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Desenzano in C, il tecnico Gaburro: "Mi piacerebbe portare avanti questo progetto"

Desenzano in C, il tecnico Gaburro: "Mi piacerebbe portare avanti questo progetto"TMW/TuttoC.com
martedì 5 maggio 2026, 20:30Altre news
di Redazione TC

Ospite di A Tutta C, su TMW Radio e Il61, il tecnico del Desenzano Marco Gaburro parla della promozione in Serie C della formazione bresciana: "Sicuramente una stagione difficile, perché il Desenzano comunque negli ultimi anni ha sempre costruito squadre con l'obiettivo di salire. Forse l'anno scorso, che era il mio primo anno a Desenzano, avevamo anche il ruolo di favorita, perché ci si giocava il campionato con tutto il rispetto, con Palazzolo e Ospitaletto, che erano in realtà simili. L'anno scorso non si è riusciti poi a vincere, perché si è arrivati terzi, anche se abbiamo già fatto un buon campionato, e quest'anno si era ripartiti con l'idea di dare continuità per provare a fare il salto, poi quando sono usciti i gironi la società si è un po' spaventata, perché chiaramente il girone D era un gironen dove sicuramente non potevi rivestire il ruolo della favorita. C'erano comunque piazze grosse, come Pistoiese e Piacenza, c'era comunque la Pro Sesto che si ritrovava lì dopo un playoff dell'anno scorso, forse anche senza motivo dal punto di vista geografico, che aumentava comunque i valori in campo, e poi è saltato fuori comunque un Lentigione che ha fatto un campionato decisamente sopra le righe, che ha alzato ancora di più il livello di quello che comunque era un raggruppamento molto competitivo, perché la serie D l'ho fatta tanto, conosco, e so che vincere c'erano tanti modi, ci può essere l'anno in cui sei nettamente sopra gli altri e magari chiudi il campionato a febbraio o marzo, almeno virtualmente, e questo non era di certo quel tipo di campionato lì, quindi è difficile perché comunque si partiva dietro comunque almeno a livello di piazza, di nome e di investimento anche rispetto a piazze di quel tipo. Non siamo partiti neanche benissimo, perché alla sesta giornata avevamo otto punti, quindi eravamo già un po' indietro rispetto a quello che erano le nostre idee, si voleva almeno provarci, si è riusciti però a riprendersi in fretta, si è fatto un giro d'andata in crescendo, girando a due punti di media partita che secondo me era il minimo indispensabile per poi fare dei ragionamenti diversi in primavera, e poi devo dire che abbiamo fatto un giro di ritorno strepitoso nel momento delle difficoltà vere, perché poi in realtà la squadra fino a gennaio aveva giocato con un 11 quasi sempre stabile, aveva fatto bene, era in crescendo e poi abbiamo avuto tanti infortuni tutti concentrati tra gennaio e febbraio e i primi di marzo che ci hanno veramente messo in difficoltà e lì però è uscita poi la squadra perché in realtà noi non abbiamo mai perso un giro di ritorno, abbiamo fatto una marea di vittorie e questo ci ha permesso comunque di arrivare a giocarci la volata finale in tre con il Lentigione e la Pistoiese e devo dire che fino alla penultima, terz'ultima giornata non è che io ero così sicuro di poter vincere il campionato, diciamo che ero contento che ce la stavamo giocando veramente bene e poi sapevo che ci sarebbe giocato tutto su dei su dei piccoli dettagli e oggettivamente siamo stati più bravi degli altri in quel momento lì perché poi questo ha spostato il risultato finale".

Mister ci racconta un po' il mondo Desenzano?

"Ma guardate, il Desenzano è una realtà atipica perché comunque è un sodadizio che nasce di fatto sette anni fa, il Desenzano è un grandissimo paese turistico, anche grosso, però non ha tradizione calcistica, non ha storia e quindi poi c'è stata questa idea diciamo del presidente Marai coinvolto un po' da alcuni dirigenti di provare a fare calcio sul territorio perché lui è di Salò quindi comunque vicino e provare a prendere una realtà di questo tipo che aveva e ha oggettivamente tutto per poter diventare una realtà importante, però sai prenderla dal nulla e costruire qualcosa che poi possa arrivare nei professionisti richiede tanti step e secondo me qui sono stati bravi a magari subito ha puntato sul parco giocatori hanno sempre fatto squadre sulla carta inizialmente competitive però poi bisognava costruire tutto il resto e Desenzano in questo momento qua è una piazza che fa ingresso gratuito allo stadio in serie D che penso sia l'unica e che è passata dalla media di due trecento spettatori fino a tre quattro anni fa tre anni fa ai 1500 della partita con la Pistoiese e ha comunque uno stadio sempre pieno che abbiamo avuto quest'anno e lì c'è stato un grande lavoro della società sul territorio, è una società che ha un settore giovanile in crescendo molto importante a livello provinciale e regionale e questo sicuramente poi da sotto ha spinto soprattutto le nuove leve e i ragazzi giovani che ruscivano ad entusiasmarsi un po' all'idea del Desenzano e c'è un centro sportivo di allenamento con due campi sintetici che diventeranno adesso tre dove è stato costruito un bar, un ristorante, verrà adesso spostata la palestra. C'è l'idea di fare calcio in un certo modo c'è un bello stadio perché il Tre Stelle è un bello stadio e però mancava poi chiaramente il passo che che portasse poi questa realtà a poter diventare veramente una realtà calcistica in tutto e per tutto nel mondo i professionisti e questo chiaramente era era poi l'obiettivo vero che però è arrivato secondo me anche nel momento giusto ecco perché forse due anni fa si era un po' più meno pronti sotto altri aspetti per poter affrontare poi quello che la serie C effettivamente richiede".

