Potenza rimonta e vola, Tisci: "Due cambi forzati subito, ho dovuto cambiare piano"
In serie positiva da due mesi, la capolista Potenza va sotto sul campo del Savoia per poi ribaltarla e calare il tris, mantenendo così il suo vantaggio monstre sulla seconda, in attesa di Picerno-Bari di domani. In sala stampa è quindi intervenuto mister Ivan Tisci.
Mister, complimenti. Il Potenza ancora una volta ha reagito a uno svantaggio iniziale e ha portato a casa una vittoria che appare meritata, anche se forse il punteggio finale è più ampio rispetto a quanto visto in campo. La gestione dei cambi è stata condizionata dagli infortuni?
«Intanto grazie per i complimenti, che fanno sempre piacere. Ormai siete diventati molto bravi a leggere le partite e credo che oggi si sia visto chiaramente. Sì, siamo stati condizionati nelle scelte. Quando prepari una partita hai in mente un determinato piano gara e io avevo immaginato una gestione diversa, contando anche sulla possibilità di attingere dalla panchina, come accaduto spesso in questa stagione. Purtroppo abbiamo dovuto effettuare due cambi forzati in difesa già nel primo tempo e questo ha inevitabilmente condizionato tutto il resto della gara. Da quel momento ci sono rimaste poche possibilità di intervento tattico. Proprio per questo sono ancora più soddisfatto della squadra. I ragazzi hanno capito che serviva una prestazione diversa, più sporca, più attenta e con grande cattiveria difensiva. Nel secondo tempo, tolta la splendida rovesciata sulla quale Cucchietti ha compiuto una grande parata, credo che abbiamo concesso davvero poco. Non avevamo più la possibilità di inserire forze fresche davanti per tenere basso il loro baricentro, ma questa squadra ha dimostrato di saper soffrire. Sono contento di tutti e soprattutto di quei ragazzi che spingono ogni giorno e che si fanno trovare sempre pronti quando vengono chiamati in causa».
Nei primi minuti il Savoia vi ha creato qualche difficoltà, soprattutto con gli attaccanti rapidi che andavano ad attaccare la profondità. È stato più merito loro o il Potenza non era ancora entrato bene in partita?
«Credo che fosse una situazione preparata molto bene da loro. Ho avuto la sensazione che il Savoia volesse aggredirci, giocare molti duelli individuali e sfruttare soprattutto la profondità. Anche la scelta di schierare Yeboah davanti andava in questa direzione. Se analizziamo bene l'azione del gol, nasce da una nostra gestione non perfetta del pallone e da una loro ripartenza interpretata benissimo. Probabilmente questa era la loro idea di gara. Fino al vantaggio, infatti, ho visto due squadre che si studiavano molto, cercando di capire quando affondare il colpo. Poi però, come spesso accade, la squadra ha reagito. Non ha abbassato la testa e ha continuato a giocare. Ho detto ai ragazzi che non possiamo sempre contare sulla nostra capacità di rimontare. Dobbiamo essere più bravi anche a leggere i momenti della partita e, quando serve, a mantenerla in equilibrio senza concedere gol. Questo ci permetterebbe di sfruttare ancora meglio le occasioni che poi inevitabilmente riusciamo a costruire».
La possiamo definire la vittoria del gruppo? Penso alle assenze di Petrungaro e D'Auria e alle prestazioni di dos Santos e Bruschi, protagonisti dal primo minuto. Come stanno invece Giannini e Selleri?
«Sì, questa è sicuramente la vittoria del gruppo. Un gruppo che continua a sorprendermi, anche se forse dire così non è corretto perché li vedo lavorare ogni giorno e conoscevo già il loro valore. Hai citato dos Santos e Bruschi. Sono stati premiati con il gol, ma il merito va soprattutto a quello che fanno quotidianamente in allenamento. Io non ho fatto un regalo a loro schierandoli. Ero sereno perché sapevo che Petrungaro e D'Auria avevano svolto soltanto la rifinitura in settimana e non erano nelle condizioni migliori. In questo momento non posso permettermi di schierare giocatori all'80% quando alle loro spalle ci sono ragazzi che si allenano con grande intensità e meritano spazio. Lo stesso discorso vale per la difesa. Bura ha avuto la febbre per tutta la settimana e ha comunque stretto i denti per 45 minuti. Loiacono si è allenato soltanto nella rifinitura. Le assenze sono state determinate soprattutto dalla condizione non ottimale di alcuni giocatori. Per quanto riguarda Giannini, è uscito per un problema muscolare. Nei prossimi giorni effettuerà gli accertamenti necessari e speriamo non sia nulla di grave. Era molto dispiaciuto perché teneva particolarmente a questa partita. Selleri ha disputato una prestazione importante finché ha avuto energie. Poi è normale che sia andato in riserva dopo il grande lavoro svolto. Se avessimo avuto cambi a disposizione lo avrei probabilmente sostituito per mantenere alta la pressione offensiva».
