Ghirelli dopo la rielezione: "Sostenibilità economica e riforma dei campionati"

12.01.2021 16:10 di Redazione TC Twitter:    Vedi letture
Ghirelli dopo la rielezione: "Sostenibilità economica e riforma dei campionati"

Francesco Ghirelli è intervenuto in conferenza stampa al termine dell’assemblea elettiva che lo ha riconfermato alla presidenza della Lega Pro per il prossimo quadriennio: “Sono molto contento della grande prova di serietà e consapevolezza che c’è stata in assemblea. C’è stato un confronto estremamente sereno sui contenuti e sono molto contento di quella che sarà la mia squadra, che è molto unita. Dovremo affrontare alcuni passaggi chiave come la sostenibilità economica, la riforma dei campionati e la crescita della nostra reputazione. Abbiamo provveduto a nominare il collegio sindacale nei suoi effettivi e supplenti e indicato Luca Galea come candidato presidente al Collegio dei Revisori della Figc. Devo ringraziare il presidente Gravina per essere venuto qui, ci rende molto orgogliosi della sua scelta. Nelle precedenti settimane abbiamo dato a lui una delega per la riforma dei campionati, è un segno di come si può uscire dalla logica del particolare, questo non vuol dire rinunciare alle proprie idee. Lo ringrazio per lo stimolo che ci ha dato, lo abbiamo designato come presidente perché ha contributo all’innovazione della federazione, indicando la via per la competitività. C’erano diverse candidature per far parte del direttivo, non c’è stato alcun problema nello scegliere i sei. Devo ringraziare quella che mi piace chiamare squadra invisibile che è la struttura della Lega Pro, a cominciare dal segretario Paolucci. La qualità complessiva si è vista nell’audizione con la settima e undicesima commissione intorno ai temi, qualificando fortemente le capacità di una Lega, questa può portare un contributo notevole”.

OBIETTIVI - “I nostri obiettivi sono due: sostenibilità economica e la squadra è stata costruita per affrontare questo tema, il secondo aspetto è quello relativo alla riforma dei campionati. É venuto il momento di ragionare intorno a una riflessione che non deve essere prolungata nel temp sulla formula del campionato. Il mandato di Gravina è un insieme di priorità: intanto per il lavoro svolto, che avevamo già valutato durante la sua esperienza in Lega Pro, in secondo luogo le riforme che sono state operate. Quello sulle riammissioni: fuori i banditi, dentro i virtuosi dopo la tragedia della famosa partita Pro Piacenza che ha fatto parlare anche il New York Times. Il nostro obiettivo è diventato quello di portare a termine il campionato con tutte le squadre, mi dispiace per il Trapani ma questo ha rappresentato un cambiamento radicale, se non si rispettano determinati parametri si fa fuori dal campionato. Questo vuol dire aprire una nuova cultura, per giocare devono essere rispettate tutte le regole. Poi Gravina è un investimento di fiducia perché questi sono gli anni del cambiamento. Parliamo tanto di riforme ma l’unica riforma degli ultimi 50 anni l’abbiamo fatta noi della Lega Pro. Gravina potrebbe essere il primo a fare una riforma federale e noi saremo al suo fianco".

