Gubbio, Braglia dopo il 5° ko: "Devo capire in fretta la svolta, altrimenti inutile mia presenza"

Gubbio, Braglia dopo il 5° ko: "Devo capire in fretta la svolta, altrimenti inutile mia presenza"TMW/TuttoC.com
Piero Braglia
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
Oggi alle 14:20Primo piano
di Valeria Debbia
Il tecnico eugubino non usa giri di parole dopo la sconfitta con l'Atalanta U23: "La classifica è diventata pericolosa. In dieci giorni non cambi la testa a tutti, ma ora zero alibi".

Non è bastato il cambio in panchina al Gubbio per risollevarsi: il momento no prosegue e in casa contro l'Atalanta U23 è arrivata la quinta sconfitta di fila che ha fatto precipitare gli eugubini al penultimo posto in classifica, a soli tre punti dal fanalino di coda Vis Pesaro che però ha una partita in meno. In sala stampa è quindi giunta la disamina di mister Piero Braglia.

Mister, per sdrammatizzare un po': viene in mente la celebre frase di Gino Bartali, "Qui c'è tutto da rifare". È una situazione che si può applicare anche al Gubbio di oggi oppure ha visto qualcosa di positivo?

"Al di là di tutto, io spero e penso che questa squadra possa fare meglio di quanto visto oggi. Bisogna cercare di capire velocemente tante situazioni, perché poi le partite determinano la classifica e la classifica, in questo momento, inizia a essere pericolosa visto che le altre continuano a fare punti. Dobbiamo rimboccarci le maniche, confrontarci e trovare la soluzione migliore per questa squadra. Onestamente, anche sullo 0-0, mi aspettavo qualcosa in più dai ragazzi. È vero che c'è chi è rientrato da poco e chi non è ancora al meglio, ma questi sono alibi e a me degli alibi non interessa nulla. Abbiamo perso una partita che potevamo evitare di perdere. Sul gol decisivo abbiamo concesso un contropiede dopo che per tutta la settimana avevamo lavorato proprio su quel tipo di situazione. Quando certi giocatori partono in campo aperto non li prendi più: o li fermi prima o ti fanno male. Gli abbiamo lasciato cinquanta metri di campo e ci hanno punito. In quel momento bisognava anche avere la lucidità di spendere un fallo e gestire gli ultimi minuti. La verità è che sono rimasto deluso, perché dagli allenamenti avevo avuto la sensazione che fossimo più avanti nel percorso. Evidentemente non è così. Dobbiamo lavorare, trovare la quadra e tirarci fuori dai guai il prima possibile, senza perdere tempo".

Che cosa è mancato alla squadra per portare a casa un risultato positivo?

"Per come si era messa la partita, a sei o sette minuti dalla fine sono mancati attenzione e furbizia. Se poi allarghiamo il discorso, è mancato anche altro: bisogna interpretare meglio le gare, metterci più forza, più convinzione e più qualità. A volte giochiamo troppo all'indietro. Io credo che il calcio richieda coraggio. Però bisogna anche essere realistici: quando arrivi in una squadra non puoi pensare di cambiare la testa dei giocatori in dieci giorni. Per questo dobbiamo capire chi sta bene e chi può darci determinate garanzie in questo momento, valorizzando chi è pronto e recuperando chi ancora non riesce a esprimersi al meglio".

Il rischio è che la squadra possa entrare in una spirale negativa. Quando parla di cambiamenti ed equilibrio si riferisce più all'aspetto tecnico-tattico o a quello caratteriale?

"Parlo di tutto. Devo trovare la quadra sotto ogni punto di vista e con giocatori che interpretino determinati principi. Nel calcio l'equilibrio è fondamentale, così come la convinzione, la personalità e la qualità. In questo momento, per una ragione o per un'altra, facciamo fatica. Può incidere anche la posizione in classifica, ma sarebbe troppo semplice attribuire tutto a quello. Dobbiamo andare oltre e trovare delle soluzioni".

Quanto pesa questa serie negativa di risultati?

"Sono convinto che quando non riesci a vincere una partita, almeno non devi perderla. Venivamo da quattro sconfitte consecutive e adesso sono diventate cinque. A Spezia la squadra era rimasta dentro la partita fino alla fine. Oggi, in casa, avevamo l'occasione quantomeno di interrompere questa serie e portare a casa un punto. Sarebbe stato importante per il morale e per la classifica. Invece basta entrare nello spogliatoio per capire lo stato d'animo che c'è in questo momento".

Il calendario non sembra dare una mano. In questi casi un allenatore esperto usa più la carota o la frusta?

"Non serve né la carota né la frusta. Io devo trovare una strada che ci permetta di fare risultati sia in casa sia in trasferta. Del calendario, sinceramente, mi interessa poco. Se giochiamo in un certo modo possiamo fare risultato contro chiunque. Se invece continuiamo a commettere gli errori che si vedono in alcuni momenti delle partite, i risultati non arriveranno. Ci sono tante cose da capire e devo essere soprattutto io il primo a capirle in fretta, altrimenti sarebbe inutile la mia presenza qui".

Dal punto di vista tattico, l'idea di schierare tre giocatori dietro la punta resta valida oppure pensa a qualche correttivo, magari aggiungendo un uomo a centrocampo?

"L'idea iniziale era proprio quella di avere più presenza offensiva e portare più uomini vicino alla porta. Però poi abbiamo cambiato assetto e abbiamo preso gol. Questa è la realtà. Pensavo di ottenere determinati vantaggi, ma quei vantaggi non si sono concretizzati. Anzi, è successo il contrario. Io credo che giocare a calcio sia la cosa più bella del mondo, ma bisogna farlo senza paura. I tifosi hanno espresso il loro disappunto soltanto alla fine della partita; durante la gara nessuno aveva messo pressione ai ragazzi. Più tranquillità di così è difficile trovarla. Per questo dico ai giocatori che devono avere più coraggio, devono smettere di pensare troppo all'errore e prendersi dei rischi. Gliel'avevo detto anche dopo Spezia: facciamo troppi calcoli. Dobbiamo giocare con personalità e con l'ambizione di fare male agli avversari. Siamo arrivati diverse volte nei pressi dell'area e alcune occasioni le abbiamo avute. Penso, ad esempio, a quella di Zallu: se davanti al portiere riesce a superarlo, forse la partita prende un'altra direzione. Però con i 'se' e con i 'ma' non si fanno punti. Adesso bisogna stare zitti, lavorare e pedalare. Altre soluzioni, sinceramente, non ne conosco".