2^ Divisione, il "Città di Meda" incorona il Forlì
E due. Dopo il Savona in cima alla classifica dopo la terza giornata il tribunale sportivo del "Città di Meda" nomina un'altra regina di questo torneo ancora per molti aspetti indecifrabile. Ed è una pronuncia in pompa magna, con uno 0 a 4 che regala al Forlì la vetta e la consapevolezza di poter sgranare il gruppo delle migliori in questa prima fase di stagione. Non è ancora una sentenza definitiva, ma più che il tabellino in sè è il modo con il quale il Renate è stato condannato a destare impressione: ripartenze ficcanti, tre tocchi e tiri mortiferi fanno degli uomini di Bardi una squadra cinica e determinata nel raccogliere il massimo con poco. Insomma, un atteggiamento più da corazzata che da matricola.
I romagnoli giungono in Brianza sotto un cielo plumbeo e senza lo squalificato Orlando, sostituito da un riadattato Sabato. Nulla da fare per Martini che va a far compagnia ad Arrigoni nella lista degli indisponibili. Renate nella formazione-tipo, con la (piacevole) novità di Bergamini in panchina pronto ormai al rientro dopo l'infortunio nel primo giorno di ritiro estivo.
C'è da riscattare l'inopinata sconfitta esterna in Valle d'Aosta e le pantere nelle prime battute rispondono all'appello. Le prime ad alzare la zampa sono le solite, ossia quelle con gli artigli più graffianti: al 14' Cavalli impegna l'esperto Ginestra, tre minuti più tardi è il sempre positivo Zanetti a provare dalla destra mentre al 23' si fa vedere il suo gemello Brighenti con un insidioso tiro dalla destra. E' proprio in questa fase che -come recita il codice del calcio, quanto mai tranchant proprio perchè non-scritto- nascono i rimpianti nerazzurri: tante conclusioni e una quantità industriale di calci dalla bandierina buoni solo per far ripartire a razzo i veloci avanti romagnoli. A onor del vero va detto che, almeno per la prima mezz'ora, il Top del Forlì è stato senza dubbio proprio l'estremo difensore Paolo Ginestra che snocciola il suo CV (che comprende piazze come Parma, Terni e Foggia) attraverso respinte di ottima fattura, come quella di piede al 27' su incursione di Brighenti. Da qui in poi è il Forlì che indossa il grembiule e offre sul tavolo una cicuta nociva per gli uomini di Sala. L'uno-due biancorosso (oggi in maglia verde) è mortifero prima con Melandri che al 28' triangola con Buonaventura -poco colpevole Morotti lasciato solo dai propri compagni nella circostanza- spiazzando Santurro e poi, due minuti dopo, con lo stesso numero 11 a cambiare di ruolo per il raddoppio di Petrascu. Le due lame nella carne ancora ferita dal rovescio valdostano non spezzano del tutto il gioco renatese, che da una parte presta sempre il fianco alle ripartenze dei galletti ma dall'altra crea una ghiotta occasione con Gualdi ben imbeccato da Malivojevic. Ma Natale è ancora lontano e Ginestra, deviando in angolo, non ha alcuna intenzione di fare regali.
Accorciare le distanze prima dell'intervallo avrebbe dato un corso diverso al secondo tempo, ma proprio la velocità del Forlì sconsiglia da subito un assalto all'arma bianca. Sala prova ad affidarsi sulla voglia di rilancio del redivivo Gaeta, ma l'attaccante di scuola Milan perde di fatto un altro, ennesimo treno per dimostrare di poter essere una valida spalla della coppia Brighenti-Zanetti: la spizzata di Brighenti al 61' poteva essere raccolta e finalizzata in altro modo piuttosto che sparare alto sopra la traversa: alla fine la prova della punta classe '92 non è peggiore a quelle incolori di tanti altri, ma da Marco ci si aspetterebbe (aspettava?) un seguito alle sei realizzazioni dello scorso anno. Così, con le pantere oggi alla deriva incontrollata, il Forlì infila un Santurro oggi incerto per altre due volte, grazie ancora a Melandri che capitalizza di testa l'ottimo lavoro di Buonaventura e al diagonale del neo-entrato Oggiano che premia nel migliore dei modi un cross al bacio di Evangelisti. Tanto, troppo tabellino per questo Renate-Forlì che deve annotare pure una traversa colta dall'ottimo Petrascu.
Il punteggio senza possibilità di invocare una Corte d'Appello dice tante cose, ma non si deve compiere l'errore di ingigantire oltremodo i romagnoli e di affossare definitivamente i brianzoli. Gli uomini di Bardi si sono questo pomeriggio travestiti da undici Re Mida, trasformando in oro ogni tiro, ogni palla vagante, ogni piccola crepa dei locali. Ad ogni modo il Forlì non è in vetta alla classifica per caso, ma per uno schema di gioco che lo impone basso ma pronto alla verticalizzazione più esasperata, quando necessario. Sette gol in due partite sono come la peperonata fresca di frigorifero tragugiata frettolosamente: difficile per il Renate digerire un'involuzione così repentina dopo un avvio brillante di stagione. Qualche seconda linea pronta a ribaltare le gerarchie e un modulo più adattabile agli avversari possono essere soluzioni interessanti e anzi auspicabili (come lo è senza dubbio il ritorno di Bergamini al centro della difesa), senza isterismi e con il proverbiale equilibrio che governa da sempre il pianeta nerazzurro.
RENATE-FORLI' 0-4
Renate (4-3-3): Santurro; Adobati (dal '58 Galli N.), Adorni (dal '87 Bergamini), Gavazzi, Morotti; Gualdi, Cavalli, Mantovani; Zanetti, Brighenti, Malivojevic (dal '50 Gaeta). A disp.: Galli R., Zita, Bergamini, Santonocito, Cioffi. All.: Sala
Forlì (3-4-3): Ginestra; Ingegneri, Vesi, Sabato; Scarponi, Sozzi, Evangelisti, Sampaolesi (dal '81 Mordini); Melandri, Buonaventura (dal '60 Ferri), Petrascu (dal '73 Oggiano). A disp.: Casadei, Bergamaschi, Renzi, Filippi. All.: Bardi
ARBITRO: Sig.ra Spinelli della sezione di Terni coadiuvata dai Sigg. Mosca e Croce (entrambi di Chivasso)
MARCATORI: 28' Melandri (F), 30' Petrascu (F), 56' Melandri (F), 89' Oggiano (F)
NOTE: cielo nuvoloso e temperatura fresca, terreno in discrete condizioni. Ammoniti: Vesi (F), Buonaventura (F), Gavazzi (R), Cavalli (R), Evangelisti (F). Angoli 9-6. Spettatori 250 circa.
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