Trapani, Volume: "Chiediamo scusa alla città, che errore affidarsi a certe persone"
Prima della sfida contro il Siracusa, in conferenza stampa ha parlato così il direttore sportivo del Trapani Luigi Volume: "Voglio porgere le scuse alla città, è importante chiedere scusa e all'intera tifoseria. Pensiamo come società di aver fatto questo errore di affidarci a queste persone riguardo gli aspetti tributari, in questo momento ci condannano alla retrocessione. L'errore di affidarsi a queste persone è stato fatto, ci prendiamo le responsabilità. Una cosa non me la può controbattere nessuno, per me l'unica maniera per ricucire tutto è lavorare. Siamo consapevoli di aver sbagliato qualcosa, ho avuto paura dell'esclusione e sono andato via e la società ha sbagliato ad affidarsi a certe gente che ha fatto questo disastro. Ripartiamo per fare in modo che Trapani apprezzi la nostra voglia di rifarci. Antonini lavora con gli avvocati, investire ancora su giuristi per provare fino all'8 per riavere sti punti vuol dire applicarsi".
"Io sono stato nella parte della cessione dei calciatori, non in quella degli acquisti perché sono andato via. Noi non abbiamo ceduto nessuno, il Trapani ha incassato zero. Sono giocatori che sono voluti andare via, avevano sul contratto la maggior parte di loro il premio playoff e promozione. Avendo capito che avevamo questo problema, questa gente ha deciso di andare via. Uno degli scontri più accesi l'ho avuto con Kirwan, l'ho pregato in ginocchio di rimanere. Nessuno ha mandato via nessuno, sono voluti andare via autonomamente. Non ho operato nel mercato in entrata. Il presidente si è ritrovato solo, i giocatori non volevano venire per la paura dell'esclusione e ha fatto un mercato di gente che voleva avere una rivalsa. Noi, con tutto il rispetto, abbiamo Matos che non viene dal Poggibonsi ma viene da A e B ma non si è espresso per come ci aspettavamo".
"Non andiamo in Serie D a fare la comparsa, abbiamo avuto riunioni con il presidente che vuole subito tornare tra i professionisti. Essere sostenibili non vuol dire non essere ambiziosi e vincere. Avere giovani auto prodotti, non regalare più tutti quei soldi regalati ai procuratori. Un calcio sostenibile è andare sui campi a studiare".
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