Pasquato sul Pescara: "Buscè allenatore giusto, su Insigne il dolore non basta a giustificarlo"
L'ex attaccante biancazzurro Cristian Pasquato riavvolge il film dell'infausta stagione del Delfino e spende parole al miele per il suo vecchio compagno di squadra. Come racconta al Messaggero nell'edizione abruzzese: "Speravo nella salvezza del Pescara, purtroppo non ce l'ha fatta. Mi auguro che Buscè riesca a riportarlo dove merita, credo sia l'allenatore giusto per questa piazza". I due hanno giocato insieme nell'Empoli di Serie B nella stagione 2008-09: "Era il mio primo campionato da professionista dopo la trafila nel settore giovanile, la Juve mi ha mandato in prestito all'Empoli. Buscè era il capitano, un calciatore navigato, di grande esperienza. Nel gruppo ho legato di più con i giovani, ma lui era sempre presente, distribuiva consigli e usava sempre toni opportuni". Quattro anni dopo, nell'estate 2013, Buscè ha appeso gli scarpini al chiodo iniziando la carriera in panchina, fino alle esperienze a Vibonese, Rimini e Cosenza: "Ha già fatto vedere buone cose, penso che possa ripetersi nel prossimo torneo. La C è un campionato bastardo, tremendamente complicato, abbiamo visto quanto tempo ha impiegato il Pescara a risalire dopo la retrocessione del 2021. Sarei contento se ce la facesse, soprattutto per i tifosi".
Pasquato ha vestito la maglia del Delfino da gennaio 2015 a giugno 2016, un anno e mezzo intenso culminato nella promozione in Serie A con la doppia finale vinta contro il Trapani: "Ricordi bellissimi, emozioni indimenticabili, la città era impazzita". Sul presente, con la società che lavora per trattenere Gaston Brugman e Lorenzo Insigne, è netto: "Se fossi in loro non avrei dubbi, accetterei volentieri perché so cosa si prova a giocare per il Pescara. A gennaio la società ha fatto un mercato importante, aumentando il livello tecnico della rosa, ma nelle ultime 5 partite c'è stata la flessione che ha vanificato tutto. Sinceramente non me lo aspettavo, credevo che il Pescara potesse centrare almeno i playout". Sul rigore sbagliato da Russo contro il Padova, con Insigne finito nel mirino per non essersi preso la responsabilità: "Penso che avrebbe dovuto prendersela. Nel calcio certi compiti spettano ai più esperti. Se lo avesse sbagliato lui non sarebbe successo nulla, invece l'ha calciato il più giovane e si è alzato un polverone". Cristian, 37 anni il prossimo 20 luglio, gioca ancora in Serie D nel Campodarsego: "Ho rinnovato per altre due stagioni, continuerò fino a quando il fisico reggerà".
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