Intervista TC

Trento, Tabbiani: "Sono un sognatore, vi spiego dove si costruiscono i traguardi importanti"

Trento, Tabbiani: "Sono un sognatore, vi spiego dove si costruiscono i traguardi importanti"TMW/TuttoC.com
Luca Tabbiani
Oggi alle 10:00Primo piano
di Raffaella Bon
Il tecnico gialloblù analizza lo straordinario avvio di stagione: "Siamo vicini al mio ideale di calcio per spirito e cultura del lavoro. Gli obiettivi? Fino a febbraio si pensa solo a pedalare".

Quarto in classifica con 17 punti, a sette lunghezze dalla vetta e con quattro vittorie conquistate, cinque pareggi e ancora imbattuto. Solo cinque reti subite, seconda miglior retroguardia dopo la capolista Cittadella, e dodici messe a segno: i numeri del Trento stanno evidenziando una storia molto importante per i gialloblù. Per questo i microfoni di TuttoC.com hanno intercettato il tecnico degli aquilotti, Luca Tabbiani.

Mister, il suo Trento è ancora imbattuto dopo nove giornate e occupa le zone alte della classifica. Che giudizio dà a questo avvio di stagione e quanto è soddisfatto del percorso intrapreso?

«Siamo sicuramente contenti di questo avvio di stagione. Un quarto di campionato è ormai alle spalle e, per il momento, il bilancio di quello che stiamo facendo è positivo. Non aver mai perso è un dato molto significativo, perché rispecchia la solidità di questo gruppo e l'attenzione costante che i ragazzi hanno messo in ogni singola partita. Si può sempre fare meglio o peggio, ma ciò che conta è che l'atteggiamento è sempre stato quello giusto».

La vittoria contro la Folgore Caratese ha confermato la solidità della squadra. Qual è l'aspetto che l'ha maggiormente soddisfatta e dove, invece, ritiene ci siano ancora margini di miglioramento?

«Per quanto riguarda l'ultima partita, sono soddisfatto soprattutto della reazione della squadra dopo i primi trenta minuti, nei quali non abbiamo fatto bene e siamo stati un po' passivi nella ricerca delle soluzioni. Di solito, quando si iniziano le gare in questo modo, si rischia anche di perderle; invece, dopo mezz'ora abbiamo trovato le giuste linee di passaggio e siamo riusciti a spingere fino a trovare il vantaggio. Nel complesso, anche analizzando le statistiche, abbiamo creato molto, ma in quella prima mezz'ora potevamo e dovevamo fare meglio. Ripeto, però, che la capacità di reagire è un aspetto positivo che va tenuto in considerazione e che rende merito ai ragazzi».

Il Trento sta dimostrando continuità sia nei risultati sia nelle prestazioni. Quanto conta aver costruito un gruppo capace di mantenere equilibrio anche nei momenti più complicati delle partite?

«L'equilibrio è fondamentale nel nostro lavoro, perché ogni settimana, ma anche ogni giorno, rappresenta un esame tra allenamenti e partite. Riuscire a mantenerlo durante una stagione, all'interno della singola gara e anche nel post-partita, è determinante. Ne parliamo spesso con i ragazzi: cerchiamo sempre di analizzare la nostra prestazione senza soffermarci troppo su ciò che ha fatto l'avversario, ma concentrandoci soprattutto su quello che siamo riusciti a fare noi nel corso della partita».

Guardando alla crescita della squadra, quanto è vicino questo Trento all'idea di calcio che lei vuole proporre?

«Mi ritengo fortunato per il percorso che sto vivendo a Trento. In queste stagioni ci sono stati tanti cambiamenti e anche quest'anno, tra infortuni e dinamiche di mercato, abbiamo modificato qualcosa. Tuttavia questa squadra è molto vicina a ciò che piace a me, sia come spirito sia come atteggiamento e cultura del lavoro. Ho giocatori come Fossati, Trainotti, Fiamozzi, Favalli, Benassai e Garetto che trasmettono questi valori al gruppo. Avere la possibilità di lavorare per più anni nella stessa società aiuta a far capire subito ai nuovi arrivati quali sono la nostra metodologia e le nostre priorità. Sono molto contento perché vedo una squadra che rispecchia ciò che mi piace. Naturalmente si cerca sempre di migliorare e di fare qualcosa in più, ma siamo a un buon livello. Quello che apprezzo maggiormente è la mentalità con cui affrontiamo le partite: va mantenuta, perché in questo sport basta poco per perdere determinate certezze».

La classifica inizia a delinearsi: ritiene che il Trento possa ambire a qualcosa di più rispetto agli obiettivi iniziali oppure preferisce continuare a ragionare partita dopo partita?