CASERTANA-VITERBESE - “Casertana-Viterbese la ritengo una sconfitta perché non sono riuscito a fare quello che volevo fare. Il Covid ci obbliga a una generosità, ma anche a rispettare il protocollo nel bene e nel male. Nel corso di questi mesi abbiamo risposto al protocollo sanitario meritandoci il rispetto di tutti. Abbiamo fermato una partita a venti minuti dal calcio d’inizio. Quando ci è stata detta una cosa del genere abbiamo messo la salute davanti a tutto. Mi auguro che la lezione sia stata recepita, non dobbiamo più arrivare a quella situazione, altrimenti rischieremo di avere un contraccolpo. Dobbiamo dare una mano ai presidenti perché costa molto ma che anche loro ci diano una mano per evitare che queste situazioni si ripetano. Ho parlato tante volte con D’Agostino, gli siamo stati vicini per il brutto atto che si è verificato nei giorni scorsi. Non so chi lo abbia fatto, certamente non chi ama la maglia della Casertana, c’è un rispetto che deve esserci. Mi auguro che vengano trovati i responsabili perché vorrei vederli in faccia. Penso che lui abbia in testa il progetto dello stadio, la crisi è il momento in cui si rideterminano le gerarchie, si entra in un modo e si esce completamente diversi. In Spagna Barcellona e Real Madrid stanno facendo investimenti enormi, in Italia stiamo ancora faticando non solo a Caserta ma anche a Palermo, a Firenze ecc. Costruire l’oggi e il futuro è la vera sfida che abbiamo davanti”.

DIRITTI TV - “Abbiamo avuto un problema serio con Eleven Sports, i tifosi erano arrabbiati visto che non potevano neppure andare allo stadio. Abbiamo reagito cambiando passo, rimettendo in piedi Eleven e dando un colpo di reni molto forte. Con Sky abbiamo fatto un accordo che inseguivamo dal 2011. Inoltre sfruttiamo la partnership con la Rai e abbiamo intrapreso un’esperienza nazionale con il canale tematico della Ternana. Senza dimenticare l’accordo che ci permetterà di trasmettere le partite in italiano in tutto il mondo. Contemporaneamente stiamo lavorando su Youtube e Amazon, dobbiamo raggiungere il maggior numero di utenti e verificare in questo campionato se il prossimo sarà quello nel quale troveremo risorse significative per i club. Quella di diversificare è stata una scelta strategica e l’ abbiamo fatta nel momento in cui stava cambiando il mercato globale”.

APPRENDISTATO - “L’apprendistato è un passaggio chiave, potrei definirlo un paradigma della riforma perché mette insieme pratica sportiva e formazione. Il primo passo è che se per caso in Parlamento ci fosse un ritardo dovuto a contrasti sui decreti delegati si faccia un provvedimento autonomo per l’apprendistato. Non possiamo aspettare. Ieri abbiamo chiesto un altro elemento: uno dei problemi più seri del nostro calcio è la penetrazione di capitali non chiari e quindi bisogna evitare che nell’acquisizione di quote societarie si innestino interventi pericolosi. Per questo ho chiesto alle commissioni parlamentari che nel momento della riforma si dia mandato alla federazione per intervenire con una verifica ante e non post acquisizione. Questo può salvaguardare notevolmente il regolare svolgimento del campionato. Il terzo elemento è quello dell’ingresso dei tifosi nelle società, come accade in Germania. Sarebbe un passaggio fondamentale”.

TECNOLOGIA - “Sui microchip nei palloni mi sono già battuto in passato contro per un motivo semplicissimo, perché è una tecnologia non funzionante che va in mano solo a certi gruppi industriali, non so se c’è stata una evoluzione. Vorremmo andare avanti con l’uso della tecnologia ma con 60 squadre diventa un po’ complicato. Per noi che siamo il livello di formazione degli arbitri si paga qualcosa in termini di errori. Bisognerebbe migliorarsi però servono anche risorse”.

GHIRELLI BIS - “Non sono spaventato, grazie anche al mio carattere, se lo fossi me ne sarei andato. Il che non significa non essere preoccupato. Ero più emozionato l’altra volta, adesso sono più consapevole di ciò che abbiamo davanti, l’esperienza di questi due anni mi è servita. Fare il direttore e il presidente sono due cose completamente diverse. Ritengo che ci siano delle potenzialità enormi. Questo è un momento di crisi, al quale arriviamo senza grandi risorse finanziarie. Possiamo giocarci una partita un po’ più di ripresa anche per la duttilità che possiamo mettere in campo. Mi conforta la squadra che abbiamo messo in piedi, mi dà la consapevolezza che le competenze possano consentire a questa Lega di avere grande convinzione".