Perugia, Gaucci: "Arrivati tardi sul mercato, abbiamo preso il meglio rimasto"
Alessandro Gaucci, presidente del Perugia, ha fatto il punto sulla costruzione della squadra e sulle scelte effettuate nell'ultimo mercato, soffermandosi anche sull'emergenza infortuni che ha colpito la formazione di Aimo Diana. Il dirigente biancorosso ha escluso, almeno per il momento, un nuovo intervento sul mercato degli svincolati dopo il grave infortunio di Linas Megelaitis, spiegando le ragioni che hanno portato alla composizione dell'organico. "Come ho già detto, purtroppo era stata impostata tutta in una certa maniera la situazionedella squadra. Io col mister ho sempre voluto fare, a parte tutte le squadre in cui sono stato, una cosa: ho sempre cercato di dare la possibilità a tutti gli allenatori con cui ho lavorato di avere la possibilità di giocare in maniera diversa. Ho cercato quindi di mettere sempre due giocatori, massimo per ruolo, perché non voglio nemmeno che poi ci sia troppa gente ad affollare lo spogliatoio. C'è sempre il rischio che si creino problemi, soprattutto quando c'è gente che poi non gioca con continuità. Purtroppo, quando fai le squadre, non è che hai la palla di vetro e puoi prevenire infortuni così gravi come i tre che sono successi negli ultimi giorni. Quando è successo l'infortunio di Cisco, sapendo che avrebbe perso 25 giorni o un mese, abbiamo pensato di andare a prendere un esterno, come poi abbiamo fatto. Nel frattempo, siccome in difesa invece di sei eravamo sette con Rondolini e siccome per me Rondolini è un giocatore che ha un grandissimo futuro, secondo me uno dei giocatori più forti del nostro settore giovanile, avevo pensato di mandarlo a giocare perché non volevo che rimanesse in panchina tutto l'anno. Non voglio tarpare le ali a un possibile talento. Visto che eravamo sette dietro, ho detto: andiamo a farlo giocare comunque in una squadra importante come il Bologna. Se farà bene e magari non dovessero riscattarlo il prossimo anno, ritornerà da noi già pronto per giocare e fare il titolare. Poi purtroppo si è fatto male anche Linas, si è fatto male anche Cavallini. A sinistra non ho paura perché siamo coperti sia da Borsoi sia da Papazov, che ha già fatto tante volte quel ruolo su tutta la fascia, e siamo intercambiabili. A destra siamo abbastanza messi bene, considerando anche che abbiamo Angeli che sta recuperando dall'infortunio. Siamo cinque per tre posti dietro, perché abbiamo Riccardi, Angeli, Tozzuolo, Stramaccioni e Papazov. All'occorrenza, come terzo o braccetto di destra, lo può fare anche Guirini, perché ha già giocato in quel ruolo più di una volta. Quindi è difficile, secondo me, prendere in considerazione l'ipotesi di ritornare sul mercato in questo momento, soprattutto per un fatto: io non voglio mettere giocatori tanto per metterli. Adesso, ovviamente, il mercato non ti offre la possibilità di avere a disposizione quel giocatore che magari ti potrebbe sostituire alla grande una perdita così importante come quella di Linas. Io sono anche abbastanza convinto che Tozzuolo, ritornando nel suo lato preferito, che è quello di destra, possa rendere ancora meglio, visto che è in procinto di ritornare con la squadra a tempo pieno. Ovviamente Stramaccioni e Papazov stanno bene, quindi abbiamo le alternative giuste. Io non sono così preoccupato. Mi preoccupo invece quando sento la gente che dice che noi abbiamo problemi in difesa. I problemi in difesa ci sono, ma voi vedete solo la parte finale delle azioni. Non valutate che alcune volte la difesa può andare in sofferenza, ma questo dipende da tutta la squadra che non è al cento per cento. La squadra sta, secondo me, al 50-60% delle proprie possibilità. Dovete considerare che non è normale fare una squadra il 6, il 7 o il 10 agosto. Non credo che altri ci siano riusciti e soprattutto con gli stessi risultati. Non parlo di risultati di vittoria, parlo di avere già un'identità di squadra, che è la cosa che mi interessa di più. A me adesso non interessava avere sette, otto o dieci punti. A me interessa costruire una squadra che nell'arco della stagione possa dar filo da torcere a tutti gli altri. Poi come arriveremo alla fine non lo so. Forse, se avessimo avuto 20 giorni di tempo prima e avessimo potuto fare una preparazione come si deve, credo che potremmo puntare a qualcosa di più importante. Adesso tutto può succedere, quindi non voglio nemmeno farmi il problema. Pensiamo solo a stare molto concentrati per la partita che ci aspetta domenica, che è sicuramente una partita difficilissima. Ci sono quattro o cinque squadre che hanno speso tantissimo e una di queste è proprio il Ravenna, che punterà a vincere il campionato. Loro, a differenza nostra, si conoscono da più di un anno, hanno lo stesso allenatore già dallo scorso anno e tantissimi giocatori non sono cambiati, mentre ne sono arrivati altri forti. Sarà una partita difficilissima. Noi stiamo concentrati, senza fare voli pindarici pensando alle prossime quattro partite. Pensiamo solo a quella di domenica".
