Carrarese in finale Playoff, Gigi Buffon: "Che forza questi tifosi"
Un tranquillo week-end di paura. Si potrebbe sintetizzare così, col titolo del celebre film degli anni '70, questa due giorni della Carrarese appena andata in archivio. Sabato, proprio alla vigilia della gara fin qui più importante dell'anno, le assenze confermate di Vannucci, Orlandi e Cori. Squadra in emergenza in ogni reparto e mister Monaco costretto a rivoluzionare la difesa. Ancora peggio la domenica, quando, contro il San Marino è andato in scena uno psicodramma collettivo. A un certo punto la Carrarese si è ritrovata con un piede e mezzo fuori dai playoff. Il raddoppio titano firmato da Gasparello sembrava condannare gli azzurri, quest'anno mai così tanto in difficoltà. Poi la spinta del pubblico e il gol-qualificazione di Merini hanno ribaltato la situazione. Incubo finito? Neanche per sogno perché a complicare ulteriormente il cammino della Carrarese ci si è messa anche l'espulsione, a nostro avviso ingiusta, di Gaeta. Ridotti in dieci, Anzalone e compagni hanno stretto i denti e al triplice fischio lo stadio dei Marmi ha potuto finalmente lanciare al cielo il suo grido di gioia.
Ecco le parole dei protagonisti che hanno accompagnato fuori e dentro il campo questa giornata indimenticabile per tutti i tifosi apuani. Si parte con le dichiarazioni a caldo di Gigi Buffon, uno dei super sponsor di questa Carrarese, che ha seguito con trepidazione le gesta della sua squadra del cuore da una zona defilata dello stadio, lontano dalla bolgia della tribuna: "Il sostegno dato alla squadra è in assoluto la cosa più bella della giornata". Ha detto il portierone di Juve e Nazionale a Il Tirreno. "Penso sia stata la nostra vera forza che ci ha permesso di far gol. In un momento di grande difficoltà (sullo 0-2 per il San Marino ndc) se il pubblico ci avesse abbandonato, sarebbe stata molto più dura. Da questa partita c'è da prendere il buono. Nella sofferenza la squadra ha trovato la forza di far gol. Con quel gol sul finale la qualificazione, che sembrava scontata, ci ha dato ancora più gioia, perché, non è retorica, nel calcio non c'è nulla di scontato Se sarò in tribuna a Prato fra sete giorni? Domenica sarei in Nazionale, per cui sono a Coverciano. Non sia mai che il mister mi dia due ore libere...". Buffon si esprime anche sulla situazione societaria della Carrarese: "A giorni, ritengo, verranno date delucidazioni importanti per come si porterà avanti questo tipo di progetto. La nostra posizione sarebbe di entrare a pieno titolo nella Carrarese e probabilmente accadrà".
Il primo a presentarsi in sala stampa è Maurizio Lucarelli, padre di Cristiano che a giorni assieme a Buffon e Alexis Tomasos dovrebbe prendere parte delle quote della Carrarese Calcio. "Faccio fatica a parlare – dichiara un Lucarelli senior quasi sotto shock - Sono bloccato, perché ho avuto paura veramente. Ho visto troppe cose che non andavano. Queste sono partite troppo sofferte, impossibile reggere. Era da tanti anni che non soffrivo così. Forse nemmeno quando mio figlio Cristiano ha segnato a San Siro ho provato un qualcosa di simile. Non è stata una paura di sostanza: oggi è stata proprio paura e basta". Per fortuna a salvare la situazione è arrivato il gol di Merini. "A Merini gli andrebbe fatto un monumento. Oggi ha vinto soprattutto il pubblico di Carrara e ci auguriamo di ritrovare anche in finale un tifo così incessante. Nei momenti più difficili l'incitamento della gente ha dato coraggio a tutti, altrimenti sarebbe stata veramente dura. L'assetto della difesa? Su questi argomenti non voglio entrarci. Il signor Monaco è un grande allenatore. Lui prospetta sempre le scelte e se ha deciso così avrà sicuramente avuto i suoi buoni motivi".
Anche il presidente della Carrarese Fabio Oppicelli è stremato: "L'importante è stato arrivare in finale, ma che sofferenza. I ragazzi sono stati straordinari pure in questa occasione. Ci hanno creduto fino alla fine e non hanno mai mollato. Merini poi ha realizzato un gol straordinario che ha fatto venir giù lo stadio. Ora si va a Prato. Non dobbiamo avere paura di nessuno. Rispettiamo il Prato, perché è una squadra forte e organizzata in tutti i reparti e ci ha battuto in campionato all'andata. Però siamo consci delle nostre forze e vogliamo arrivare a questo traguardo. Vogliamo farcela".
Ecco Alberto Ricciardi patron della Fermet Group, sponsor ufficiale della Carrarese, anche lui estremamente provato da questi novanta minuti di fuoco: "E' stata una sofferenza immane. Dopo un campionato super questi giocatori non si meritavano di uscire proprio adesso. Sarebbe stato un dispiacere perdere in questa maniera. Comunque alla fine è andata bene. La prossima volta contro il Prato spero di soffrire meno. Purtroppo i playoff sono una roulette. Ormai siamo in fondo, è caldo, sulle gambe c'è la fatica di un anno. Ripeto è andata bene. Il San Marino ha giocato bene. Il loro primo gol ci ha raggelato. Il secondo poi è stato traumatico. Meno male che è arrivato subito il nostro gol. Sull'arbitro avrei qualcosa da dire. Non trovo assolutamente corretta l'espulsione di Gaeta".
