Brosco: "Il Pescara non meritava di retrocedere. Insigne e il rigore di Padova? Un grosso malinteso"

Brosco: "Il Pescara non meritava di retrocedere. Insigne e il rigore di Padova? Un grosso malinteso"TMW/TuttoC.com
Oggi alle 15:45Altre news
di Laerte Salvini

Come riporta il Messaggero nell'edizione abruzzese, Riccardo Brosco, ex capitano del Pescara passato al Foggia a gennaio, non nasconde il dispiacere per la retrocessione del Delfino: "Conosco bene i ragazzi, ce l'hanno messa tutta, il Pescara non meritava di retrocedere". Per il difensore romano classe 1989, Pescara è la seconda casa: 159 presenze in maglia biancazzurra, due promozioni conquistate, in Serie A nel 2012 con Zeman e in B l'anno scorso. "Mi è dispiaciuto tanto, volevo finire la carriera in maglia biancazzurra, ma alcune dinamiche calcistiche me lo hanno impedito. Resto legatissimo alla piazza: mio figlio va a scuola a Pescara, è la città in cui abbiamo scelto di vivere". Sull'andamento della stagione il giudizio è netto: "Nel girone di andata abbiamo lasciato per strada punti preziosi a causa della sfortuna e di alcune decisioni arbitrali. A gennaio la rosa è stata rinforzata e purtroppo in tante partite sono arrivati risultati ingiusti. In ogni caso, ripeto, il Pescara avrebbe meritato la salvezza". Elogi sinceri anche per il tecnico Gorgone: "Ha tenuto il gruppo unito in un periodo complicato, ci ha creduto fin dal primo giorno".

Sul caso del rigore di Padova e su Lorenzo Insigne, Brosco chiede comprensione: "Capisco la delusione, però a mio avviso si è creato un grosso malinteso. Insigne aveva dolore al ginocchio e ha preferito lasciare l'incarico a un compagno, invece i tifosi lo hanno interpretato come un rifiuto. Erano momenti concitati, c'era confusione. Ho letto che, se potesse tornare indietro, Lorenzo lo tirerebbe anche con una gamba sola". Il loro fu un incontro fugace: "Ci siamo abbracciati, 14 anni fa eravamo ragazzini, è stato bello rivedersi. Oltre a essere un fenomeno in campo, Lorenzo è un bravo ragazzo". Sfortunata anche l'avventura al Foggia: un gol al debutto, poi uno stiramento, la perdita di Petermann per rottura del legamento crociato e i cambi in panchina e in dirigenza a condizionare il cammino. Con la retrocessione in Serie D Brosco è rimasto svincolato nonostante avesse altri due anni di contratto. A 35 anni, oltre 500 presenze tra i professionisti di cui 369 in Serie B, non vuole fermarsi: "Vorrei giocare per almeno altri due anni". Il futuro resta aperto: "Ho ricevuto qualche offerta che valuterò insieme alla famiglia".