Il presidente del Perugia ha poi lasciato aperta la possibilità di intervenire nella finestra invernale: "L'ho detto anche nella conferenza stampa di presentazione: ovviamente avremo a disposizione, e mi auguro che non ci sarà bisogno, il mercato di gennaio. Se qualcosa non dovesse funzionare al meglio, c'è sempre il mercato di gennaio che ci può dare comunque una mano. Adesso l'importante, secondo me, è rimanere agganciati davanti il più a lungo possibile, cercare poi, se ci fosse bisogno di fare uno sprint in più, di farlo alla fine e magari a gennaio modificare eventualmente qualcosa. In questo momento sono molto, molto soddisfatto di quello che è successo fino adesso. La cosa che mi preoccupa veramente tanto, più di tutto il resto, sono gli infortuni che ci sono stati. Quello di Megelaitis è la cosa che in questo momento, considerando le partite che andiamo ad affrontare nei prossimi giorni, mi preoccupa di più. Era forse uno dei pochi giocatori che stava già a un livello alto di rendimento e, considerando la sua personalità e il suo carisma all'interno del gruppo, è una perdita grandissima. Forse era il giocatore che in questo momento non avrei voluto che si facesse male".
Gaucci è tornato anche sulle difficoltà incontrate nella costruzione dell'organico: "Ce ne potrebbero essere tanti, però il problema è che quando tu arrivi il 10 agosto normalmente i giocatori più forti li hanno presi già tutti. Devi cercare di prendere il meglio di quello che rimane e credo che, nonostante tutto, siamo riusciti a fare una cosa abbastanza positiva. Le caratteristiche? Ce ne possono essere tante, però nell'80 per cento della squadra sono felice di aver preso tutti quelli che sono arrivati, anche l'85 per cento. Avessi potuto scegliere le caratteristiche di due o tre giocatori diversi, forse l'avrei fatto, se avessi avuto il tempo di poter scegliere prima. Ma non c'era".
Sul reparto offensivo e sulle possibilità tattiche offerte dai nuovi acquisti, il dirigente ha spiegato: "Dico subito che noi abbiamo fatto una squadra che davanti ci può permettere di giocare veramente in tutti i modi. Possiamo giocare con il trequartista, possiamo giocare con i tre davanti, 3-4-1-2, 3-4-2-1, perché abbiamo due trequartisti. Abbiamo anche le punte che stavano qui adesso e i due nuovi che sono arrivati. Non sono proprio veri e propri attaccanti centrali, svariano molto. Sono attaccanti a cui piace legare il gioco con un altro attaccante vicino o comunque con altri giocatori vicino. Per esempio, Pelle van Amersfoort ha giocato anche da trequartista e, nonostante la stazza, è un giocatore molto mobile. Questi giocatori ci possono dare l'opportunità di giocare in tanti modi diversi. Canotto, se giochiamo 4-3-3, può fare l'esterno, così come Seha. Cortesi può fare l'esterno oltre che il trequartista. Questa è la fortuna di aver preso questi sei-sette ragazzi, che ci danno la possibilità di svariare molto in avanti".
Sul passaggio di proprietà del club e sul closing atteso nei prossimi giorni, Gaucci ha dichiarato: "Fortunatamente io non me ne sto occupando, anche se ovviamente sono al corrente di tutto quello che succede tutti i giorni perché vivo qui costantemente. So che non ci sono problemi di sorta, so che sta andando tutto bene. Speriamo che sia il più presto possibile, in modo tale che poi sarà definitivamente chiarito qualsiasi aspetto".
