Il fatto della settimana - Rivoluzione dietro la scrivania: Gubbio e Barletta ridisegnano il futuro fuori dal campo
La Serie C non cambia soltanto allenatori. Anche le scrivanie iniziano a muoversi, con decisioni che possono incidere sulla programmazione sportiva e sulle strategie in vista del mercato di gennaio. La settimana che va terminando ha offerto due esempi significativi, quelli di Gubbio e Barletta, accomunati dalla separazione con i rispettivi direttori sportivi, ma protagonisti di percorsi differenti.
Nel giro di pochi giorni, le due società hanno ridisegnato le proprie aree tecniche, riportando l'attenzione su una figura spesso meno esposta mediaticamente rispetto agli allenatori, ma centrale nella costruzione delle squadre e nella gestione delle ambizioni societarie.
Gubbio, si chiude l'esperienza di Mauro Leo: ora serve un nuovo progetto
Il primo movimento è arrivato dall'Umbria. Il 2 novembre, il Gubbio ha ufficializzato la risoluzione consensuale del rapporto professionale con il direttore sportivo Mauro Leo. Nel comunicato, la società ha parlato di una decisione maturata in un clima di reciproca stima e rispetto, con la volontà condivisa di intraprendere percorsi differenti.
Una separazione arrivata in un momento particolarmente delicato per la formazione rossoblù. Dopo 13 giornate, il Gubbio occupa infatti il penultimo posto nel Girone B con 8 punti, una situazione che rende urgente individuare una strada per rilanciare la stagione.
Il presidente Sauro Notari, intervenuto il giorno successivo alla notizia della separazione, ha voluto fare chiarezza sulle indiscrezioni relative al possibile successore di Leo: «A oggi non ho ancora parlato con nessun nuovo potenziale direttore sportivo del Gubbio». Il numero uno rossoblù ha aggiunto di cercare un dirigente capace di «mettere benzina nel motore e innescare la scintilla».
Parole che restituiscono il peso della scelta: non si tratta soltanto di riempire una casella rimasta vacante, ma di individuare una figura in grado di accompagnare il club nella delicata fase della stagione e nelle successive valutazioni sul mercato.
Barletta, un'altra separazione e l'arrivo di Domenico Fracchiolla
Quasi contemporaneamente si è mosso il Barletta. Anche in questo caso la data da segnare è quella del 2 novembre, quando la società pugliese ha comunicato la risoluzione consensuale con Luigi Volume, arrivato soltanto poche settimane prima.
Il club ha indicato motivi di carattere personale alla base della decisione, annunciando che avrebbe comunicato successivamente il nome del nuovo responsabile dell'area sportiva.
Un'avventura particolarmente breve: Volume era stato annunciato il 6 ottobre, dopo la conclusione del rapporto con il consulente di mercato Vincenzo De Santis.
La risposta del Barletta non si è fatta attendere. Il 5 novembre è arrivata l'ufficialità dell'ingaggio di Domenico Fracchiolla, dirigente barese classe 1984, con esperienze in Serie B e Serie C tra Virtus Francavilla, Lecco, Giugliano e Reggiana.
Nel corso della presentazione, il nuovo direttore sportivo ha indicato con chiarezza le priorità: «Oggi l'obiettivo è chiaramente la salvezza e rimanere in categoria, poi bisognerà costruire un percorso importante». Fracchiolla ha anche evidenziato una possibile lacuna nella composizione della rosa, individuando nei giocatori di 23-24 anni una fascia anagrafica da rinforzare per creare un collegamento tra gli elementi più esperti e i giovanissimi.
Una ripartenza che guarda dunque sia all'immediato, con la necessità di conquistare la salvezza, sia a una prospettiva più ampia.
Due casi diversi, una settimana di cambiamenti
Le vicende di Gubbio e Barletta non raccontano necessariamente una tendenza generalizzata e sarebbe prematuro parlare di una rivoluzione delle direzioni sportive in Serie C. Sono però due episodi ravvicinati che riportano al centro il ruolo dei direttori sportivi, soprattutto in una fase della stagione in cui le società iniziano a ragionare anche sulle prossime operazioni di mercato.
A Gubbio la ricerca del successore di Mauro Leo rappresenta un passaggio ancora da completare. A Barletta, invece, la scelta è già stata compiuta con l'arrivo di Fracchiolla.
Due scrivanie cambiate, due situazioni differenti e un denominatore comune: anche in Serie C la programmazione passa dalle decisioni prese fuori dal campo.
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