In una gara molto fisica il Potenza ha risposto presente anche sul piano atletico. Quanto è soddisfatto della prestazione della squadra e dell'impatto di giocatori come Adjapong e De Marco?
«Molto soddisfatto. Hai descritto bene la partita: si è giocata molto sulle seconde palle e sui duelli. Il Savoia è una squadra che lavora molto su questi aspetti e che attacca bene la profondità. Sono state due squadre molto intense, magari meno brillanti dal punto di vista del palleggio ma estremamente combattive. I ragazzi hanno saputo andare oltre la fatica e i cambi ci hanno dato ciò di cui avevamo bisogno. Sono molto contento dell'ingresso di De Marco e di Adjapong, così come di tutti quelli che sono entrati. Hanno portato energie fresche e lo spirito giusto. Tra l'altro alcuni cambi erano stati obbligati dagli imprevisti. Staver, per esempio, ha chiesto la sostituzione per un dolore al tallone che non gli permetteva più di correre bene. Anche lui avrebbe stretto i denti, ma abbiamo preferito intervenire subito. Vincere partite del genere, su questi campi e in queste condizioni, non è mai semplice».
Le punizioni di Bruschi sono il frutto del lavoro svolto in settimana? E quanto è felice per i gol di Bruschi e dos Santos?
«Sono molto felice per entrambi, così come per tutto il gruppo. Bruschi, dal punto di vista balistico, è uno dei migliori che abbiamo in squadra. Ma non è l'unico. Abbiamo tanti giocatori di qualità sulle palle inattive, penso anche a dos Santos e D'Auria. Lavoriamo molto su questi aspetti. Sapete bene che gran parte della mia carriera è stata costruita proprio sulle palle inattive e quindi cerco di trasmettere ai ragazzi quelle che erano le mie sensazioni e la mia esperienza. La qualità, però, è soprattutto loro. Bisogna soltanto allenare e ripetere i gesti. Questa settimana avevano lavorato molto bene e sono stati premiati. Sono contentissimo anche per dos Santos. Ogni volta che è stato chiamato in causa si è fatto trovare pronto. Però i meriti vanno soprattutto a quello che questi ragazzi fanno durante la settimana, lontano dai riflettori. Spesso ci si concentra solo sui titolari, ma vi assicuro che chi gioca bene la domenica è perché dietro c'è un gruppo che spinge fortissimo ogni giorno. Questa è la vera forza del Potenza».
Che impressione le ha fatto il Savoia? E il suo ritorno a Torre Annunziata?
«Il Savoia non mi ha sorpreso. Nelle ultime settimane aveva già dimostrato di avere un'identità precisa. Conosco bene il loro allenatore e le sue squadre hanno sempre avuto principi molto chiari. Analizzando le loro ultime partite avevamo visto una squadra viva: il passaggio del turno in Coppa Italia, la buona prestazione di Salerno e altre gare importanti. Credo che abbiano tutte le carte in regola per raggiungere i loro obiettivi. Per quanto riguarda il mio ritorno qui, è stato inevitabilmente emozionante. Ho vissuto due esperienze molto importanti in questa città. La prima mi ha segnato profondamente, perché giocare in C1 da giovane non era semplice. La seconda è arrivata in Serie B. Ricordo benissimo il calore della tifoseria e lo stadio sempre pieno. Anche oggi la curva non mi ha sorpreso: è rimasta vicina alla squadra fino alla fine e ho apprezzato molto gli applausi rivolti ai giocatori nonostante la sconfitta. Questo dimostra che è un pubblico competente, che sa riconoscere l'impegno di chi onora la maglia. Per questo faccio un grande in bocca al lupo al Savoia e a tutto il suo ambiente».
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