Grazie Gazzi, il Bari è affetto da "Barisite": una diagnosi surreale, drammatica e assurda

Grazie Gazzi, il Bari è affetto da "Barisite": una diagnosi surreale, drammatica e assurda

Nella sua autobiografia dal titolo "Un lavoro da mediano. Ansia, sudore e Serie A" (leggetela, ne vale la pena), Alessandro Gazzi, ex mediano fra le altre di Torino e Bari, nel narrare i suoi trascorsi in Puglia, ricorda un compagno disperato e stressato che vorrebbe mollare tutto, con i biancorossi a rischio retrocessione dalla B alla C (corsi e ricorsi storici…). Quello stato d’animo Gazzi e il resto dello spogliatoio di quel Bari di vent’anni fa lo chiamano, scherzosamente, la “Barisite”. Ovvero, citando l’ottimo testo, “il disagio, la ‘depressione’ che si attacca a un giocatore che vive un momento negativo, duro, e che si ritrova nello spogliatoio a guardare nel vuoto. E in questo momento la Barisite ha contagiato diversi elementi… Aumenta lo stress, nella sua forma ciclica settimanale che tende progressivamente verso i suoi picchi all’avvicinarsi della partita”.

E continua, con una descrizione che sa di attualità, altro che di inizi 2000: “I tifosi sono sono in continuo fermento, il presidente è perennemente preso di mira, noi ormai ci abbiamo fatto l’abitudine”. Il tutto in un periodo descritto come "surreale, tra dramma e humor dell'assurdo". E cosa c'è più più surreale, drammatico e assurdo di un Bari, appena retrocesso dopo esser stato, tre anni fa, a un minuto dalla promozione in Serie A, che rischia di dover giocare ad Altamura per un litigio tra società e Comune, retto da un Sindaco che si chiama, tanto per rendere ancora più paradossale il tutto, Leccese?

Chi vi scrive ringrazia Gazzi per l'interessante lettura, per la descrizione della "Barisite" che continua a circolare vigorosamente nella città adriatica dentro e fuori dal campo e anche per avergli scritto, di fatto, quest'editoriale. Perché narrare le vicende del Bari di vent'anni fa e quelle odierne è, più o meno, la stessa cosa. Con l'ultima fiammella di speranza, poco sportiva, bisogna dirlo, che si regge sulla sempre meno possibile esclusione della Juve Stabia. Che consentirebbe il ripescaggio dei pugliesi, esattamente come avvenuto nell'ultima retrocessione sul campo dalla B alla C, 22 anni fa...