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Allegretti: "Cittadella incognita ai playoff. Vittoria finale? Punterei sulle seconde"

Allegretti: "Cittadella incognita ai playoff. Vittoria finale? Punterei sulle seconde"TMW/TuttoC.com
Riccardo Allegretti
martedì 5 maggio 2026, 11:15Altre news
di Valeria Debbia

Riccardo Allegretti, storica bandiera della Triestina e oggi allenatore con esperienza anche in Serie D (con il Chievo), è intervenuto come ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio iL61.

Nel primo turno ci sono già state delle sorprese interessanti: il Trento è uscito di scena in casa contro la Giana, il Casarano (matricola terribile, oramai abbiamo usato talmente tante volte questo termine che ha stufato, è una signora squadra) ha fatto bottino pieno in casa del Monopoli eliminando il club biancoverde. Adesso entrano in scena squadre di un certo spessore: Lecco, Cosenza e Campobasso. Sono tutte squadre di tutto rispetto. Prima con Luca Esposito evidenziavamo come la sfida tra Casertana e Crotone sia sicuramente quella con maggiore appeal, però in generale anche gare che sulla carta possono sembrare meno interessanti, come Juventus Next Gen-Pianese o Campobasso-Pineto, sono partite tra squadre che hanno dimostrato di essere di alto livello.

"Assolutamente sì. C’è sempre l’incognita dei playoff. Tutti gli anni si fa fatica a fare i conti perché si arriva a fine stagione e bisogna vedere in che condizioni fisiche ci arriva ogni squadra, quanto hanno pesato le fatiche dell’ultimo periodo, quanti giocatori si hanno a disposizione o non sono al massimo della forma. È difficile estrapolare classifiche o prevedere cosa potrà succedere. È chiaro che col passare del tempo le squadre che hanno affrontato più partite arrivano alla fase finale con un carico diverso rispetto a quelle che hanno potuto, tra virgolette, riposare. Ma anche in quel caso non è detto. Sarà bello".

Sul piano delle motivazioni, mister, quanto può incidere? Mi viene in mente il Casarano, ma lo stesso vale per Pineto e Pianese: avere questa leggerezza di non dover dimostrare niente, nel senso che essere già ai playoff è un traguardo superiore all’obiettivo stagionale della salvezza. Quanto può incidere l’aspetto mentale in un momento dell’anno dove le gambe, giocoforza, non girano più come a ottobre, novembre o dicembre?

"Fondamentalmente penso che a livello mentale possa incidere soprattutto per le squadre che sono, tra virgolette, obbligate a provare a vincere. A differenza delle altre che magari hanno già raggiunto l’obiettivo dei playoff e passare il turno può rappresentare già qualcosa di inaspettato e quindi più leggero. Penso di sì. Le piazze importanti che puntavano all’inizio della stagione a provare a vincere il campionato è chiaro che, nel momento in cui arrivano ai playoff, come minimo si attendono di arrivare almeno alla fase finale. Quindi può, sempre tra virgolette, pesare mentalmente. Non più però di come ho detto prima della situazione fisica, che poi è una questione che si sente durante la gara".

Mister, secondo me in questo momento il più grosso punto interrogativo tra le squadre già entrate nei playoff è il Cittadella di Manuel Iori. È una squadra che quest’anno ha fatto vedere tutto e il contrario di tutto: un avvio terribile, una rimonta di altissimo livello (a dimostrazione che le qualità selezionate in estate e a gennaio dal dg Stefano Marchetti erano di livello), poi un nuovo calo. È passata solo grazie al miglior posizionamento in classifica contro l’Arzignano. Quale Cittadella secondo lei vedremo contro il Lumezzane, che invece è una squadra sempre in crescendo dopo l’avvio difficile della gestione Paci?

"Guarda, onestamente hai detto bene, è un po’ un’incognita. È una realtà che negli ultimi anni ha partecipato quasi sempre alla Serie B, però è una realtà che pianifica molto. Probabilmente se l’obiettivo era provare a vincere subito non è andato qualcosa secondo i piani. Però è anche vero che è una squadra costruita con elementi importanti, quindi può essere veramente la mina vagante di questi playoff. Anche se, come hai detto bene, nell’ultimo turno è passata per il rotto della cuffia. Adesso incontra il Lumezzane, che è una realtà difficile da affrontare perché è una squadra che corre e molto solida. Se dovessi pensare a un Cittadella che esce in questo momento, la vedo più complicata rispetto al contrario. Quindi secondo me il Cittadella è destinato ad arrivare probabilmente fino in fondo e poi giocarsela per la promozione".

Possiamo dire che le tre squadre arrivate al secondo posto nei tre gironi (Union Brescia, Ascoli e Catania) sono a tutti gli effetti le favorite? O c’è qualche altra squadra, come il Cittadella, che ha le carte in regola per dar fastidio?

"Sono le favorite perché hanno avuto un andamento nel campionato abbastanza costante. Nel girone B ci si aspettava quasi che l’Ascoli potesse vincere. Quindi sì, probabilmente sono loro le squadre sulle quali punterei per la vittoria finale. Però le mine vaganti ci sono sempre tutti gli anni, quindi è difficile all’inizio dire quale potrebbe essere. Secondo me, per esperienza, una di queste squadre che iniziano ad affrontare i playoff arriverà fino alla fine".

La porto un po’ fuori dall’universo della Serie C, ma neanche tanto, perché lei conosce bene anche il campionato di Serie D. Come sono le neopromosse che arriveranno nella stagione 2026/27? Mi riferisco a Barletta, Desenzano, Folgore Caratese, Grosseto, Ostiamare, Savoia, Scafatese, Treviso e Vado.

"Allora, innanzitutto ti dico la verità: l’unica realtà che all’inizio della stagione non ha proclamato la vittoria del campionato è probabilmente la Folgore Caratese nel girone B, nonostante abbia costruito una rosa importante per la categoria. Nel girone A il Vado era stato costruito per provare a vincere e poi ha vinto. Nel girone C il Treviso era già da un po’ di anni che ci provava (l’ultimo anno era arrivato secondo perdendo la finale playoff con l’Adriese). Nel girone D il Desenzano negli ultimi anni ha sempre costruito rose per provare a vincere e quest’anno l’ha fatto meritatamente. Gli altri gironi li conosco meno, a parte il Barletta che ho seguito in maniera particolare. Tutte quante sono realtà solide dal punto di vista societario, non si trovano per caso ad aver vinto. Secondo me saranno anche abili a pianificare quello che è un campionato diverso come quello della Lega Pro. Non diversissimo dal punto di vista tecnico (nel senso che parecchi interpreti scesi di categoria per fare la D o pronti per la Serie C non dovrebbero essere smantellati), però ci sono dirigenti abili. Alcune squadre hanno già confermato l’allenatore, quindi si stanno già muovendo".