«In generale non amo fissare traguardi a lungo termine. Nelle prime giornate ci eravamo posti l'obiettivo di fare meglio della scorsa stagione e ci siamo riusciti. L'anno scorso avevamo chiuso il girone d'andata a 27 punti e ora puntiamo a superare quella quota. Gli obiettivi, però, si costruiscono strada facendo: se continueremo a tenere questo ritmo e a lavorare bene, tra febbraio e marzo potremo fissare traguardi importanti. Se invece dovessimo lasciare qualcosa per strada, ridimensioneremo le nostre ambizioni. Nel mio modo di intendere il campionato bisogna lavorare sodo fino a febbraio-marzo per capire dove si è arrivati e quali obiettivi si possono realisticamente raggiungere».

Passando al Girone A, che impressione si è fatto del livello complessivo del campionato? Lo considera più equilibrato rispetto alle stagioni precedenti?

«Il Girone A è storicamente un campionato molto equilibrato. Lo seguo da molti anni e ho avuto modo di vivere anche altre categorie. Tante squadre si trovano sullo stesso livello e questo crea un equilibrio che rende la stagione molto legata ai momenti. In questo contesto la continuità di rendimento e di risultati fa la differenza: riuscire a mettere insieme una serie positiva permette di prendere slancio, soprattutto in un girone dove non è semplice costruire lunghi filotti. È proprio questa continuità che consente di rimanere stabilmente nelle zone alte della classifica».

Quali sono, a suo giudizio, le squadre maggiormente attrezzate per contendersi la promozione diretta in Serie B?

«È normale che Brescia e Cittadella, secondo molti, abbiano qualcosa in più rispetto alle altre. Questo, però, non significa automaticamente che vinceranno il campionato. Sulla carta partono tra le favorite, ma ci sono tante squadre equilibrate che possono ambire alle posizioni immediatamente successive. Noi dobbiamo pensare a noi stessi e cercare di fare più punti possibile. Poi, alla fine del campionato, vedremo cosa saremo riusciti a costruire».

C'è una formazione che l'ha particolarmente sorpresa in questo avvio di stagione, per organizzazione, qualità del gioco o risultati ottenuti?

«Sicuramente Ospitaletto e Arzignano hanno disputato una prima parte di stagione di altissimo livello. L'Ospitaletto sta portando avanti un percorso iniziato già lo scorso anno e, personalmente, era una squadra che mi piaceva molto anche nella passata stagione per il modo di lavorare e per le idee del suo allenatore. Stanno dando continuità a quel progetto in maniera eccellente e la posizione che occupano in classifica è assolutamente meritata. Per il resto c'è grande equilibrio: capita di vedere una squadra al quarto posto e, a pochi punti di distanza, altre quattro formazioni. Per questo la costanza di rendimento e di risultati diventa determinante nel lungo periodo».

Guardando ai prossimi mesi, quale messaggio vuole trasmettere ai suoi giocatori e ai tifosi del Trento?

«I tifosi sono cresciuti in maniera esponenziale in questi tre anni. Oggi allo stadio c'è una bella affluenza e si respira un'atmosfera molto positiva. I ragazzi stanno pian piano riempiendo la curva e anche in tribuna si percepisce grande passione. Si è creato un bell'ambiente e i risultati ottenuti dalla squadra hanno sicuramente contribuito. Il messaggio è quello di continuare su questa strada: noi con le prestazioni e i risultati, loro con il sostegno e la presenza allo stadio. Insieme possiamo alimentare sempre di più l'entusiasmo e creare un ambiente capace di dare ai ragazzi qualcosa in più».

Dove potrà arrivare questa squadra continuando su questa strada?

«Io sono un sognatore e chiedo ai miei ragazzi di sognare, perché bisogna sempre ambire al massimo. Dire oggi dove potremo arrivare rischia di essere limitante oppure, al contrario, di fissare un obiettivo troppo elevato. Sarei contento se i miei ragazzi continuassero ad allenarsi, a stare insieme e a giocare come stanno facendo, mantenendo la stessa passione e la stessa intensità durante gli allenamenti, oltre alla stessa energia che mettono nelle partite. Se riusciremo a fare tutto questo, penso che potremo toglierci qualche bella soddisfazione. Abbiamo sicuramente l'obiettivo di migliorare quanto fatto nella scorsa stagione e di fare meglio nei playoff, perché negli ultimi due anni ci è sempre mancato qualcosa proprio in quel momento. Gli obiettivi sono ambiziosi, ma vedremo se saremo abbastanza bravi da giocarceli fino in fondo».