Ciampi: "VAR a chiamata? Ipotesi difficile. Finalmente caduto tabù territoriale"
Lunga intervista al designatore arbitrale della Serie C, Maurizio Ciampi, sulle colonne del periodico Forza Latina. L'ex direttore di gara ha tracciato un primo bilancio della stagione: "Sono soddisfatto di come stanno andando le cose fino a questo momento. Anche in C è caduto il vincolo territoriale, tanto che Benevento-Avellino è stata diretta da un arbitro campano e Messina-Catania da uno siciliano. Siamo riusciti a far cadere anche questo tabù che, in realtà, mi sembra preoccupasse più gli addetti ai lavori che non i tifosi. Non era facile, dopo la finale Foggia-Lecco dello scorso anno: mi è dispiaciuto leggere gli insulti a Bonacina, perché ritengo che un arbitro si debba giudicare dal punto di vista tecnico, non da quello geografico".
Ciampi è scettico sulla proposta di usare il VAR a chiamata o di sfruttare le immagini televisive, come proposto dall'amministratore delegato del Padova: "Dobbiamo capire che decidere il numero di telecamere è qualcosa che attiene alle normative Uefa e ci dobbiamo adeguare. Noi arbitri siamo i più felici se possiamo avere aiuti ulteriori dalla tecnologia. Non è vero che siamo contrari alla tecnologia, perché il rapporto umano tra direttore di gara e giocatore rimane e, con gli strumenti tecnologici, abbiamo abbattuto il numero di ammonizioni per proteste. L'ipotesi di utilizzare le immagini televisive non mi sembra realistica, perché si rischia di non avere un servizio uniforme su tutti i campi e perché la qualità delle immagini televisive rischia di non consentire una valutazione corretta dell'episodio, noi dobbiamo avere un servizio che sia standardizzato e così non lo sarebbe".
Sulla crisi delle vocazioni: "Purtroppo il tema del reclutamento delle nuove leve è sempre più rilevante. Ci ritroviamo a coprire partite delle giovanili o dei campionati regionali grazie ai ragazzi della Can D o della Can C che scendono di categoria proprio per tappare i buchi. Qualcosa si sta muovendo con l'introduzione del doppio tesseramento, per permettere ai giovani che vogliono intraprendere la carriera di arbitro di continuare anche a giocare a calcio. In più, il presidente dell'AIA, Carlo Pacifici, ha stipulato un accordo con il Ministero dell'Istruzione per la promozione della figura dell'arbitro nelle scuole, ma la strada è ancora lunga".
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