Colavitto: "Il Potenza non mi sorprende. Nel girone A sarà lotta Brescia-Cittadella"
Gianluca Colavitto è stato ospite di TMW Radio nel corso di A Tutta C, offrendo la sua analisi sui tre gironi di Serie C. Sul Potenza, capolista a sorpresa del girone C: "Potenza, per chi sta nell'ambiente, rappresenta sicuramente una realtà positiva. Si è dato continuità prima dal punto di vista dirigenziale, con la conferma del direttore sportivo, e poi dal punto di vista del campo. È una realtà sostenibile: ha lavorato molto anche sul piano logistico, le strutture che ci sono a Potenza sono notevoli per la categoria, parlo di campo e di foresteria, si è creato un ambiente simile a realtà importanti di Serie A. Sul piano del campo, poi, si è scelto un allenatore che in un certo senso poteva proseguire il lavoro già fatto da De Giorgio l'anno scorso: mi riferisco al mister Tisci, che negli ultimi due anni a Pineto ha lavorato in un determinato modo, ed è giusto che a Potenza stia confermando ciò che Di Bari ha costruito negli anni precedenti. Per me il Potenza non rappresenta una sorpresa".
Rispetto a rose più strutturate come quelle di Bari, Catania e Salernitana - con le ultime due in ripresa dopo un avvio difficile - il Potenza ha la forza per restare davanti per tutta la stagione, o alla lunga verranno fuori i valori di queste squadre?
"Questo non lo posso dire con certezza: possiamo anche ricordarci di quella Juve Stabia che nessuno dava per vincente e che poi ha sorpreso tutti. Il Potenza ha comunque in organico ragazzi di spessore - è normale che i giocatori vadano allenati, e serve vivere la settimana con loro per cogliere sfaccettature che vanno oltre il campo - ma ragazzi come Selleri, Petrungaro, D'Auria hanno secondo me nelle corde la possibilità di giocare anche in categorie superiori. Certo, dall'altra parte ci sono organici di spessore, sia quello della Salernitana che quello del Bari, ma io dico che il Potenza può reggere in questa categoria fino alla fine del campionato".
Sul girone B, definito in estate come il più equilibrato tra i tre, ma che lo Spezia sta provando a smentire: dopo le vittorie esterne con Pescara e Reggiana, i bianconeri comandano con cinque punti di vantaggio sul Ravenna.
"Sembrerebbe che lo Spezia stia facendo la voce grossa in questo girone, ma anche qui il campionato è lungo, e ci sono squadre come Ravenna e Reggiana che possono ancora impensierirli. Quello che sta facendo vedere lo Spezia in queste prime otto giornate è un po' l'essenza del calcio attuale: complimenti al mister Turati, che ha avuto l'opportunità di allenare in una piazza che ha tutto per tornare in Serie B, se non addirittura in Serie A - dallo stadio a tutto quello che c'è attorno al mondo Spezia, c'è davvero di tutto. È un progetto fatto in maniera programmata e corretta per i tempi che stiamo vivendo: strutture, ambiente, staff, campi, tutto quello che serve nel mondo del calcio sta in quel contesto".
Tra le avversarie dello Spezia c'è anche il Ravenna, capace di ripetere l'ottimo campionato dello scorso anno e protagonista in estate del colpo mediatico legato a Ronaldinho, che avrebbe espresso la volontà di scendere in campo e segnare l'ultimo gol della carriera in giallorosso. È pensabile, per un giocatore fermo da quasi quindici anni?
"Dal punto di vista della parentesi scherzosa, la posso fare anche io a cinquantacinque anni, basta farmi entrare quando c'è da battere un rigore - ma la vedo, come dici tu, principalmente una questione di marketing. Dal punto di vista del campo gli anni passano un po' per tutti: penso che siano davvero pochi al mondo, un Cristiano Ronaldo su tutti, a riuscire a reggere così a lungo, anche se ormai si sta allungando l'età calcistica dei giocatori. Credo che mister Mandorlini si adeguerà: quando sarà chiamato in causa, lo farà entrare per uno spezzone, ma al momento non mi risulta nemmeno convocato".
Si immagina comunque un giorno con lo stadio esaurito e richieste di accredito da tutto il mondo, anche solo per vedere Ronaldinho scaldarsi a bordo campo?
"Questo è fuori dubbio: parliamo di un fuoriclasse, e vederlo dal vivo ancora oggi, a questa età, resta comunque uno spettacolo, al di là della condizione fisica - non so come stia fisicamente il ragazzo, ma mi sembra improbabile pensare a continuità di minutaggio. Il passo di un giocatore di Lega Pro è comunque diverso da quello di un giocatore di Serie A, le categorie esistono anche per questo. Lui resta un fuoriclasse, e il tempo passato in Serie A non gli avrà tolto il tocco: magari un dribbling può ancora riuscirgli, forse non può spingersi troppo oltre, ma può mettere un pallone che un altro giocatore, con tempi più lunghi di lettura, non riuscirebbe a mettere - lui ha tutto anticipato a livello di lettura del gioco. Vedremo cosa succederà nel frattempo: intanto il Ravenna ha avuto una brutta battuta d'arresto a Piancastagnaio, dove la Pianese ha fatto una grande partita contro i giallorossi, a dimostrazione che ogni partita in questo campionato è una storia a sé, che la classifica fino a un certo punto conta e che il budget fino a un certo punto conta: se non hai le caratteristiche di voglia, di fame, di volontà di imporsi, puoi anche avere il nome, ma alla fine rischi di fare cilecca".
Nel girone A, in estate si parlava di un Union Brescia forte anche della finale playoff dello scorso anno, di un mercato intelligente e della conferma di Corini: sembrava la squadra da battere, ma sta faticando più del previsto, anche alla luce di un Cittadella tornato sui suoi livelli dopo un'annata difficile.
"È proprio così. Nel girone A, va detto, ci sono anche altre realtà che si stanno confermando, mantenendo il progetto tecnico avviato: mi riferisco all'Arzignano, al Treviso, alla stessa Dolomiti Bellunese, al Trento. Ma la vera sorpresa è l'Ospitaletto, anche se non è del tutto una sorpresa, visto che già l'anno scorso aveva fatto un buon campionato. Il Brescia ha comunque tutto il tempo per rimettersi in corsa con il Cittadella: se devo fare una previsione, dico che saranno queste due squadre a giocarsela fino alla fine".
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