Roselli: "Il Potenza è un gioiellino. Spezia sta dimostrando strapotere incredibile"
Giorgio Roselli
In Serie C stiamo assistendo a numerosi cambi di panchina già nelle prime settimane di campionato. Le società hanno perso la pazienza oppure sono gli allenatori a pagare troppo spesso responsabilità che andrebbero condivise con dirigenza e calciatori?
"Sinceramente penso che troppe volte le scelte iniziali siano poco ponderate, un po' per poca conoscenza e un po' per provare a limitare i costi, senza tener conto di quanto sia importante la figura dell'allenatore in un club. Dico questo proprio perché, e qui rispondo alla tua domanda, è giusto che il primo a pagare sia l'allenatore, perché le cose sono due: o non credeva nel 'progetto', parola ormai abusata da tutti, oppure non è riuscito a far rendere al meglio i suoi calciatori".
In questo weekend si aspettava questi esoneri, oltre a quello arrivato la scorsa settimana ad Altamura?
"Rientra nel discorso che facevo prima. Quando le cose non funzionano, la prima figura che finisce sotto esame è sempre quella dell'allenatore".
Numerose critiche verso Serse Cosmi a Salerno. I tifosi si aspettano altro.
"Grande Serse. Anche un allenatore del suo livello ha problemi a Salerno perché stiamo parlando di una piazza che potenzialmente non dovrebbe mai stare sotto la Serie B. Dunque, tutte le volte che questo avviene e la squadra non è prima in classifica, l'allenatore di turno dovrà convivere con questo tipo di pressioni. Ma, almeno per quanto mi riguarda, è il bello di questo mestiere".
Nel Girone B, invece, Antonio Buscè si giocava la permanenza sulla panchina del Pescara contro l'Ostiamare. Quanto può incidere questa pressione sul lavoro quotidiano di un tecnico e sulla serenità dello spogliatoio?
"Ritorno al discorso di prima. Io ho giocato tre anni a Pescara in Serie B e so quanto siano attaccati ai propri colori. La risposta è la stessa: se vuoi fare l'allenatore e arrivare ad alti livelli, prima o poi devi saper gestire certe pressioni e anche qualcos'altro".
Mister, uno dei temi principali del weekend riguarda l'esonero di Raffaele Di Napoli dalla panchina del Giugliano, arrivato prima della sfida contro il Foggia. Come giudica questa decisione e quanto è difficile per un allenatore lavorare con una pressione costante sui risultati?
"Sull'esonero di Di Napoli non ho nessuna conoscenza in proposito, dunque lascio parlare chi sa".
Mister Roselli, partiamo da un'analisi generale della decima giornata di Serie C. Quali risultati l'hanno maggiormente sorpresa e quali squadre stanno dimostrando di avere qualcosa in più rispetto alle altre?
"Per quanto riguarda i risultati della decima giornata, nel Girone A ci sono ancora parecchie partite da giocare, dunque aspetterei. Nel Girone B mi hanno sorpreso in negativo le sconfitte casalinghe del Gubbio e soprattutto la pesante sconfitta del Campobasso contro il Perugia. Nel Girone C, invece, la pesante sconfitta del Casarano a Cava e i due pareggi interni di Bari e Salernitana. Fino a questo momento le squadre che hanno dimostrato di avere qualcosa in più sono sicuramente il Potenza nel Girone C, lo strapotere totale dello Spezia nel Girone B e la lunghissima lotta che vedrà impegnate Cittadella e Brescia nel Girone A".
Il Girone B regala un pirotecnico 4-4 tra Livorno e Grosseto. Che lettura dà di una partita così ricca di gol e cosa racconta questo risultato sul livello del campionato?
"Tenuto conto che parliamo di piazze, calciatori e allenatori di assoluto livello per la categoria, non do una lettura limitata solo a questa partita, perché tutte le settimane assistiamo a gare con sei, sette o otto gol. Per chi conosce un po' il calcio questo è il vero dramma del momento italiano. Il calcio è lo sport più bello e seguito del mondo perché il risultato è dato da numeri bassissimi: 1-0, 1-1, 2-1 e così via, a meno che non giochino Barcellona, PSG, Bayern o Manchester City. Dunque, se in una partita di Serie C ci sono tanti gol, per almeno il settanta per cento si tratta di gravi errori. Prendere il 4-4 o, come in Vado-Samb, il 2-2 al 95' in contropiede, deve far riflettere sulle letture di gioco di questi ragazzi".
Il Perugia conquista una vittoria pesantissima per 5-1 sul campo del Campobasso. Può rappresentare la svolta della stagione degli umbri?
"Il Perugia ha iniziato in ritardo per il cambio di proprietà, ma Alessandro Gaucci con Novellino al suo fianco in poco tempo riporteranno la squadra dove merita".
Il Potenza continua a correre e supera anche il Catania per 2-1. Qual è il segreto della formazione di Tisci e quanto può essere concreta la candidatura alla promozione diretta?
"Bravissimo Tisci e bravissima la società Potenza. Hanno costruito un piccolo gioiello ed è un piacere vederli giocare. Non so se arriveranno primi alla fine, perché in quel girone ci sono fior di società che ambiscono a vincere, ma al momento sembra che stiano sbaragliando la concorrenza a suon di prestazioni e vittorie".
Lei conosce molto bene anche la piazza di Cosenza. Qual è il suo giudizio sul percorso dei rossoblù e quali aspetti devono migliorare per essere protagonisti?
"Sono stato tre anni a Cosenza da allenatore ed è stato un enorme piacere per me. È un ambiente sempre in fibrillazione, come piace a me. Ora, però, credo che si sia creata una spaccatura talmente grande tra proprietà e tifoseria da essere impossibile da guarire. Auguro quindi ai rossoblù la salvezza e, subito dopo, un cambio di proprietà che farebbe bene a tutti. La gente non vuole più il presidente e penso che anche il presidente sia stanco di questa situazione".
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