Anche mister Francesco Monaco si presenta in sala visibilmente provato: "Abbiamo fatto una buona prestazione, però dobbiamo ringraziare tanto il pubblico e anche Merini che ha trovato questo gol importantissimo, vitale per noi, in un momento davvero delicato. L'avevo detto che sarebbe stata una partita difficile, ma non pensavo che avremmo dovuto soffrire in questa maniera. Per fortuna ce l'abbiamo fatta. Adesso pensiamo a recuperare le forze e andiamo a giocarci la finale contro il Prato, sperando di recuperare un po' di acciaccati". Una gara condizionata dagli infortuni. La Carrarese ha dovuto rinunciare a Vannucci, Orlandi e Cori. La difesa è stata stravolta e forse anche con questo si spiegano i due gol del San Marino. Mariotti è stato dirottato a destra e Benassi dal centro ha giocato come terzino destro con Trocar in mezzo al fianco di Anzalone. "Non c'erano altri uomini – spiega il tecnico - sia Duravia che Buono sono rientrati da tre mesi di stop e in settimana avevano fatto solo la partitella. Avevo chiesto a Benassi e Mariotti se se la sentivano di sacrificarsi in un momento di difficoltà. Bisogna ringraziare questi ragazzi che, pur fuori ruolo, sono riusciti a dare un grande contributo, a dimostrazione che sono importanti gli uomini, non il modulo".
Il più felice di tutti è Matteo Merini. L'uomo che con i suoi due gol tra andata e ritorno ha trascinato in finale la Carrarese: "Sono felicissimo. Quasi piangevo dalla gioia quando sono corso ad abbracciare la Curva Nord, perché i nostri tifosi sono stati grandissimi. Ci hanno sostenuto dall'inizio alla fine e quando eravamo sotto di due gol hanno continuato a cantare in maniera incessante dandoci la spinta. Abbiamo sofferto, è vero, nel primo tempo abbiamo avuto le nostre occasioni da gol, poi nella seconda frazione, dopo il loro primo gol, è subentrato la paura, ma è andata bene. Il gol? Ho visto il lancio, ho controllato a seguire e ho incrociato sul palo lontano. E' stata un'emozione incredibile correre sotto la curva. Questo gol lo dedico ancora una volta alla mia famiglia e alla mia ragazza".
Ancora playoff stregati per Antonio Gaeta, andato a vuoto sette gironi fa e questa volta addirittura espulso. Contro il Prato domenica prossima Antonio non ci sarà e questa è sicuramente un'altra brutta tegola per mister Monaco. "E' stata una partita soffertissima». Ha commentato in sala stampa un Antonio Gaeta scuro in volto. «Siamo andati sotto di due gol. E' stata molto dura. Siamo stati bravi a reagire subito col gol di Merini. Per quanto riguarda la mia espulsione, io non so più che pensare. E' il terzo anno di fila che mi fanno una cosa del genere. Il primo giallo è arrivato per un fallo che ho subito a metà campo, ma l'arbitro mi ha ammonito per simulazione. Il secondo non mi sono nemmeno mosso dalla barriera, mi sono solo girato di schiena, ma l'arbitro ha detto che sono andato verso la palla, che ero uscito dalla barriera. In quel momento ho subito pensato ad uscire senza lamentarmi troppo per non fare la fine dell'anno scorso. Sono stato bravo a mantenere la calma. La brutta esperienza dell'anno scorso se non altro mi ha insegnato qualcosa. Adesso c'è il Prato. Sarà una finale che giocheremo fino alla fine". Come ti spieghi – chiediamo - tutta questa sofferenza? "Quando non hai niente da perdere è tutto più facile. L'anno scorso (col Legnano ndc) a La Spezia ci siamo presentati senza pressioni e avevamo giocato bene. E' mentalmente più facile. Noi siamo stati bravi a tenere il risultato invariato per tutto il primo tempo. Poi nella ripresa abbiamo subito il primo gol e lì è subentrata un po' di paura. Poi è arrivato il loro secondo gol. A quel punto siamo stati bravi a reagire subito". Anche Antonio ringrazia lo splendido pubblico che ha riempito gli spalti dello stadio dei Marmi: "Oggi i nostri tifosi ci hanno dato una spinta fondamentale, anche sul 2-0 ci hanno incoraggiati. Al raddoppio del San Marino si sono subito rimessi a cantare, dandoci un sostegno grandissimo. Alla fine li abbiamo accontentati e siamo tutti molto contenti. Volevo anche ringraziare quei tifosi che in settimana hanno fatto delle maglie personalizzate col mio nome dietro la schiena. Li ringrazio di cuore perché per me questi gesti valgono molto più di tante parole. Purtroppo oggi non sono riuscito a fare la mitraglia, spero di farla nella finale di ritorno di nuovo qui a Carrara".
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