Ampio spazio anche al settore giovanile e al futuro dei giovani biancorossi: "Quando sono andato circa un mese fa, quando eravamo appena arrivati a vedere la Primavera, la prima cosa che ho detto ai ragazzi è che a me piacerebbe riportare la Primavera a certi livelli e che quindi noi la seguiremo con il mio staff tutti i giorni, non solo durante le partite, perché deve essere un punto di forza e di supporto alla prima squadra. Avere il settore giovanile e, se ogni anno non riusciamo a tirare fuori dal settore giovanile due o tre giocatori per la prima squadra, significa che stiamo lavorando male. Perché altrimenti a che servirebbe il settore giovanile? Questa è la cosa importante. Per noi la Primavera, ma tutto il settore giovanile, diventa fondamentale e propedeutico al progetto che abbiamo. È normale che più giocatori potranno venire in prima squadra e più io sarò contento. In questo momento, considerando anche gli obiettivi che vogliamo raggiungere, i giocatori che devono venire in prima squadra dovranno essere veramente all'altezza e dovranno essere pronti. Ecco perché, insieme a tutti i collaboratori che abbiamo, ai responsabili del settore giovanile e all'allenatore della Primavera, vogliamo cercare di potenziarla sempre di più, perché avere una Primavera forte aiuta tanto anche la prima squadra".
Il dirigente biancorosso ha poi spiegato la scelta di puntare su Pelle van Amersfoort: "Per quanto riguarda il discorso di perché Van Amersfoort è arrivato qui tardi, è un nome complicato, forse anche per il nome è arrivato qui tardi, perché magari molti direttori sportivi non lo sapevano pronunciare. A parte le battute, non voglio essere nemmeno cattivo con i miei colleghi, però io credo che lo sapete da quando stavo qui come lavoriamo noi. Cerchiamo di vedere quello che gli altri non vedono, cerchiamo di arrivare primi su cose che gli altri non considerano importanti. Se poi hai anche la possibilità di avere un network internazionale, come ho creato io da quando ero qui a Perugia, se vi ricordate bene noi credo che siamo stati forse la squadra, insieme all'Udinese, che ha preso giocatori dai posti più impensabili del mondo. Io credo che siamo arrivati, considerando anche adesso Marbella, quasi a un'ottantina di giocatori da Paesi del mondo differenti. Questo ti permette di avere la possibilità di valutare: invece di un pezzettino piccolo di mercato, hai un mercato dieci volte più grande rispetto agli altri. Anche questa è stata la cosa che un po' ci ha penalizzato. Il fatto di non aver potuto fare la preparazione non mi ha permesso di attingere dai mercati stranieri. Avremmo potuto portare giocatori dall'estero forti, sarebbe stato possibile, ma non avendo avuto la possibilità di farli ambientare, perché non ce l'avevamo, ho preferito puntare più su giocatori locali. Fino a quando ho visto che gli altri attaccanti che erano disponibili, secondo me, non valeva la pena spendere tutti i soldi che chiedevano. Allora ho detto: se devo spendere tanti soldi, punto su uno veramente forte. Anche se verrà dall'estero ci metterà più tempo per adattarsi, però alla fine è un giocatore nostro, è un giocatore che può fare veramente la differenza se sta bene. Così come mi aspetto tanto da Vergani da questo punto di vista. Io sono molto soddisfatto della cosa. Poi i risultati saranno quelli che saranno, però io sono contento fino a qui di tutto quello che abbiamo fatto".
Infine, Gaucci ha parlato dell'avvio di campionato del Perugia e dell'impatto avuto dal gruppo: "L'aspetto che mi piace di più di questa squadra è che sembra che stiano insieme da sempre. L'attaccamento che hanno fra di loro, il fatto che festeggiano un gol sembra che abbiano vinto la finale di Coppa dei Campioni. Questi sono atteggiamenti che ti rivelano che il grado di amicizia e i rapporti che si sono creati già in così poco tempo all'interno dello spogliatoio sono tutto quello che desidererebbe avere un direttore sportivo o un allenatore sin da subito. Non è mai, o quasi mai, possibile riuscire ad avere un livello di contagio così forte. Se già riuscite a ottenere questo, per me è il più grande successo dall'inizio: vedere tanti ragazzi che stanno insieme per la prima volta e che stanno insieme come se fossero insieme da tantissimo tempo".
In chiusura, Gaucci ha fatto il punto anche sulla situazione di Paolo Bartolomei: "Prima di tutto Paolo è un grande professionista, si sta allenando a parte, ha problemi ancora fisici. Noi abbiamo trovato anche una soluzione per mandarlo a giocare proprio per questo problema, non è voluto andare e poi vedremo cosa succederà da qui a gennaio".
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