oggi parlare di progetto nel calcio italiano è difficile perché purtroppo il progetto è fatto solo di risultati. Però spero di trovare qualcosa di importante. Dopo l’ultimo anno e mezzo resto in attesa sperando che venga fuori qualcosa di serio, perché sarei pronto a qualsiasi cosa purché si lavori in maniera giusta".
Entriamo nella fase finale dei playoff: cosa pensi di questi accoppiamenti?
"Penso che ci siano delle partite bellissime da giocare. Ci sono delle squadre tutte forti quindi sicuramente sarà tutto molto complicato e difficile per tutti. È naturale che magari le seconde hanno qualche vantaggio in più perché hanno la possibilità di giocare di ritorno in caso di risultati su tre, quindi credo che sia un vantaggio enorme per Catania, Ascoli e Brescia. Però le altre squadre sono sicuramente tutte attrezzate e potrebbero vincere tutte".
Che sensazioni ci sono alla vigilia dei playoff? Quanto pesa la pressione in una fase così decisiva?
"La pressione sicuramente ce l’hanno le squadre che devono vincere per forza. È naturale che la pressione ci sia. Credo che in questo caso sia importante arrivarci in modo giusto, con la testa giusta e anche a livello fisico. È naturale che adesso rientrano in gioco le seconde e giocheranno contro squadre che hanno già due o tre partite sulle gambe, quindi sarà tutto complicato. Si azzera tutto, è tutto difficile".
I playoff sono un campionato a parte rispetto alla stagione regolare?
"Sì, assolutamente un campionato a parte".
Quanto conta l’esperienza in questo tipo di partite? Che ruolo ha la gestione mentale oltre a quella tattica?
"Conta l’esperienza ma conta la gamba, conta come ci arrivi a livello mentale. Certamente l’esperienza di chi ha giocato queste partite conta tantissimo, ma in tutte le squadre che ci sono sono giocatori che comunque hanno un bagaglio di esperienze importante. Quindi ti ripeto, è difficile fare anche un pronostico perché sono tutte squadre molto attrezzate".
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