Union Brescia-Ascoli, la finale che arriva quando il calcio sembra finito: due seconde che hanno giocato (quasi) da prime

Union Brescia-Ascoli, la finale che arriva quando il calcio sembra finito: due seconde che hanno giocato (quasi) da primeTMW/TuttoC.com
Oggi alle 00:00Il Punto
di Valeria Debbia

In un’estate calcistica che ha già spento i riflettori visto che i verdetti delle categorie maggiori sono già arrivati tutti (l'ultimo venerdì 29 maggio con il Monza in promosso in Serie A), è il momento di puntarli sulla Serie C. Con la stagione regolare archiviata, la Poule Scudetto di Serie D ancora in corso ma lontana dal clamore, le società che programmano, le panchine che trovano padrone, un mercato che muove i primi, timidi passi, l’attenzione di tutti si concentra su un unico appuntamento: la finale playoff Union Brescia-Ascoli. Andata questa sera, martedì 2 giugno ore 21:15 al Rigamonti, ritorno domenica 7 giugno ore 18:00 al Del Duca. In palio l’ultimo biglietto per la Serie B.

È una finale tra seconde classificate (Girone A e Girone B), una rarità recente (come già ricordava domenica il nostro Giuseppe Lenoci) che ci dice molto sul merito e sulla formula. L’ultima volta che una seconda è salita tramite playoff era il 2021 con l’Alessandria. Domani sera due piazze storiche, due progetti diversi ma entrambi ambiziosi, si giocano l’ultimo biglietto per la Serie B dopo le promozioni dirette di Vicenza, Arezzo e Benevento.

Union Brescia: la rinascita della Leonessa

L’Union Brescia non è una squadra qualunque. È la risposta concreta di una città al vuoto lasciato dal crollo del vecchio Brescia Calcio. Il progetto voluto dal patron Pasini e sostenuto dall’amministrazione ha ridato vita al Rigamonti tramite trasloco da parte della Feralpisalò. Eugenio Corini, arrivato a dicembre, ha saputo dare equilibrio, identità e pragmatismo a un gruppo che ha chiuso la regular season al 2° posto del Girone A con 69 punti (49 gol fatti, 24 subiti).

I quarti col Casarano (3 gol al 'Capozza') e la semifinale contro la Salernitana (1-1 fuori, 2-0 in casa con Crespi e Vido) hanno mostrato una squadra matura: solida dietro (Gori è un muro), pericolosa in avanti e capace di accelerare nei momenti giusti. Corini lo ha detto chiaro: «Andiamo a prenderci quello che tutti noi vogliamo. Lo spirito c’è, adesso entrano tutti, condivisione». Il Rigamonti domani sera sarà una bolgia, con la Curva Nord già in ebollizione. La prmozione significherebbe completare in un solo anno una rinascita che sembrava utopia dodici mesi fa.

Ascoli: compattezza e fame di riscatto

Dall’altra parte c’è un Ascoli da 77 punti (2° Girone B), 63 gol fatti e solo 23 subiti, una delle migliori difese del campionato. Francesco Tomei ha costruito un collettivo coeso, concreto, con poca retorica e tanta sostanza. Il percorso playoff parla chiaro: quarti col Potenza superati con autorità, semifinale dominata contro il Catania (4-0 all’andata).

Tomei rispetta l’avversario («Brescia è una squadra molto forte, organizzata… Crespi sta facendo bene, ma l’intera squadra è di livello») ma trasmette serenità e pressione giusta. L’Ascoli ha fame di tornare in B dopo la retrocessione del 2023/2024 e la nuova era Passeri. Il Del Duca al ritorno sarà una bolgia, anche senza trasferta per i tifosi ospiti.

Il filo rosso di Carlo Mazzone

Questa finale ha un sapore speciale. Unisce due piazze nel ricordo di Carletto Mazzone: giocatore e poi allenatore leggendario dell’Ascoli (dalla C alla A negli anni ’70-’80) e tecnico del Brescia dal 2000. Al Del Duca la tribuna est porta il suo nome. I precedenti tra le due squadre sono pieni di tensione e storie: dallo 0-0 del 1981 (salvezza Ascoli, retrocessione Brescia) alla rimonta spettacolare del 2023 (4-3). Non è rivalità geografica, ma sfida tra identità forti: Rondinelle contro Picchio.

Anche Sandro Tonali, “figlio” del Rigamonti, ha caricato l’ambiente: «Brescia è casa mia… spero di vedere la ciliegina sulla torta».

Cosa aspettarsi

Sarà una sfida tra organizzazione collettiva e qualità individuale. Brescia ha più estro e il primo match in casa. L’Ascoli porta solidità di reparto ed esperienza da grande decaduta. Il regolamento (supplementari e rigori in caso di parità) rende l’andata decisiva ma non definitiva: un buon margine al Rigamonti peserebbe tantissimo, ma l’Ascoli ha dimostrato di saper soffrire e colpire.

Al di là del risultato, questa finale è bella perché mette di fronte due club che rappresentano la parte sana della Lega Pro: progetti seri, piazze motivate, voglia di risalire con identità e lavoro. Domani sera il Rigamonti dirà la prima parola. Noi di TuttoC saremo lì a raccontarvi non solo il risultato, ma il senso di quello che sta accadendo.

Perché in queste serate di giugno non si gioca solo per un punto in più o in meno. Si gioca per una città intera. E che sia uno spettacolo degno della futura Serie B.