Hübner lancia l'allarme sulla C: "Anche nelle piccole metà rosa composta da stranieri"

Hübner lancia l'allarme sulla C: "Anche nelle piccole metà rosa composta da stranieri"TMW/TuttoC.com
Dario Hübner
Ieri alle 09:20Altre news
di Valeria Debbia
L'ex bomber denuncia le difficoltà dei giovani italiani: "Fanno più fatica a trovare spazio e a maturare esperienza"

La crescente presenza di calciatori stranieri anche nelle categorie inferiori rischia di ridurre le opportunità per i giovani italiani. A sollevare il problema è Dario Hübner, ex attaccante di Brescia e Piacenza e capocannoniere della Serie A, che in un'intervista a Scommesse.it ha evidenziato come anche in Serie C sia sempre più difficile per i talenti italiani trovare spazio e maturare esperienza.

Dopo il tracollo del vecchio Brescia, cosa deve fare l’Union Brescia per riconquistare la fiducia dei tifosi e tornare nel grande calcio?

"La fiducia dei tifosi, secondo me, ce l’ha già. Vedo che lo stadio è sempre pieno e che c’è un grandissimo amore verso la società e la squadra. Logicamente, però, bisogna anche vincere. Non è sempre facile, anche se economicamente la società sta investendo delle belle cifre. Spendere tanto non significa necessariamente ottenere risultati. A volte basta anche spendere qualcosa in meno, ma trovare i giocatori giusti. Mi auguro che questa possa essere una buona stagione per il Brescia e che riesca a raggiungere i risultati che tutti sperano".



Lei è stato capocannoniere della Serie A con il Piacenza, che oggi gioca in Serie D. Perché piazze storiche come Piacenza, Brescia e Ancona sono finite così in basso?

"È difficile da spiegare, però purtroppo è successo. A volte basta sbagliare alcune scelte, soprattutto nella costruzione della squadra, e poi sul campo ne paghi le conseguenze. Vincere in Serie C o in Serie D non è semplice. Non vinci soltanto perché hai un nome importante o una grande storia alle spalle. Vinci perché hai i giocatori giusti, che scendono in campo ogni domenica e riescono a ottenere risultati. Non sempre le squadre più blasonate riescono a imporsi. Devi avere una rosa costruita per quella categoria e un allenatore che la conosca bene. Soltanto così puoi pensare di vincere il campionato".

Lei purtroppo non ha mai avuto un’occasione in Nazionale. Oggi mancano davvero i grandi centravanti italiani oppure giocatori come Kean, Scamacca e Pio Esposito non vengono valorizzati abbastanza?

"È un calcio diverso rispetto a quello di una volta. In passato c’erano tantissimi giocatori italiani, anche di livello nazionale, che trovavano spazio in Serie A. C’era molta più scelta. Oggi gli attaccanti italiani sono meno numerosi e giocano anche meno. Pio Esposito, per esempio, trova poco spazio, mentre Scamacca ha avuto parecchia sfortuna con gli infortuni. Una volta avevamo tanti centravanti tra cui scegliere, adesso sono pochi. Ma il problema parte anche dalle categorie inferiori. Guardo diverse partite di Serie C. Negli anni Novanta trovavi tantissimi italiani che potevano giocare, crescere e mettersi in mostra. Oggi, anche nelle piccole squadre di Serie C, capita di vedere rose composte per metà da stranieri. Così i giovani italiani fanno più fatica a trovare spazio e a maturare esperienza. Lo stesso discorso vale per la Serie B e, di conseguenza, diventa sempre più difficile arrivare in Serie A e dimostrare il proprio valore".