Marani: "Tre Mondiali consecutivi saltati, dato eclatante e sconfortante"
Matteo Marani, presidente della Lega Pro, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera in merito alla situazione attuale del calcio italiano: "Tre Mondiali consecutivi saltati? E' un dato eclatante e sconfortante, una generazione intera ha perso il privilegio e il diritto di tifare l'Italia nel torneo più importante che esista. Nei 128 anni della Federazione mai siamo finiti così in basso. Quando abbiamo giocato l'ultimo scontro diretto in Coppa del Mondo, nel 2006, mio figlio aveva appena sei mesi: adesso è al secondo anno di ingegneria. Il pubblico si sta spostando, il vuoto che si è creato lo occupano benissimo altri sport: bisogna ritrovare la nostra identità e non tradire l'anima popolare del calcio".
"Anche nei settori giovanili perdere è un dramma - prosegue Marani -. Aveva ragione Prandelli: evitiamo la tattica ai ragazzini. In questo momento avremmo più bisogno di insegnanti come Mino Favini e Sergio Vatta che di Guardiola. La crisi non è colpa di Gravina, come non lo era di Tavecchio né di Abete. Il declino è cominciato prima della magica notte di Berlino. I soldi dei diritti tv sono stati un'occasione sprecata: all'estero li hanno investiti negli impianti e nella stabilizzazione delle società, noi nei giocatori e non certo solo campioni. Gli altri progettavano il futuro, noi abbiamo pensato al presente e abbiamo arricchito i procuratori che sono i veri proprietari dei cartellini dei calciatori: dal 2019 a oggi, la spesa per le procure è quasi raddoppiata".
"Se una società di Serie C fallisce sembra sia solo un problema della Lega Pro - ha spiegato il numero uno della terza serie -. Ma non è così: investe tutti, nessuno è assolto. Noi siamo il polmone del sistema: coltiviamo il talento e cresciamo giocatori, allenatori, dirigenti e arbitri. Possiamo essere un punto di riferimento. Il salary cap lo ha lanciato Abodi in B, lo abbiamo introdotto in forma sperimentale lo scorso anno e ora è diventato definitivo. La C cavalca il futuro perché ha pagato la crisi sulla propria pelle: diamo un senso di maturità all'interno del sistema e abbiamo puntato sulla riforma Zola. Con questa riforma, adottata anche dalla Serie A, tra qualche anno potremmo avere di nuovo una grande Nazionale. Oggi al vertice del calcio italiano non c'è nessuno sotto i 50 anni: spero che il prossimo presidente della Lega Pro sia giovane e magari donna".
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