Intervista TC

Modica: "Esperienza fantastica a Malta, ecco perché è finita"

Modica: "Esperienza fantastica a Malta, ecco perché è finita"TMW/TuttoC.com
Oggi alle 19:20Primo piano
di Raffaella Bon

Reduce dall'esperienza alla guida dell'Hamrun Spartans, il tecnico Giacomo Modica fa un bilancio dell'anno trascorso a Malta: "E' stata un'esperienza fantastica, unica e indimenticabile. Abbiamo fatto un percorso straordinario nella prima fase, dove abbiamo superato i 28 rigori che è diventato un altro record. E poi abbiamo fatto tre step, siamo stati in Europa League e poi in Conference. E' stato un anno di straordinaria bellezza, emozionante, abbiamo fatto la storia perché nessuno era mai entrato nel girone di Conference con obiettivi molto importanti, è stata un'esperienza professionale e di vita molto gratificante e alta".

Perché vi siete separati?

"Un po' perché c'erano problemi riguardanti la strutturazione della squadra e un po' per il desiderio di tornare in Italia per avvicinarmi alla famiglia, questo mi ha indotto a chiudere il rapporto anche se lo abbiamo fatto in maniera civile, da persone che si rispettano e hanno dato qualcosa l'uno all'altro. Sono felice di aver conosciuto queste persone, di aver dato il mio apporto, ma avevo esigenza di tornare in Italia. Il nostro rapporto si è chiuso qua, anche se avevo altri due anni di contratto, ma con estrema correttezza e civiltà".

Cosa pensa del calcio italiano?

"Siamo in un momento di grande difficoltà, ma non da poco tempo. E' già qualche anno che soffriamo, che ci sono situazioni che non portano ad essere in un ranking che ci appartiene. Per colpa di chi non lo so, ma di sicuro non c'è armonia nel voler fare qualcosa di diverso dopo le disfatte degli ultimi anni. Sarà anche un problema sociale, politico, economico, ma resta il fatto che manchiamo al Mondiale da 12 anni e qualcosa da rivedere c'è. Sono situazioni che costano, pesano e si pagano. Bisogna strutturare qualcosa, entrare nell'ordine di idee che il calcio non deve essere gestito e messo in mano a persone che spesso ne fanno uso e consumo solo per il lato economico e di business. Non è più meritocratico, nella maniera più categorica. E' solo un modo di fare soldi. Ed è una cosa triste".

Malagò potrà trasformarlo?

"Secondo me sì, ha capacità e competenza per poterlo fare, ha conoscenza. Penso che dopo aver toccato il fondo, non ci rimane altro che poterci rialzare. Ci vuole un giro di vite a 360 gradi, per portare un po' di ordine rispetto a quello che è stato questo ultimo periodo lungo. Speriamo bene in Malagò".

Ogni anno si perdono squadre...

"E' un calcio che ogni anno perde pezzi: Rimini, Ternana, Turris, Taranto. Questo significa che c'è una cattiva gestione, cattivo controllo e situazioni che dovrebbero far riflettere il mondo sportivo. Malagò deve prendere posizione sulla debacle del calcio minore che non va bene, perché è la linfa per poter arrivare a livelli importanti come può essere la Serie A o portare giocatori in Nazionale che vengono da categorie inferiori. I talenti ci sono, tutto sta nel metterli nelle condizioni e che tutto possa funzionare non dico al 100% perché ci vogliono tanti anni, ma per dare una scossa e cercare di essere seri in quello che può essere il nostro mondo. Dare un po' di organizzazione non farebbe male, in tutti i sensi. Se qualcuno ritiene che possa essere d'aiuto io ci sono, l'Italia è casa mia. Spero di aver dato luce all'italianità portata all'estero".