Il prossimo anno sarà ancora sulla panchina del Desenzano?

"Ma guarda, dipende. Allora io intanto ho un accordo diciamo pre contrattuale dove io comunque avrei potuto rimanere e so che posso rimanere dal punto di vista contrattuale però bisogna comunque trovarsi per capire un po' cosa si vuole fare e ci troveremo insomma ai prossimi giorni il presidente ha dato subito grande apertura io stesso la do perché è una realtà nella quale mi sento di aver messo tanto di mio e mi piacerebbe portare avanti questo discorso però è giusto rispettare poi i tempi e abbiamo una poule scudetto da giocare e io voglio comunque poi sedermi comunque con la società per capire bene quali sono le ambizioni reciproche e per capire se combaciano. Per quanto riguarda il rinnovo del parco giocatori o la conferma del parco giocatori secondo me è un argomento molto delicato, primo perché la prima cosa che deve fare come una società che sale soprattutto se non ha una piazza grossa che dove è costretta diciamo così a fare a recitare una certa parte deve subito capire e spiegare cosa vuole essere in serie C perché in serie D c'è un modo solo per giocare a vincere cioè nel senso devi comunque essere quella cosa lì e andare a prendere più forti devi cercare di fare un certo tipo di percorso, in serie C questo ovviamente è molto più difficile e quindi puoi decidere di assumere diverse vesti sia a livello di budget sia a livello di ambizione sia a livello di tipo di squadra che vuoi allestire sia a livello di età che vuoi coinvolgere dentro il parco giocatori e questo sicuramente è il primo punto da affrontare, prima ancora di quelle che possono essere le conferme, perché sicuramente noi abbiamo una squadra molto forte non è che abbiamo vinto il campionato con una squadra non all'altezza, è chiaro che era una squadra costruita per la D con giocatori comunque anche di una certa età in certi ruoli che hanno sicuramente un gran potenziale e uno storico anche in Serie C anche abbastanza recente e poi però sapete meglio di me che poi diventa una questione di ambizioni di costi e anche di caratteristiche perché poi il modo di giocare che tu utilizzi per vincere la D non è detto che lo puoi riportare in C e quindi bisogna avere un po' le idee chiare in questo senso. Io in questi anni qua ho visto vissuto fortunatamente altre promozioni e so che da un lato si tende ad innamorarsi un po' del giocatore a prescindere e questo è un errore e che comunque ci sono state realtà che hanno confermato tanto del blocco e hanno fatto bene, altre che hanno confermato tanto del blocco e si sono poi dovute reinventare a mercato invernale cosa molto difficile. E ci sono anche state squadre che hanno vinto il campionato di D e con lucidità hanno cambiato quasi tutto e sono comunque andate bene in C quindi bisogna avere se non è prima di tutto l'idea di chi si vuole essere cosa si vuole diventare anche nel breve breve medio periodo".

Qual é il progetto a lungo termine?

"Non ne abbiamo parlato, quindi vi posso dire solo il mio sentore ma non è di certo una notizia quello che vi posso garantire io è che la forza economica di questa realtà è importante quindi è solida. Il presidente non ha fatto tutti questi sforzi per poi trovarsi in serie C con un lumicino dal punto di vista proprio delle risorse questo è sicuro quello che però bisogna capire e far capire è che non basta avere delle risorse per poter poi impattare bene con la categoria e comunque iniziare a costruire qualcosa di diverso e magari anche di lungimirante".

L'importante è non fare il passo più lungo della gamba?

"Non penso che ci sia questo rischio, non abbiamo pressioni se non abbiamo pressioni ambientali non abbiamo una piazza che ti costringe a dire che deve arrivare secondo anche se non puoi noi dobbiamo fare il passo in base alla gamba e penso che sia questo il pensiero anche del presidente del direttore e dobbiamo comunque avere questa questa umiltà di approccio con la realtà nuova perché chiunque tu sia che tu sia una nobile decaduta che sia una realtà emergente in serie C il primo anno ti devi prima di tutto consolidare questo deve essere chiaro".

Quali squadre vede favorite nei playoff?
"Dire le favorite playoff penso che visto l'andamento dei playoff degli ultimi anni è un po' come fare un terno a lotto. Diciamo che la Serie C a volte propone dei gironi dove comunque una squadra vince molto presto come può essere stato il girone a quest'anno a volte propone dei test a test come è stato magari il girone B. E' evidente che le squadre che arrivano ai playoff in gironi dove di fatto si sono preparate per tempo al fatto che non avrebbero mai potuto vincere direttamente secondo me almeno a livello mentale sono avvantaggiate rispetto alle squadre che perdono in volata nel campionato e questo va anche a testimonianza del fatto che negli ultimi dieci anni cinque volte ha vinto una seconda e altre cinque volte non ha vinto una seconda quindi vuol dire che arrivare secondo non è garanzia insomma del fatto di poter salire. E' una formula strana, una formula secondo me rivedibile sul piano delle tempistiche perlomeno, perché ci sono squadre che fanno molto bene in campionato e devono star ferme troppo secondo me prima di poter giocare".